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Roma Arte in Nuvola, la II edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea

Dal 17 al 20 novembre 2022 alla Nuvola di Fuksas torna nella Capitale “Roma Arte in Nuvola”. La fiera internazionale di arte moderna e contemporanea diretta da Alessandro Nicosia con la direzione artistica di Adriana Polveroni, presenterà oltre 140 gallerie italiane ed internazionali. Una edizione nel segno di una proposta espositiva integrata di qualità sempre crescente dalla forte impronta divulgativa

Roma Arte in Nuvola | II edizione
Data: da giovedì 17 a domenica 20 novembre 2022
Sede: Nuvola di Fuksas, Viale Asia 40 /44, 00144, Roma
T. 02 5836 218 | info@artenuvola.eu

ROMA ARTE IN NUVOLA 

Dal 17 al 20 novembre 2022 presso la Nuvola di Fuksas torna nella Capitale “Roma Arte in Nuvola”, fiera internazionale di arte moderna e contemporanea diretta da Alessandro Nicosia con la direzione artistica di Adriana Polveroni.
 
La nuova edizione, nel segno di una proposta espositiva integrata di qualità sempre crescente nonché dalla forte impronta divulgativa, presenterà oltre 140 gallerie italiane ed internazionali e grazie ad una proposta innovativa e dinamica, colmando una mancanza decennale di simili iniziative nella Capitale e ponendosi come veicolo sinergico di incontro tra arte moderna e contemporanea.
Un’offerta artistica poliedrica in grado di dar voce a tutte le discipline – dalla pittura alle installazioni, dalla scultura alle performance, dalla video arte alla digital art fino alla street art.

 

IL PROGRAMMAOltre all’alto livello qualitativo delle gallerie espositrici italiane ed internazionali, punto di forza del progetto fieristico è il ricco programma di progetti speciali, performance e talk, curato da Adriana Polveroni in collaborazione con Valentina Ciarallo, volto ad intercettare non solo specialisti ed addetti ai lavori ma anche un pubblico più ampio di giovani e semplici appassionati.

 

Gli spazi della Nuvola costituiranno il palcoscenico di oltre 15 progetti speciali, a cominciare da tre grandi mostre che, per qualità ed originalità della proposta artistica, occupano un ruolo di primo piano nell’ambito della manifestazione.

A sottolineare la vocazione internazionale della manifestazione, l’edizione di quest’anno ha scelto di ospitare l’Ucraina come Paese straniero.

Fonte: Paese Italia Press

L’energia della nuova arte italiana

Al Palazzo delle Esposizioni le opere dei quaranta finalisti del Premio Driving Energy, ideato e prodotto da TernaCult. I vincitori sono Ventura, Renis, Botto, Frapiccini e Keita

 

Una veduta dell’allestimento della mostra al Palazzo delle Esposizioni

 

A Roma, fino al 27 novembre 2022 sono in mostra a Palazzo delle Esposizioni le opere dei quaranta finalisti del Premio Driving Energy, ideato e prodotto da TernaCult e curato da Marco Delogu, presidente del Palaexpo nonché fotografo e ideatore e direttore del festival internazionale FotoGrafiatenutosi a Roma dal 2002. TernaCult sostiene i progetti culturali di Terna, leader nel settore della trasmissione di energia verso la transizione energetica sostenibile e innovativa.

La mission dell’azienda annuncia il tema di questa edizione: «Cameras on Driving Energy». Nel corso della conferenza stampa, la giuria (composta da Delogu, Valentina Bosetti, presidente di Terna, dall’ad Stefano Donnarumma, da Salvatore Settis, Lorenza Bravetta, Elisa Medde, Emanuele Trevi, Jasmine Trinca e Massimiliano Paolucci, direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Sostenibilità di Terna) decreta i cinque vincitori: Paolo Ventura (premio senior), Gaia Renis (premio junior), Andrea Botto, Eva Frapiccini e Mohamed Keita (tre menzioni speciali).

Con «I Ginestra» Paolo Ventura crea una composizione per un’anonima coppia di acrobati degli anni Trenta. «Questo tenersi in bilico a vicenda è una bellissima metafora dell’amore», così Ventura ci presenta l’energia del sentimento umano per eccellenza. L’opera di Gaia Renis ci trasporta sul Vesuvio per scrutare l’impercettibile importanza di un lichene e quanto questo microscopico elemento «possa permettere la rinascita di un intero ecosistema dopo un’eruzione vulcanica, da una base inospitale e brulla». L’«Onda d’urto» di Andrea Botto prende forma da una serie di esperimenti realizzati con una miccia detonante: «è un flash nel buio. Un lavoro sulla relazione tra la fotografia, la luce e un fenomeno reso visibile attraverso l’immagine».

Il trittico di Eva Frapiccini crea «una porta verso una realtà parallela» e si ispira al lavoro di un maestro del passato, il fotografo statunitense Duane Michals. Mohamed Keita sorprende con una visione personale della città che tredici anni orsono lo accoglie fuggito da una guerra civile, «Roma è una città molto ricca a livello fotografico. La vedo attraverso le persone, le piazze, i palazzi, osservo come le persone, le luci e il contesto cambiano mentre i luoghi restano fermi».

Per Terna e il Palazzo delle Esposizioni si tratta del primo progetto inaugurato anche nel Metaverso, passo importante in un presente sempre più immerso nel virtuale e Angelo Basile, responsabile IT di Terna, mette l’accento su quanto «queste applicazioni siano un volano per diffondere e promuovere la cultura».

Fonte: Il Giornale dell’ Arte

All’ex Mattatoio la nuova sede dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Il sopralluogo del sindaco Roberto Gualtieri: “Qui nascerà la Città delle Arti. La prima parte dei lavori sarà terminata per giugno 2023”

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ROMA – Termineranno a giugno 2023 i cantieri nelle ex stalle e nei due ex fienili del Mattatoio di Testaccio, prima parte dei lavori di riqualificazione sui 40mila metri quadri concessi dal Campidoglio all’Accademia di Belle Arti di Roma per vent’anni. Il sindaco Roberto Gualtieri ha visitato stamattina l’area, oggetto di una delibera approvata dall’Assemblea capitolina lo scorso 20 ottobre su proposta dell’assessore al Patrimonio di Roma Capitale, Tobia Zevi, anche lui presente al sopralluogo.

Con il provvedimento, diversi settori dell’ex Mattatoio, eretto a Testaccio tra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch, rinasceranno a nuova vita nel nome dell’arte e della riqualificazione urbana e sociale. L’operazione rappresenta il compimento del piano per la creazione della Città delle Arti, un polo contemporaneo di vita civile costituito, oltreché dall’Accademia, da ambienti espositivi dell’azienda speciale Palaexpo, dalla Facoltà di Architettura Roma Tre, dalla Città dell’Altra Economia e dalla Scuola popolare di musica di Testaccio.

Nel 2011 l’Accademia di Belle Arti di Roma aveva già trasformato in aule due ex recinti per il bestiame. Ora, grazie alle ultime concessioni di Roma Capitale, una delle più grandi istituzioni pubbliche di formazione artistico-culturale italiana avrà a sua disposizione, oltre agli ambienti delle ex stalle (trasformati in parte anche in sedi espositive) e ai due ex fienili, anche il monumentale varco d’accesso, nonché il Panottico, il prezioso edificio a pianta ottagonale, in cui sarà realizzato il centro di ricerca e informazione su memoria e attualità dell’ex Mattatoio-Città delle Arti. Saranno inoltre trasformate e riqualificate le strade di accesso di quel lato della struttura.

 

GUALTIERI: “PRIMO PASSO VERSO LA CITTÀ DELLE ARTI AL MATTATOIO”

“Qui nascerà e crescerà un pezzo importantissimo di questa Città delle Arti che stiamo realizzando al Mattatoio, un grande polo dell’arte e della cultura e una sede bellissima e ampliata per l’Accademia di Belle Arti tramite un’operazione straordinaria di rigenerazione urbana che darà un luogo adeguato a un’istituzione prestigiosa che forma artisti ed è un polo di formazione e di cultura importante per la città e per il Paese. I cantieri sono già in corso, siamo molto soddisfatti”, ha detto Gualtieri al termine del sopralluogo. Questa, ha sottolineato, “è una riqualificazione all’insegna della valorizzazione dei beni comuni intorno a degli assi che per noi sono fondamentali per il futuro della città: la cultura, la scienza, l’università, la ricerca, la creatività dei giovani. Un grande polo pubblico di formazione e di ricerca che a sua volta riqualifica e rigenera un pezzo di città”. In merito alle tempistiche, ha aggiunto il sindaco, “a giugno completeremo la prima parte, poi si andrà avanti sulle altre aree. Complessivamente si tratta di un’operazione straordinaria che restituisce alla città un pezzo di archeologia industriale che viene completamente ripensato e rinnovato all’insegna della cultura”.

ZEVI: “IL PATRIMONIO PUBBLICO È UN’OCCASIONE STRAORDINARIA”

Con la concessione all’Accademia di Belle Arti, ha commentato Zevi, “abbiamo voluto contribuire alla realizzazione di un importante polo culturale e artistico all’ex Mattatoio di Testaccio. L’Accademia ha sposato la nostra ambizione con un progetto di riqualificazione importante e innovativo, che rispetta la storia di questo luogo. Il patrimonio pubblico è una straordinaria occasione di trasformazione e sono certo che il nostro obiettivo di rianimare questo luogo, non appena saranno terminati i lavori, sarà raggiunto”.

L’ACCADEMIA: “GRANDE RISULTATO FRUTTO DELLA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI”

Per la professoressa Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, “siamo finalmente alle fasi finali di un lungo percorso di riqualificazione e trasformazione dell’ex Mattatoio, nel quale l’Accademia di Belle Arti ha avuto e ha una parte importante. Ritengo che la formazione sia uno strumento potente di trasformazione e di rinnovamento, perché coniuga coscienza e conoscenza. Più che a una Città delle arti penso, parafrasando Platone, a questo luogo come a una Repubblica delle arti, un modello di comunità regolato dal sapere, dalla ricerca e dalla sensibilità creativa. Il Panottico può, in questo senso, diventare l’emblema dell’ex Mattatoio, il centro che raccoglie lo spirito del presente e la memoria di questo luogo in cui per decenni si è lavorato per fornire nutrimento alla gente. La trasformazione è proprio questa: il nutrimento cambia e diventa cibo per la mente e investimento per un futuro migliore”.
Secondo il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, l’architetto Giuseppe Carmine Soriero, “l’acquisizione di nuovi spazi per l’Accademia è il risultato felice di un lavoro di cooperazione interistituzionale tra l’Accademia, il Comune di Roma, il I Municipio e il ministero dell’Università e Ricerca. Tale scelta, di cui siamo grati al sindaco e all’Assemblea capitolina, aiuta Roma Capitale e l’Accademia a valorizzare assieme non solo i preziosi tesori culturali, bensì anche l’eccellente produzione artistica di tanti giovani che proprio alla formazione accademica affidano le speranze per il loro futuro”.

Fonte: Agenzia Dire

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