Coniuge infedele obbligato al risarcimento danni: i casi previsti dalla legge

Un coniuge infedele può essere il motivo scatenante per chiedere una separazione, pensando di essere la parte lesa. Anzi, potrebbe essere possibile anche ottenere un risarcimento.

Un rapporto di coppia, specialmente se si è sposati, dovrebbe prevedere il rispetto reciproco e la fedeltà. Non tutti sono però in grado, nonostante le promesse fatte al momento del giuramento, di rispettare quanto detto al momento delle promesse e finiscono per tradire. Alcuni si rendono conto di avere commesso un errore e provano a chiedere scusa, ma non tutti sembrano essere disposti a passare sopra a tutto e a dimenticare.

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In altri casi è addirittura la parte lesa a scoprire il coniuge infedele, cosa che non può che fare ancora più male visto che si pensa ci fosse da parte sua il tentativo di provare a farla franca. Superare tutto e dimenticare non è così semplice per tutti, anzi può essere il motivo scatenante per chiedere la separazione nonostante nessuna delle parti in causa volesse arrivare fino a quel punto.

Coniuge infedele: cosa fare se si chiede la separazione

Chiedere la separazione dopo aver scoperto di essere stati traditi non può che essere doloroso, ma in alcuni casi viene ritenuto un passo necessario. Se si hanno le prove che il proprio coniuge è stato infedele i termini della situazione possono cambiare, la “vittima” può infatti chiedere un risarcimento e ottenere una separazione con addebito.

Questo non avviene però in modo automatico o sulla base di un sospetto di una possibile tresca, m è necessario essere in possesso di qualcosa che lo certifichi. C’è però una precisazione importante da fare e che è bene che chi si trova in questa situazione sappia: l’addebito non è previsto se l’infedeltà è una conseguenza della crisi in atto tra i due coniugi e non la sua causa.

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Discutere i termni del divorzio davanti all’avvocato può essere doloroso – Foto | Roma-news.it

Anche senza addebito, però, può esserci la possibilità di ottenere un risarcimento, sempre se sussistono determinate condizioni. Si pensa infatti che il coniuge tradito abbia subito un danno, anche se morale, proprio per questo può avere diritto a richiedere, se lo ritiene opportuno, un indennizzo. Certamente questo non permetterà di ricostruire il legame come un tempo, ma potrà essere almeno una piccola “consolazione”.

Non sempre il risarcimento è obbligatorio

Non basta scoprire il coniuge infedele per avere la certezza di avere diritto a un risarcimento. Questo scatta nel caso in cui sono stati lesi i diritti garantiti dalla Costituzione per il coniuge. Tra questi, vengono presi in considerazione il diritto alla salute, il diritto alla privacy e il diritto alla reputazione, il diritto all’onore e alla dignità personale. Un tradimento può rientrare in questa casistica, soprattutto se la scoperta è avvenuta in modo inaspettato e sconvolgente (quindi non attraverso una confessione da parte di chi ha commesso il fatto).

Il diritto alla reputazione e alla dignità potrebbero ad esempio essere stati lesi se un collega o un amico può averlo informato di quanto fatto dalla moglie/marito a sua insaputa. Tra le persone che possono essere coincolte nella causa di separazione ed essere costrette a pagare una somma alla parte lesa può esserci anche l’amante, che era evidentemente consapevole di quello che stava facendo (a meno che non sia stata a sua volta ingannata e non fosse a conoscenza del matrimonio in essere).

L’amante però viene coinvolta solo se ha parlato in pubblico del tradimento, magari per un senso di rivalsa se nel frattempo il rapporto si è concluso. Attraverso una condotta simile ha così leso l’immagine e la dignità di chi è stato tradito.

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