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Manifestazioni 25 aprile: tensioni da Roma a Milano. Contestati Letta e Brigata ebraica

Nella capitale striscioni contro la Nato. Mattarella depone corona all’Altare della Patria. “Nostra libertà nata dal sacrificio della Resistenza”. Draghi: “I valori della Resistenza vivi, forti, attuali”. Al corteo di Milano cori contro il Pd

Un 25 aprile di tensioni e divisioni in Italia, forse come non mai. Polemiche a Roma a margine del corteo per la Festa della Liberazione. Spuntano cartelli anti Nato e contro Putin, il presidente Anpi De Sanctis: “Sono inopportuni”. Mattarella ha deposto una corona di alloro all’Altare della Patria sulla tomba del Milite Ignoto. Poi si è recato ad Acerra per la cerimonia ufficiale sul 25 aprile: “Quando ho saputo dell’invasione dell’Ucraina ho pensato a Bella ciao”, ha detto. Liliana Segre da Marzabotto: “Il 25 aprile parla al presente, resistere è necessario”. E a Milano contestazioni al segretario Pd Enrico Letta: “Servo della Nato”, hanno urlato alcuni manifestanti che partecipavano al corteo per la Festa della Liberazione. Tra Porta Venezia e via San Damiano nel mirino è finita pure la Brigata ebraica. “Fuori l’Italia dalla Nato” hanno urlato a più riprese ai lati del corteo tra la folla e poi all’incrocio con la Circonvallazione. Sempre lo stesso gruppo – dopo le urla contro Letta – ha contestato anche il Pd definito “partito guerrafondai”  favorevole alle spese militari.

Il corteo a Roma

Il corteo del 25 aprile organizzato dall’Anpi è stato aperto dalle bandiere di Anpi, Cgil, Fiom, Rifondazione comunista, Verdi, Sinistra Italiana, ma anche Emergency e studenti. Il corteo ha mosso i primi passi da Largo Bompiani a Roma e terminerà a Piazzale dei Partigiani. Quasi duemila persone stanno sfilando in corteo in questa giornata dove il pensiero inevitabilmente corre alla guerra in corso in Ucraina. A tale proposito sono molti i cartelli che richiamano la Russia e Putin. Come quello di Rifondazione Comunista che recita “Basta guerre. Contro Putin e contro la Nato”. In un altro striscione è rappresentata la morte con la falce e un mantello con la bandiera americana. 

“Non condivido queste bandiere, sono inopportune, ce ne occuperemo. Siamo grati agli Alleati ed alle migliaia di giovani statunitensi morti per la Liberazione dell’Italia”, commenta il presidente di Anpi Roma e Lazio, Fabrizio De Sanctis. 

Mattarella depone corona all’Altare della Patria

In occasione del 77esimo anniversario della Liberazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto all’altare della Patria. Alla cerimonia hanno partecipato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il vice-presidente della Camera, Ettore Rosato, il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato. Presenti anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro e poi osservato un minuto di raccoglimento. 

“Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che – in ogni parte d’Italia – perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione democratica è nata dal loro sacrificio”, ha detto Mattarella parlando ad Acerra.

Mattarella e Bella ciao

Sempre da Acerra, Mattarella ha detto di aver pensato alle parole di “Bella ciao” nelle prime ore del 24 febbraio, dopo aver ricevuto la notizia dell’invasione russa in Ucraina.  “Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione – ha detto il Capo dello Stato -. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe”, ha aggiunto. “E, pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: ‘Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor’. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di Bella ciao”. 

Draghi: valori vivi, forti, attuali

“Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani, buona festa della Liberazione”, ha detto il premier Draghi.

Liliana Segre

Da Monte Sole (Marzabotto) interviene anche Liliana Segre, senatrice a vita. “La festa del 25 aprile come sempre parla anche al nostro presente, che parla di guerra, dove una potenza aggredisce e sanguinosamente distrugge un paese sovrano nel cuore dell’Europa”, dice. “Ma un presente segnato ancora anche dalla pandemia, con i suoi costi umani e sociali. Il 25 aprile ci ricorda che resistere è necessario, è un dovere. Ieri come oggi. Ovunque la giustizia, la dignità, la vita stessa vengono calpestate, umiliate, distrutte”.

Fonte: Quotidiano.net

Draghi: “I valori della resistenza sono vivi forti e attuali”

“I valori della resistenza sono vivi, forti e attuali”. A dirlo è il presidente del consiglio Mario Draghi in occasione del 77esimo anniversario della Liberazione.

“Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo – ha detto il premier Draghi -. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani, buona festa della Liberazione”.

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al milite ignoto deponendo una corona di fiori all’Altare della patria. Il capo dello stato si è poi recato ad Acerra, in provincia di Napoli, città segnata dalle rappresaglie nazista durante la guerra.

“È un momento particolarmente ricco di significato celebrare il 25 aprile, la ricorrenza della Liberazione, qui ad Acerra, medaglia d’oro al merito civile, teatro, nell’ottobre del 1943, di una terribile strage di civili innocenti, per molto tempo quasi dimenticata – ha ricordato Mattarella -. Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che in ogni parte d’Italia perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra costituzione democratica è nata dal loro sacrificio”.

Fonte: Tuscia Web

La lettera del Papa al patriarca Kirill: «Operiamo per la pace in Ucraina dilaniata dalla guerra»

Nella lettera, pubblicata sul sito ufficiale della Chiesa Ortodossa russa, Papa Francesco scrive: «Sentiamo tutto il peso della sofferenza della nostra famiglia umana, schiacciata dalla violenza, dalla guerra e da tante ingiustizie»

«Caro fratello, possa lo Spirito Santo trasformare i nostri cuori e renderci veri operatori di pace, specialmente per l’Ucraina dilaniata dalla guerra, affinché il grande passaggio pasquale dalla morte alla nuova vita in Cristo diventi una realtà per il popolo ucraino, desideroso di una nuova alba che porrà fine all’oscurità della guerra». Queste le parole che papa Francesco ha scritto in una lettera indirizzata al patriarca di Mosca, Kirill, in occasione della Pasqua ortodossa del 24 aprile. La riporta Vatican News, che cita lettera pubblicata sul sito ufficiale della Chiesa ortodossa russa. Nella lettera Papa Francesco spiega che in questo periodo «sentiamo tutto il peso della sofferenza della nostra famiglia umana, schiacciata dalla violenza, dalla guerra e da tante ingiustizie».

Cosa c’è scritto nella lettera

Nonostante questo – continua Papa Francesco – «guarderemo ancora con cuore grato che il Signore ha preso su di Sé tutto il male e tutto il dolore del nostro mondo. La morte di Cristo è stata l’inizio di una nuova vita e di liberazione dai vincoli del peccato e un’occasione per la nostra gioia pasquale, aprendo a tutti la via dall’ombra delle tenebre alla luce del regno di Dio». L’invito, forte e chiaro, resta quello di pregare gli uni per gli altri «per portare una testimonianza credibile del messaggio evangelico di Cristo risorto e della Chiesa come sacramento universale di salvezza» così da far entrare tutti «nel regno della giustizia, della pace e della gioia nel Spirito Santo». Nei giorni scorsi il presidente ucraino Zelensky aveva chiesto la mediazione della Santa Sede nei negoziati di pace con i russi.

Fonte: Open

Anpi: pace. No equidistanti

Manifestazione a Roma

In circa 3.5OO hanno partecipato alla manifestazione dell’Anpi a Roma, per la Festa della Liberazione.

 “Commozione per il bagno di sangue in Ucraina”, dice il presidente Anpi di Roma e Lazio, De Sanctis. “Ci hanno definito equidistanti e ci ferisce molto. Abbiamo condannato l’invasione russa. Sentiamo invocare la terza guerra mondiale da troppe parti. Si fermi questa spirale, si ritirino le forze di Mosca, si cerchi la pace”. Nel corteo qualche striscione contro Usa e Nato. “Inopportuni”, dice De Sanctis.

Fonte: Rai News

Per tutte le info: info@roma-news.it

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