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Covid, il Lazio resta a rischio alto: Rt stabile (1.2) ma incidenza in aumento (1.175)

La scorsa settimana era a 853. L’occupazione dei posti letto in area medica è al di sotto della media nazionale mentre in terapia intensiva è al di sopra. D’Amato: «Prosegue il trend di crescita, ma la curva inizia a rallentare»

Nel Lazio la morsa del Covid è evidente: ogni giorno la regione è tra le prime tre italiane per numero di contagi . Oscilla tra secondo e terzo posto, alternandosi con la Campania, dietro solo alla Lombardia. Tanto che anche nella prossima settimana rimarrà tra le nove che, secondo il report settimanale dell’Istituto superiore di sanità, è classificata a rischio alto. «Ma – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato – anche se prosegue il trend di crescita dei casi su base settimanale, si registra un rallentamento della curva che ora è al 40%, mentre il dato precedente era al 50».

E se il valore Rt non subisce scossoni e resta stabile a quota 1.2, al di sotto cioè dell’indice di trasmissibilità rilevato nel resto del Paese (che si attesta a 1.40), l’incidenza schizza invece verso l’alto e dagli 853 casi ogni 100mila abitanti della scorsa settimana arriva a 1.175, con ben tre città, vale a dire Roma, Frosinone e Latina che – secondo le stime della Fondazione Gimbe – sforano quota mille. Arrivando a superare quindi anche la media nazionale rilevata dall’Iss, che tra 1 e 7 luglio è a 1.071.

Nell’ultima settimana poi il tasso di ospedalizzazione nei reparti Covid italiani è aumentato: nella rilevazione giornaliera del ministero della Salute del 7 luglio le terapie intensive sono arrivate al 3,5% mentre in quella del 30 giugno erano al 2,6%. Ancora maggiore l’impennata dei ricoveri in area medica a livello nazionale: negli stessi giorni si passa dal 10,3% al 13,3%. E di pari passo il tasso è aumentato anche nel Lazio dove soltanto ieri sono stati ricoverati 57 pazienti nei reparti ordinari (per un totale di 793 degenti) e altri 6 in rianimazione, dove ora ci sono 71 pazienti intubati. Sempre secondo l’ultimo report Gimbe, nella misurazione dello stress della rete ospedaliera, il Lazio sarebbe sotto la media nazionale in area non critica, con un tasso dell’11,2%, mentre le terapie intensive sono al di sopra delle percentuali del resto d’Italia, con un 6,6%.

Allarme Covid ai concerti, la parola all’esperto: “Rischi minori all’aperto, ma raccomando la mascherina. Un divieto sarebbe dettato più da ragioni politiche che scientifiche”

L’intervista professor Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele

 

Allarme Covid ai concerti, la parola all’esperto: “Rischi minori all’aperto, ma raccomando la mascherina. Un divieto sarebbe dettato più da ragioni politiche che scientifiche”

Da una parte l’appello dei medici a considerare fortemente a rischio di contagio il concerto dei Maneskin – previsto a Roma il prossimo 9 luglio, con attese 70mila persone – e dall’altra la determinazione dell’amministrazione capitolina a mantenere la data dell’evento. L’assessore ai grandi eventi, turismo, sport e moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, dichiara infatti che non c’è nessuna ipotesi di rinvio del concerto e che verranno adottate tutte le precauzioni e gli accorgimenti che le autorità sanitarie indicheranno perché tutto possa svolgersi in sicurezza. Questo però non basta a calmare le acque e a risolvere i dubbi sull’opportunità di autorizzare eventi del genere. Abbiamo chiesto al professor Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele, un parere sulla questione.

“Occorre sempre fare una distinzione tra eventi al chiuso e all’aperto. In quest’ultimo caso siamo di fronte a situazioni di gran lunga meno rischiose. Quello che conta, ai fini scientifici, più che considerare il numero di partecipanti, è stabilire se le persone mantengono la giusta distanza durante un concerto, per esempio se stanno sedute allo stadio – che andrebbe meglio – o se invece stanno ammassate davanti al palco”.

Quali altre regole di sicurezza dobbiamo osservare se si partecipa a un concerto?
“Andrebbero vivamente consigliate le mascherine, che non vanno considerate come strumenti punitivi ma di protezione individuale. Soprattutto per le persone più a rischio. Sappiamo che i soggetti giovani e sani rischiano molto meno; diverso il discorso per chi soffre di una patologia, gli anziani o non ha completato il vaccinale”.

“Sì, per esempio c’è meno dispersione di aria ed è più difficile allontanare il contatto col virus. Molto dipende dagli impianti d’aerazione esistenti nei luoghi dell’evento. Importante è anche l’altezza dei soffitti, altro fattore che può ridurre o aumentare il rischio di contagio. Una possibile cautela, se l’ambiente non è ben aerato, è creare delle correnti d’aria, come d’altronde dovrebbe essere fatto in casa per prevenire maggiormente un contagio. E a maggior ragione, in questo caso va raccomandato l’uso della mascherina”.

Ma come, le mascherine in un concerto dove si canta a squarciagola?
“Mi limito a evidenziare le precauzioni di chi vuole tutelarsi ed è più a rischio. Certo, il cantare e gridare vicino a una persona provoca una potenziale emissione di virus molto elevata”.

“In questo momento la variante in circolazione del virus è poco aggressiva. La pressione ospedaliera sembra sostenibile, per cui non vedo campanelli d’allarme gravi sul fronte della sanità pubblica. Ma sono considerazioni che dobbiamo fare in base ai dati che abbiamo a disposizione. La nostra raccomandazione a rispettare le regole di prevenzione dei contagi è rivolta soprattutto alle categorie più fragili, anziani, con patologie presenti, trapiantati. Per gli altri casi non sembra ci siano situazioni gravi. Certo, chi ha fatto il ciclo completo di vaccinazione va incontro a meno rischi di forme gravi e ospedalizzazioni”.

Quindi non auspicherebbe uno divieto per questi eventi.
“Il divieto sarebbe dettato più da ragioni politiche che scientifiche. In passato si sono prese decisioni politiche forse un po’ sproporzionate rispetto ai rischi reali. L’unica regola da seguire che posso affermare è quella scientifica, che mi porta a indicare dove e quando esistono dei rischi, che ne è più esposto e come proteggersi”.

Roma, ancora emergenza rifiuti. Ma i romani vogliono il termovalorizzatore

Le strade più centrali della Capitale invase da cumuli di rifiuti da settimane, la raccolta resta in affanno dopo l’incendio dell’impianto di Malagrotta. L’umore dei romani è oscillante, tra chi tifa per il termovalorizzatore e chi preferirebbe maggiore raccolta differenziata.

 

 

 Fonte: AGTW

 “Eolico offshore” a Civitavecchia a bordo di Goletta Verde

 

Tappa laziale per la Goletta Verde di Legambiente che oggi arriva a Civitavecchia. Qui, la storica campana estiva dell’associazione ambientalista in difesa del mare e delle coste italiane, ha portato in primo piano anche il tema dell’eolico off-shore su cui la città laziale sta dimostrando grande attenzione. L’energia dal vento, a terra e in mare, gioca infatti un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. Un ruolo che, secondo le stime Elemens, vale almeno 12,3 nuovi GW di potenza, a cui dovrebbe corrispondere un trend di installazione di almeno 1,5 GW installati ogni anno per i prossimi otto anni. Del potenziale installabile al 2030, 12,3 GW, 5,5 GW possono arrivare, secondo le stime di Anev e visto il grande interesse manifestato dalle imprese con gli oltre 40 progetti presenti per 17 GW, dall’eolico offshore. Numeri importanti che rispondono non solo all’urgenza dell’emergenza climatica e del caro bollette, ma che rappresentano anche una straordinaria occasione di innovazione e sviluppo per i territori.

Per questo Goletta Verde ha organizzato oggi un incontro pubblico dal titolo “Eolico off-shore.  Finalmente. Dalla riconversione energetica al futuro rinnovabile” per confrontarsi sul tema e raccontare anche il percorso intrapreso a Civitavecchia. Dalla città laziale, dove ormai sono sempre di più le persone che contestano gas e carbone, stanno arrivando proposte e soluzioni alternative energeticamente e industrialmente mature che puntano in primis sull’eolico off-shore. Qui la Regione Lazio già lo scorso anno ha presentato il primo progetto da realizzare nello spazio marittimo di Civitavecchia. Parliamo di una tecnologia strategica per il futuro e che, secondo le stime ANEV, potrebbe portare nel Lazio in termini di posti di lavoro, almeno 5.548 tra 3.145 diretti e 2.403 indiretti.

All’incontro pubblico, organizzato a bordo di Goletta Verde, hanno partecipato: Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente, Roberta Lombardi, Assessora Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio, Filippo Marini, Comandante C.V. (CP) Capitaneria di Porto Civitavecchia, Manuel Magliani, Vice Sindaco di Civitavecchia, Stefania Pomante, segretaria generale CGIL di Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, Roberto Arciprete, presidente regionale della cooperativa di pesca AGCI Agrital, Giada Luciano, Fridays for Future Civitavecchia, Riccardo Petrarolo, Comitato No al fossile Civitavecchia.

“Il tempo di fronte a noi per agire è poco – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – Siccità, fusione dei ghiacciai, ondate di calore, trombe d’aria solo alcuni degli eventi estremi che stanno già pesantemente condizionando la vita dei cittadini con ripercussioni importanti sull’ambiente e sull’economia. Per questo, è importante accelerare il passo investendo sulle fonti rinnovabili, realizzando progetti in chiave energetica sostenibile e avviando processi di partecipazione con i territori per discutere le diverse progettazioni e accompagnare la transizione energetica. E da questo punto vista Civitavecchia, sul fronte dell’eolico off-shore, è un modello da esportare anche nelle altre regioni dove, invece, continua ad esserci un ostracismo incomprensibile contro questa tecnologia a fronte della presenza di inquinanti centrali a fonti fossili. Ora è il momento di accelerare sulla chiusura della centrale a carbone per la sua riconversione in un polo delle rinnovabili”.

Tra le proposte progettuali delle quali oggi si conoscono alcuni degli elementi concreti c’è quella    presentata da Tyrrhenian Wind Energy, che prevede nello specchio di mare antistante Civitavecchia, ma anche i comuni costieri della parte settentrionale del Lazio, una potenza complessiva di 270 Megawatt e produzione annua di 935 Gigawatt/ora. Per arrivare a questi risultati si vogliono posizionare 27 aerogeneratori, ognuno della potenza di 10 Megawatt. Il parco eolico offshore potrà sorgere fino a 30 chilometri dalla costa e i pesi di ancoraggio così come i cablaggi, poggeranno su fondali tra 150 e 450 metri.

“La Goletta Verde torna nel Lazio e porta il racconto del progetto di parco eolico offshore nella costa settentrionale della nostra regione, pietra angolare per la transizione energetica – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – necessaria soprattutto in un territorio, il cui litorale è il polo di produzione da gas, olio combustibile e carbone, con le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro. La centrale di Torrevaldaliga Nord, con oltre 8 milioni di tonnellate di anidride carbonica sprigionata, continua ad essere il luogo da dove viene emesso il maggior quantitativo di gas climalteranti in Italia, ed è per questo che da qui deve partire in direzione contraria, la grande spinta delle rinnovabili. L’idea di realizzare questo grande parco eolico a largo, ha saputo coagulare l’interesse e l’approvazione di amministrazioni, parti sociali e associazionismo: a tutti, dalla Regione, ai Comuni fino alla cittadinanza, chiediamo che tutto questo grande consenso si trasformi in velocità nel permettere la realizzazione degli aerogeneratori e nello smantellamento delle centrali inquinanti, per la riqualificazione ambientale locale, la rigenerazione lavorativa e culturale locale e come grande contributo nel contrasto ai mutamenti climatici e le conseguenze sempre più drammatiche che abbiamo davanti”.

Il punto sull’eolico off-shore – Questa tecnologia genererebbe nuovi posti di lavoro. Secondo le stime di Anev, per l’intero settore, parliamo di oltre 67mila nuovi occupati, tra diretti e indiretti. Di questi 27mila nel settore Servizio e Sviluppo, 16mila in quelli industriale, oltre 23 in quello della gestione e manutenzione. Numeri e occasioni di sviluppo che raccontano bene le opportunità per i nostri territori, e che si contrappongono in pieno, e a ragione, alla strategia energetico messa in campo dal governo che prevede da una parte il prolungamento nell’utilizzo delle centrali a carbone rimandando la data del phase out dal carbone e poi la riconversione a gas fossile.

Campagna eolico off-shore – Ed è proprio con questi obiettivi che quest’anno a bordo di Goletta Verde, che ha come partner principali ANEV, CONOU, Novamont e Renexiapartner AIPEmedia partner La Nuova Ecologia, viaggerà anche la campagna sull’eolico offshore per chiedere da una parte una necessaria accelerazione nella presentazione dei progetti e nella loro approvazione, e dall’altra per rispondere alle fakenews su queste tecnologie. Oltre che stimolare le imprese a presentare progetti sempre migliori e integrati, con percorsi di coinvolgimento e condivisione con il territorio.

Fonte: Meridiana Notizie

 

 

Nasce ad opera di Alice nella Città il Punta Sacra Film Fest, un’arena estiva che fino al 10 luglio porta il grande cinema all’Idroscalo di Ostia, luogo legato alla memoria di Pier Paolo Pasolini, di cui quest’anno si celebrano i 100 anni dalla nascita. Le proiezioni, a ingresso gratuito, sono accompagnate da grandi protagonisti del cinema italiano.

Il progetto nasce dall’incontro tra i due direttori Fabia Bettini e Gianluca Giannelli e la regista Francesca Mazzoleni, autrice del bellissimo documentario Punta Sacra, presentato in anteprima proprio nella sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni. “Grazie alla presenta dei tanti artisti e amici che hanno deciso di affiancarci in questa occasione – dichiarano Fabia Bettini e Gianluca Giannelli – vogliamo sostenere una comunità che combatte da sempre contro l’immagina stereotipata che ne ha la gente e contribuire a far diventare un quartiere, da sempre ai margini, in ciò che aspira ad essere da tempo: un luogo di scambio e di accoglienza, di giustizia e libertà”.

Venerdì 8 luglio l’attore Claudio Amendola presenterà il capolavoro di Pier Paolo Pasolini Mamma Roma, interpretato da Anna Magnani, mentre sabato 9 luglio arriverà all’Idroscalo di Ostia l’attore Alessandro Borghi che avrà il compito di introdurre alle ore 21.00 Diamante nero della regista francese Céline Sciamma. A chiudere la manifestazione saranno, domenica 10 luglio, Maria Chiara Giannetta che presenterà il film d’animazione La canzone del mare di Tomm Moore e Agostino Ferrente che alle 22.30 incontrerà il pubblico per introdurre il suo documentario Selfie, vincitore del David di Donatello.

Fonte: Cinecittà News

Per tutte le info: info@roma-news.it
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