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Le due donne cinesi uccise da De Pau hanno finalmente un nome. Smentita l’ipotesi di un altro uomo armato in via Riboty

Le due cinesi uccise da Giandavide De Pau nel condominio di via Riboty sono finalmente state identificate come Li Yan Rong, 55 anni (nella foto), e Yang Yun Xia, 45 anni. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, Mara Mattioli, che ha convalidato il fermo del 51enne chiesto dalla procura per triplice omicidio che ha avuto come terza vittima la 65enne colombiana Marta Castano Torres, colpita a morte nella seconda scena del crimine, in un appartamento di via Durazzo, a meno di 800 metri di distanza.

Le telecamere di sorveglianza mostrano Giandavide De Pau entrare e uscire dai luoghi teatro delle aggressioni esattamente all’ora in cui esse sono state compite. Come se non bastasse, ci sono i video – uno della durata di 14 minuti e 33 secondi, l’altro di circa 42 minuti, registrati rispettivamente alle  10.23 e alle 10.38 – che “documentano in maniera incontrovertibile e raccapricciante l’omicidio delle due donne cinesi”,  si legge nell’ordinanza. Poco importa che dopo qualche secondo il telefono venga poggiato oscurando la telecamera: basta l’audio a  documentare l’intera drammatica sequenza. Si sentono le grida della prima donna aggredita; la voce della seconda intervenuta in suo soccorso; subito dopo le urla strazianti anche della seconda; il rantolo di quest’ultima agonizzante sul pianerottolo. Si riconosce la voce del portiere e quella dei soccorritori.

“La dinamica di quanto avvenuto all’interno dell’appartamento di via Riboty  è pienamente provata”, scrive il giudice. E smentisce integralmente la versione inizialmente fornita dall’accusato sulla presenza di un altro uomo armato di pistola: “nell’appartamento non c’era nessun’altro”.

L’ordinanza del gip smantella anche il presunto stato confusionale dichiarato da De Pau nel primo interrogatorio in Questura, sabato scorso. Tutti gli elementi raccolti “fanno presumere che fosse pienamente consapevole dei gravissimi fatti da lui commessi ai danni delle tre donne”, scrive la Mattioli, attribuendo a De Pau “una personalità  particolarmente violenta, aggressiva e priva di freni inibitori e inducono a ritenere elevatissimo, attuale e concreto il pericolo di reiterazione di reati della medesima specie”.

“La misura della custodia cautelare in carcere – spiega l’ordinanza – allo stato è proporzionata alla gravità del fatto ed alla sanzione che potrà essere irrogata”, conclude il gip, escludendo a priori anche “la concedibilità all’indagato, in caso di condanna, del beneficio della sospensione condizionale della pena». Intanto chi indaga ha deciso di riaprire un cold case: riguarda una prostituta uccisa anni fa con un modus operandi che farebbe pensare alla stessa mano assassina”.

Fonte: Il Faro di Roma

Roma, antenne 5G troppo vicine a scuole e nidi. Rischio anche per anziani: ”Nessuna tutela per i più fragili”

 

 

Roma. I residenti del quartiere, tutti, e in particolar modo le mamme e i papà dei più piccoli, sono molto preoccupati per l’installazione di un’antenna 5G che è posizionata in una zona densamente popolata ma soprattutto vicino, troppo vicino, a un asilo nido ed ad una scuola professionale. Per tale ragione, il Comitato di Quartiere Vigne Nuove è al fianco di tutti i residenti giustamente preoccupati e in cerca di risposte. E, se possibile, in cerca anche di una adeguata soluzione che non danneggi nessuno. Ma per il momento, la soluzione, tarda ad arrivare, e intanto il momento previsto per l’attivazione delle antenne si avvicina. 

L’apprensione del quartiere Vigne Nuove

Come scrive il Comitato stesso all’interno di una nota: ”Se fino ad oggi il Comune di Roma, attraverso un regolamento che vorrebbero abrogare, ma che è tutt’ora vigente, aveva garantito un principio di salvaguardia verso quelli che vengono definiti siti sensibili (scuole, ospedali, case di cura, residenze per anziani, ecc.) ora non capiamo come sia stato possibile aver dato autorizzazione all’installazione di questa antenna che si trova a meno di 100 dal nido la Contea degli Hobbit e alla scuola professionale di Cucina Aldo e Lella Fabrizi.” Insomma, il problema è abbastanza chiaro: dispositivi che potrebbero avere un impatto importante sulla salute dei residenti, e per di più installati in luoghi ”sensibili” di formazione ed educazione.

 

Antenna 5G a Vigne Nuove

”Il regolamento c’è, ma vogliono abrogarlo”

Sempre il Comitato, poi, aggiunge: ”Come CdQ riteniamo non solo, che il regolamento Comunale non debba essere abrogato, ma soprattutto che si vada presso un processo partecipativo per adottare un piano condiviso per il posizionamento delle antenne in modo da poter adottare la massima cautela per chi è fragile. Ci auguriamo che il Sindaco Gualtieri e i Consiglieri Capitolini accolgano le richieste dei cittadini di Vigne Nuove e che blocchino l’accensione di questo nuovo impianto sito in via S. Tofano 109.” A sottoscrivere e firmare la nota, è direttamente il Presidente del Comitato di Quartieri Vigne Nuove luciano Gagliardi e il Vice Presidente Ivan Albertini.

Le antenne 5G, dove sono e quali pericoli

La questione, ad ogni modo, non è una novità nel quartiere, dal momento che il problema persiste da qualche tempo e ancora nessun risposta concreta, nell’uno e nell’altra senso, pare sia pervenuta da parte delle Istituzioni capitoline sull’argomento. Intanto la preoccupazione aumenta, perché i giorni e le settimane passano inesorabili e si avvicina il momento della probabile accensione dei dispositivi. Di fatto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ivan Albertini, Presidente del Comitato, il primo dispositivo sarebbe stato installato il 22 del mese di agosto scorso, con l’antenna montata e posizionata in Via Sergio Tofano, 109, su di un condominio privato (edilizia convenzionata). Mentre un secondo sarebbe stato posizioni a distanza di una sola settimana. L’attivazione era prevista a 3-4 mesi di distanza. Dunque, saremmo vicini alla data di accensione, tutt’ora ancora ignota ad ogni modo. 

L’inquinamento elettromagnetico e il pericolo per i più fragili

Sempre Ivan Albertini, raggiunto al telefono da Il Corriere della Città, ha detto: ”Anche Paolo Marchionne, Presidente del III Municipio si era opposto in sede di proposta delle installazioni, già il 5 aprile 2022. Ma in quella discussione, non fu presentata neppure una proposta alternativa per un eventuale altro sito. Aumentare le antenne significa aumentare l’inquinamento elettromagnetico, qualcosa che a Roma è già a livelli critici. In più a meno di 100 metri da luoghi altamente sensibili. Nei pressi, infatti, sono presenti una scuola professionale di cucina e un nido municipale. In più, a breve, sarà previsto forse un raddoppio dello stesso nido, e quindi di bambini all’interno. Senza contare i condomini e gli altri residenti, tra cui gli anziani: proprio dove è piazzata l’antenna, nel quadrante di riferimento, ci sono oltre 250 appartamenti e un parco, dove anziani e bambini vanno a trascorrere parte della loro giornata.” Infine, conclude Albertini: Per chiunque voglia supportare l’iniziativa di opposizione e far valere la propria voce su di una questione per quale ci sarebbe anche un regolamento – che vogliono abrogare – è possibile depositare la propria firma nella sede del Comitato, a Largo Fratelli Lumiere 15.”

Fonte: Il Corriere della Città

Tormentone finito: Ambra Angiolini ha lasciato la casa di Pazzini

Due mesi dopo le dichiarazioni della moglie del calciatore e la diffida della giudice di X Factor chiusa la vicenda dell’appartamento che doveva essere liberato a giugno

 

 

La questione sembra risolta. A oltre due mesi dalla denuncia di Silvia Slitti, moglie di Giampaolo Pazzini, Ambra Angiolini – attualmente giudice di X Factor – ha liberato la casa di proprietà della coppia, che è già tornata nell’appartamento. Lo ha scritto il sito web “The Pipol”, specificando che la coppia Slitti Pazzini ha ripreso il possesso del loro appartamento.

Era stata Silvia Slitti a comunicare che la Angiolini, ex compagna dell’allenatore della Juve Max Allegri, non aveva rispettato l’accordo di liberare la casa entro fine giugno scorso. Qualche giorno dopo la Slitti aveva svelato di aver ricevuto “una diffida da parte dell’avvocato della signora Angiolini che mi intima a non parlare più della vicenda, una diffida che non trovo giusta dal momento che dobbiamo avere la libertà di parola, quando diciamo il vero dobbiamo poterlo dire”. Ambra aveva affittato la casa con Massimiliano Allegri nel giugno dell’anno scorso, ma dopo la fine della loro storia la Angiolini era rimasta ad abitarci oltre i termini del contratto. Il 3 ottobre aveva ricevuto lo sfratto. Fino alla conclusione di questi giorni, la casa è stata liberata e i due sono tornati a viverci dopo settimane passate in hotel.

Fonte: Gazzetta dello Sport

Noemi e quella foto di 4 anni fa con Michelle Hunziker: “Mi sono sentita ferita”

Intervistata durante il programma tv Belve, la cantante Noemi ha spiegato che il suo percorso di cambiamento fisico degli ultimi anni è partito proprio da un collage fotografico che la ritraeva insieme a Michelle Hunziker

noemi hunziker

 

Quella foto proprio non le andò giù. E la fece sprofondare in una crisi personale complicata. Così la cantante Noemi, nei giorni scorsi, ha raccontato la tempesta emotiva che l’ha colpita quando, nel 2018, venne immortalata sul palco di Sanremo a fianco di una magrissima e ‘bellissima’ Michelle Hunzkier. Lei, invece, bella e raggiante, era lievemente in sovrappeso, o almeno questo è il modo in cui lei si vedeva in quel momento. “Mi sono sentita ferita, messa in discussione come donna“, ha detto durante un’intervista andata in onda nella puntata di Belve, su Rai Due, del 22 novembre. La domanda di Francesca Fagnani riguardava il momento in cui “hai toccato il fondo”. Noemi ha risposto ricordando questo momento. “Quella sera ho pianto, in quella foto ho sentito tutta la mia sofferenza. Là ho percepito per la prima volta il mio malessere”. È proprio per questo che da quel momento è partita per un percorso di cambiamento personale, a partire proprio dal suo aspetto fisico, sfociato in una rinascita che poi si è vista negli anni successivi.

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