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ROMA. Il 22 novembre inaugurazione del centro di accoglienza per le donne ucraine presso la Casa internazionale delle donne

Il 22 novembre 2022 ore 17, la Casa Internazionale delle Donne con Simonetta Cervelli, Delegata ai Progetti Solidali del Municipio VII, inaugura il centro d’accoglienza per donne ucraine e invita le donne di Roma a partecipare alla Sfilata Solidale delle Donne, a cui parteciperanno donne provenienti da paesi in guerra od con conflitti armati all’interno: donne dell’Ucraina, dell’Iran, della Repubblica Democratica del Congo, dell’Afghanistan, donne vittime di violenza e di guerra.

Seguirà dalle ore 18 uno SWAP PARTY di scambio ed un aperitivo solidale, in cui le donne ospiti scambieranno ed offriranno prodotti della loro cultura culinaria.

Promuovono l’iniziativa: Ass.ne Assemblabili globAli, Solidarietà al Quadrato
Aderiscono all’iniziativa: SconfiniAmo, Curvy Pride, Oncobeauty, Beauty Will Save The World, a-ba, Sartoria di Lucha y Siesta, Kora – contaminazioni sartoriali.

L’ingresso è su prenotazione, scrivere a: responsabileaccoglienzacidd@gmail.com

La Casa Internazionale delle Donne accoglie, su mandato del Comune di Roma, 20 donne Ucraine e le loro figlie e figli. La quotidianità vissuta insieme alle ospiti, è segnata da momenti belli e normali, la vita di tutti i giorni fatta della scuola per mamme e piccoli, la scoperta della bellezza della città, le attività ordinarie. Ma in tante occasioni, le donne accolte sono riportate drammaticamente nella realtà del loro paese, quando arrivano i messaggi dai parenti sotto i bombardamenti, le foto delle loro case distrutte, la paura per le persone care nelle zone di guerra.

La guerra è, ovunque, contro le popolazioni, è sempre contro le donne.
Per questo motivo, in occasione della Giornata contro la violenza alle donne del 25 novembre prossimo, promuoviamo un pomeriggio di incontro e di scambio, per dire no alle guerre ed alla violenza di genere, a favore della pace tra i popoli.

Fonte: Il paese delle donne online-rivista

Grano, Confagricoltura: “Bene la proroga dell’accordo Russia-Ucraina”

Il presidente Massimiliano Giansanti: “Ora è importante che l’attenzione della comunità internazionale sia rivolta alla crisi dei fertilizzanti”

 

Grano, Confagricoltura: "Bene la proroga dell'accordo Russia-Ucraina"

ROMA – “Bene la proroga dell’accordo sulle esportazioni agroalimentari via mare dell’Ucraina per 120 giorni, è una buona notizia per la stabilità dei mercati. Ora è importante che l’attenzione della comunità internazionale sia rivolta alla crisi dei fertilizzanti, in relazione ai prezzi e alla disponibilità che pesano sulle prospettive di breve e lungo periodo”. Lo afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, commentando l’annuncio dell’estensione dell’intesa tra la Federazione Russa e l’Ucraina, con la mediazione del Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

I mercati internazionali già da qualche giorno puntavano decisamente sul rinnovo dell’accordo – segnala Confagricoltura -. Sul mercato europeo Euronext, ieri i prezzi del grano si sono attestati a 317 euro a tonnellata, scendendo sui livelli di settembre. Analogo andamento per il mais che è tornato sulle quotazioni di agosto (306 euro a tonnellata). “Incassata la proroga dell’intesa, pesa sulle prospettive della sicurezza alimentare globale la crisi dei fertilizzanti. I prezzi – afferma Giansanti – hanno raggiunto livelli senza precedenti (150% in più nell’Unione europea in un anno) e le industrie hanno ridotto la produzione a causa delle eccessive quotazioni del gas”. Secondo un rapporto redatto dalla Fao e dall’Organizzazione mondiale del commercio per la recente riunione del G20 in Indonesia, la crisi proseguirà anche nel 2023. Dall’adeguato apporto di fertilizzanti dipendono la quantità e la qualità dei prossimi raccolti.

Fonte: La Provincia di Cremona

Ostia, da una gabbia sotto i bombardamenti russi a una cuccia calda: la storia di Oliver

Oliver cane ucraino salvato dalla lega nazionale per la difesa del cane Ostia

Non solo gli esseri umani sono vittime delle guerre, anche tanti animali. Anche Snowy, un cucciolone di cane, si è trovato nel mezzo del conflitto Russia-Ucraina ed è stato rinchiuso in un box con altri quattro cani. Si è trattato di trenta giorni di sofferenze per gli animali che non hanno avuto alcuna cura, né cibo, né acqua. Un lungo lasso temporale nel quale Snowy ha visto morire i suoi compagni di “cella”. Una storia che sembrava concludersi nel peggiore dei modi anche per il cucciolone bianco e beige.

Il salvataggio e l’adozione in Italia

Per fortuna, invece, la sua è stata una vicenda a lieto fine. I volontari sono riusciti a portare Snowy in salvo e portarlo in Italia, dove è stato accolto nel migliore dei modi: curato, coccolato, rifocillato. Fino a quando per il dolce Snowy è arrivata anche una nuova famiglia. Il cucciolone che dalla sua nuova famiglia è stato chiamato Oliver.

A raccontare la storia a lieto fine di Oliver è stata la Lega nazionale per la difesa del cane sezione di Ostia che racconta: “ha scoperto la comodità della sua cuccia morbida e calda, non la lascia mai”. Con l’occasione l’organismo ha voluto ringraziare l’associazione “Noi e loro adozioni cani, per aver realizzato il sogno di Oliver”. Un post quello della Lega nazionale per la difesa del cane sezione Ostia che ha trovato ampi consensi, ben 263 like e un dolce commento della nuova mamma di Oliver: “Grazie a tutti voi e quello che fate. Ha colpito subito il nostro cuore. Lo abbiamo scelto non per il suo trascorso ma perché è lui. Un essere meraviglioso che sono sicura con il tempo ci darà tante soddisfazioni e amore. Noi già lo facciamo e vogliamo che tutto il male diventi solo un brutto ricordo. Adottare e salvare una vita è la cosa più bella e spero tanto che anche gli altri trovino una casa calda e accogliente che li ami per tutta la vita. Io se potessi li adotterei tutti poveri amori innocenti. Grazie alla lega nazionale e all’associazione noi e loro adozioni del canile valle grande. Un grazie speciale a Laura, Stela e Chiara ed Emanuela Persone eccezionali”.

Fonte: Il Corriere della Città

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