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Papa Francesco tornerà in Piazza di Spagna per pregare per la “martoriata Ucraina”

Nel tempo liturgico che precede il Natale, il pontefice invita a cogliere il “segreto” di Giovanni Battista, uomo all’apparenza duro e severo, perché l’Avvento è un’opportunità per scendere dal piedistallo della presunta autosufficienza

Non lasciar passare la ricorrenza dell’ Avvento come un qualsiasi giorno del calendario e anzi cogliere il suo significato senza mai dimenticare la “martoriata” Ucraina per la quale Papa Francesco rivolge continui appelli alla comunità internazionale affinché si arrivi alla pace, e ricevendo anche dure critiche da Mosca. E’ quanto afferma Bergoglio nell’omelia dell’Angelus, dando appuntamento a giovedì prossimo 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione: “Celebreremo la Solennità dell’Immacolata. Alla sua intercessione affidiamo la nostra preghiera per la pace, specialmente per il martoriato popolo ucraino”.

L’evento pubblico torna in Piazza di Spagna, a Roma, alla presenza del pontefice che si recherà per l’atto di venerazione alla Madonna alle ore 16, dopo essere stato cancellato negli ultimi due anni a causa della pandemia. 

Nella seconda domenica di Avvento, il Santo Padre usa la figura di Giovanni Battista per spiegare la ricorrenza cristina che precede il Natale: il Battista era un “uomo allergico alla doppiezza”, e quella dei farisei che da lui venivano sferzati perché “tra doppiezze e presunzione, non coglievano l’occasione di grazia, l’opportunità di cominciare una vita nuova”.  E, dunque qui il messaggio dell’Angelus di oggi: “L’ipocrisia è il pericolo più grave, perché può rovinare anche le realtà più sacre”.

Giovanni Battista è descritto dal Papa come “un uomo austero e radicale, che a prima vista può apparirci persino duro e incutere un po’ di timore. Ma allora ci chiediamo: perché la Chiesa lo propone ogni anno come principale compagno di viaggio durante questo tempo di Avvento? Cosa si nasconde dietro la sua severità, dietro la sua apparente durezza? Qual è il segreto di Giovanni? Qual è il messaggio che la Chiesa ci dà?”. 

In realtà – la spiegazione del Papa – “il Battista, più che un uomo duro, è un uomo allergico alla doppiezza. Ad esempio, quando si avvicinano a lui farisei e sadducei, noti per la loro ipocrisia, la sua ‘reazione allergica’ è molto forte! Alcuni di loro, infatti, probabilmente andavano da lui per curiosità o per opportunismo, perché Giovanni era diventato molto popolare. Quei farisei e sadducei si sentivano a posto e, di fronte all’appello sferzante del Battista, si giustificavano dicendo: ‘Abbiamo Abramo per padre’. Così, tra doppiezze e presunzione, non coglievano l’occasione di grazia, l’opportunità di cominciare una vita nuova, erano chiusi nella presunzione di essere giusti.”

È come un grido di amore spiega ancora Francesco – come quello di un padre che vede il figlio rovinarsi e gli dice: ‘Non buttare via la tua vita!’. In effetti, l’ipocrisia è il pericolo più grave, perché può rovinare anche le realtà più sacre. Per questo il Battista – come poi anche Gesù – è duro con gli ipocriti, invece quelli che si sentivano peccatori ‘accorrevano a lui per farsi battezzare’. 

 

Vaticano, Accensione dell'albero di Natale e del presepelapresse
Vaticano, Accensione dell’albero di Natale e del presepe

 

E continuando a raccontare l’esempio del Battista inserito nell’Avvento, Bergoglio continua: “Per accogliere Dio non importa la bravura, ma l’umiltà, bisogna scendere dal piedistallo e immergersi nell’acqua del pentimento”. Giovanni Battista, con le sue ”reazioni allergiche” a doppiezza e presunzione, “ci fa riflettere – afferma Bergoglio – Non siamo anche noi a volte un po’ come quei farisei? Magari guardiamo gli altri dall’alto in basso, pensando di essere migliori di loro, di tenere in mano la nostra vita, di non aver bisogno ogni giorno di Dio, della Chiesa, dei fratelli”. 

“In un solo caso è lecito guardare un altro dall’alto in basso, quando dobbiamo aiutare a sollevarlo”, avverte il Santo Padre. L’Avvento, sottolinea il Papa, “è un tempo di grazia per toglierci le nostre maschere, ognuno ne ha, e metterci in coda con gli umili, per liberarci dalla presunzione di crederci autosufficienti, per andare a confessare i nostri peccati e accogliere il perdono di Dio, per chiedere scusa a chi abbiamo offeso. Così comincia una vita nuova”. 

L’Avvento è un tempo di grazia per toglierci le nostre maschere, ognuno ne ha, e metterci in coda con gli umili, per liberarci dalla presunzione di crederci autosufficienti, per andare a confessare i nostri peccati e accogliere il perdono di Dio, per chiedere scusa a chi abbiamo offeso. Così comincia una vita nuova.

Papa Francesco

Fonte: Rai News

Come cambierà la guerra in Ucraina e perché lo stallo potrebbe durare mesi

Secondo Avril Haines, ex vicedirettrice della Cia e prima donna a guidare l’Intelligence Usa, “la guerra in Ucraina rallenta, anche se continua la resistenza di Kiev. Possibile svolta del conflitto dopo l’inverno”.

 

 

I combattimenti in Ucraina stanno rallentando, e potrebbero continuare ad avere questo ritmo poco sostenuto per tutto l’inverno e oltre.

È questa la previsione che l’Intelligence Usa ha fatto sulla guerra in corso, mentre proprio nelle ultime ore si intensificano gli attacchi russi sul Donbass.

Secondo Avril Haines, ex vicedirettrice della Cia e prima donna a guidare l’Intelligence a stelle e strisce, “non ci sono tuttavia prove di un calo della resistenza da parte delle forze ucraine”, e ha aggiunto che entrambe le parti cercheranno di “riparare, rifornire e ricostituire” per qualsiasi controffensiva in primavera.

Haines, parlando ad un forum della Difesa in California, ha confermato che la maggior parte dei combattimenti è attualmente intorno alla regione di Bakhmut e Donetsk, nell’Ucraina orientale, informazione, questa, condivisa anche dal presidente Zelensky in uno dei suoi ultimi messaggi su Telegram.

“Stiamo già assistendo a una sorta di ritmo ridotto del conflitto, e prevediamo che sarà probabilmente quello che vedremo nei prossimi mesi”, ha precisato Haines. Una svolta potrebbe arrivare dopo l’inverno, soprattutto per l’esercito ucraino.

Gli 007 americani, infatti, sono convinti che il presidente russo Vladimir Putin non abbia un quadro completo in questa fase di quanto siano messi alla prova i suoi militari. “Vediamo carenze di munizioni, sono giù di morale, hanno problemi di approvvigionamento, logistica, e tutta una serie di preoccupazioni che stanno affrontando”, ha detto ancora Haines.

Eppure, gli attacchi continuano, anche in maniera massiccia. Non solo si sono verificati bombardamenti sul Donbass, ma stando a quanto riferiscono funzionari locali, ieri l’esercito russo ha colpito per 46 volte la regione meridionale di Kherson, prendendo di mira i quartieri residenziali, infrastrutture civili e uccidendo un civile.

“Gli occupanti russi hanno bombardato il territorio della regione di Kherson 46 volte. Il nemico ha sparato con artiglieria, carri armati, mortai e lanciarazzi contro zone popolate della regione. I russi hanno colpito ancora una volta i quartieri residenziali di Kherson, case private e condomini. Anche altre infrastrutture civili della città sono state danneggiate”, ha detto Yaroslav Yanushevych, capo dell’Amministrazione militare regionale di Kherson.

Fonte: Fanpage

Guerra in Ucraina, Camera: Solo Sinistra Italiana contro invio armi

 

Nicola Fratoianni

Tutti vogliono la pace, ma nessuno vuole che Putin vinca la guerra. Insomma il cessate il fuoco e l’avvio delle trattative non è compatibile colla presenza di soldati russi in Dondass anche a costo del proseguio della carneficina.

Questa è la volontà del parlamento eletto dagli italiani lo scorso 25 settembre. Volontà espressa lo scorso 30 novembre dalla Camera dei deputati [1] che ha approvato la mozione Tremonti che impegna il governo « a prorogare fino al 31 dicembre 2023 la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina ».

A nulla è valsa quindi la strumentalizzata manifestazione per la pace di Roma dello scorso 5 novembre.

E’ stato chiaro il deputato Paolo Formentini (Lega): « gli ucraini vanno aiutati a difendersi fino al punto in cui avranno ottenuto il ripristino dell’integrità territoriale del proprio Paese ». Altrettanto il collega di maggioranza Salvatore Caiata (FdI) che ha condiviso la necessità di « prorogare … la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina, affinché tale guerra possa finire il prima possibile » [1].

Più guerra per giungere alla pace, insomma, ha affermato orwellianamente la Destra.

13,2 milioni di rifugiati, suddivisi a metà tra interni ed esterni, di cui 4,8 milioni di bambini sfollati dalle loro case; 6.000 vittime civili, 200 mila militari morti, equamente divisi tra ucraini e russi. Per il Parlamento, 9 mesi di guerra non sono sufficienti per comprendere che l’invio delle armi non accelera la pace!

Approvata anche la mozione di Deborah Serracchiani (Partito Democratico) che, in maniera meno esplicita, sostiene il governo Meloni nell’invio di armi all’Ucraina in continuità col governo Draghi. Vi si chiede, infatti, l’impegno a « continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, anche al fine di assicurare quanto previsto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite – che sancisce il diritto all’autodifesa individuale e collettiva ».

L’Aula ha invece bocciato l’unica mozione di tutt’altro avviso presentata dai Verdi-Sinistra Italiana.

La mozione Zanella, infatti, chiedeva di « interrompere la fornitura di equipaggiamento militare » e, contemporaneamente, di « lavorare alla convocazione di una conferenza multilaterale per la pace e la sicurezza guidata dalle Nazioni Unite ».

Durante le dichiarazioni di voto, l’unica voce fuori dal coro atlantista è rimasta quella di Nicola Fratoianni.

L’esponente dei Verdi – Sinistra Italiana ha in particolare sottolineato la necessità di « un cambio di passo sul terreno della narrazione » denunciando come « infondata e ipocrita … la retorica delle armi fino alla vittoria come soluzione per la conquista della pace » [1].

E i Cinque Stelle? Il loro doppiogiochismo è stato svelato dal deputato Ettore Rosato (Azione-Italia Viva) che così in Aula ha commentato: « la mozione del MoVimento 5 Stelle non scrive le cose che dice il MoVimento 5 Stelle, scrive altro ».

La mozione scritta in perfetto stile “azzeccagarbugli” presentata da Giuseppe Conte, non chiedeva di interrompere l’invio di armi all’Ucraina. Tanto da consentire al deputato Vincenzo Amendola (PD) di commentare coll’uso del termine « capriole ».

Fa senso che tra tanti avvocati e uomini di cultura di cui è dotata la Camera, nessuno in Aula ricordava le parole di Bertrand Russell: « Il male peggiore che il nemico potrebbe infliggere con una pace sfavorevole, sarebbe un’inerzia se paragonato al male che ogni nazione si infligge continuando a combattere » « L’unico vero male della sconfitta è l’umiliazione», insisteva Russell. [2].

Fonte: Pressenza

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