Passeggiare nella natura nasconde insidie: 10 malattie pericolose che si contraggono all’aperto

Ti piace trascorrere diverso tempo immerso nella natura? Fai attenzione a queste 10 malattie che si possono contrarre all’aperto.

Ci sono tantissime persone che amano passare gran parte del proprio tempo libero immerse nella natura. In pochi però sono al corrente che stando all’aperto si possono contrarre alcune malattie anche pericolose.

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Ti piace passare del tempo immerso nella natura? Occhio alle malattie che potresti contrarre – Roma-News.it

Si tratta maggiormente di malattie molto rare che vengono trasmesse da virus e batteri contenuti per esempio nelle acque aperte di laghi e fiumi, ma anche da determinati animali. In questo articolo andremo ad elencare alcune di queste malattie che possono essere prese stando a contatto con la natura.

Ti piace passare del tempo immerso nella natura? Occhio a queste malattie

Partiamo da una malattia decisamente rara che a partire dal 1960 in Italia ha colpito solamente una persona e negli Stati Uniti 134. Tale malattia è conosciuta come “ameba mangia cervello”. Si tratta di una ameba che vive nelle acque dolci e calde e che può entrare nel nostro corpo dal naso tramite, magari, un getto d’acqua.

malattie all'aperto
Ti piace trascorrere diverso tempo immerso nella natura? Fai attenzione a queste 10 malattie – RomaNews.it

Qualora questo organismo entri in contatto con il nostro tessuto celebrare è capace di provocare la meningoencefalite amebica primaria, la quale arrecherà mal di testa e febbre altissima, e può provocare anche alla morte. Questa malattia, dal momento della diagnosi, ha visto sopravvivere solamente tre persone.

Avete mai sentito parlare di “Giardiasi”? Si tratta di un’infezione scaturita dall‘ingestione di cisti di Giardia Interstinalis, ossia un parassita che vive nell’acqua sporca. È un’infezione decisamente aggressiva visto che si manifesta tra i 12 e 19 giorni dopo il contatto con questo parassita provocando diarrea e disidratazione. Può essere contratta, per esempio, bevendo l’acqua sporca di fiumi e ruscelli.

Passiamo alla Criptosporidiosi, un’altra infezione causata da un parassita che si può trovare generalmente nelle acque di fiumi, laghi ma anche di piscine non accuratamente igienizzate. Non si tratta di un’infezione grave e spesso può anche scomparire nel giro di pochi giorni senza l’utilizzo di medicinali.

Poi annoveriamo anche l’Istoplasmosi, definita anche malattia dello speleologo. Si tratta di un’infezione provocata da alcuni funghi che possono essere presenti negli escrementi dei pipistrelli e di conseguenza inalati se si entra in ambienti come grotte o cavità naturali. Spesso tale infezione viene confusa con la polmonite.

Malattie che si contraggono a contatto con la natura
Malattie che si contraggono a contatto con la natura – roma.news.it

A contatto con la natura è possibile anche contrarre una micosi causata dalla inalazione di funghi generalmente occupanti il suolo e che si diffondono nell’aria a causa delle folate di vento. Stiamo parlando della Febbre della Valle e i sintomi iniziali sono spesso associati ad una normale influenza, tuttavia la sua degenerazione può provocare una polmonite piuttosto acuta.

Esiste anche la blastomicosi ovvero l’infezione causata da funghi presenti nei terreni bagnati in zone in cui ci sono anche foglie e legni marci. È possibile anche incappare in infezioni trasmesse da uomo a uomo attraverso le zecche. Tra queste c’è la babebiosi che provoca, dopo circa quattro settimane dall’infezione, diversi sintomi come brividi, astenia, ma anche dolori muscolari e febbre alta.

Sicuramente avrete sentito parlare della febbre dei conigli nota anche come tularemia. Si tratta di un’infezione che può essere contratta se si entra in contatto con alcuni roditori come topi, scoiattoli ma anche conigli e lepri. È un’infezione causata specificatamente dalla Francisella tularensis e tra i sintomi più comuni abbiamo febbre, difficoltà ad ingoiare e forte mal di testa. È comunque un’infezione piuttosto rara, ma di tanto in tanto diversi cacciatori – o coloro che sono in stretto contatto con la selvaggina – ne vengono colpiti.

Una delle malattie più gravi e letali è sicuramente l’hantavirus. É mortale in un caso su tre e non esiste ad oggi una cura. Si può contrarre entrando in contatto diretto con l’urina, la saliva o gli escrementi di roditori tramite inalazione, ma anche attraverso una ferita aperta.

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