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Roma, Incendio parco del Pineto sotto indagine: da rogo colposo a doloso

Sono giorni difficili per i cittadini di Roma e provincia. La Capitale ha avuto un grave aumento degli incendi rispetto l’anno scorso e questo ha causato non poche conseguenze. La situazione climatica allarmante e i disagi di questo periodo hanno colpito tutti. In tanti vorrebbero delle risposte, soprattutto per il rogo che Lunedì pomeriggio ha fatto fuori oltre 50 ettari nel Parco del Pineto. E non solo. 

Le indagini 

L’unica cosa certa è il punto dal quale sono partite le fiamme. Ancora non sono note le motivazioni, le origini o le cause. La Procura di Roma, dopo le prime verifiche, ha modificato il titolo di reato per cui si indaga da colposo a doloso. Questo non significa necessariamente che tutto sia partito da un piromane o da un comportamento negligente. Anche perché, ribadiamo, al momento non si hanno informazioni dettagliate. Significa però che le indagini si stanno muovendo verso questa direzione. 

Come riporta il Messaggero, oggi i Carabinieri della Forestale inizieranno a svolgere alcuni rilievi. Saranno fatte diverse verifiche per cercare di arrivare all’origine del tutto e del punto preciso. Sarà messa sotto osservazione l’intera area con la speranza di capire come e perché sia scoppiato l’incendio. Purtroppo, non ci sono telecamere all’ingresso ufficiale del parco. Ce ne sono solo alcune che risultano più distanti già sotto controllo.

Fonte: Il Corriere della Città

Cumuli di rifiuti, camion in fila e conferimenti in tilt nell’impianto Tmb di Rocca Cencia

Natale di Cola della Cgil: «Le difficoltà nella raccolta persistono e ogni giorno si producono più rifiuti di quelli che si possono raccogliere , servono nuovi sbocchi»

 

 

Montagne di rifiuti accatastati, file dei camion per scaricare e sospensione dei conferimenti. L’impianto Tmb di Rocca Cencia di Ama è al limite a quasi un mese dal rogo che ha distrutto il Tmb di Malagrotta lo scorso 15 giugno. E la raccolta sulle strade, già in difficoltà dopo l’ennesima emergenza causata dall’incendio, è di nuovo in tilt con i residenti che inviano foto di discariche a cielo aperto attorno ai cassonetti.

«Rifiuti accumulati a Rocca Cencia, chiuso l’impianto Tmb» attaccano i lavoratori del gruppo Lila, laboratorio di idee di Ama, dopo che alcuni autisti mercoledì hanno lasciato i tir carichi di rifiuti fuori dalla struttura di ricevimento. «Non è vero, l’impianto lavora» la pronta replica dei vertici dell’azienda municipalizzata dei rifiuti. A chiarire le cose interviene Natale Di Cola della Cgil: «La situazione è al limite e ci sono stati dei blocchi negli scarichi, mentre i lavoratori all’interno stanno operando».

Di Cola aggiunge: «Le difficoltà nella raccolta persistono e ogni giorno si producono più rifiuti di quelli che si possono raccogliere, servono nuovi sbocchi». E aggiunge: «L’Ama sta ricorrendo l’emergenza: i rifiuti a terra oggi sono ai Parioli, ieri erano al Portuense, domani saranno in un altro quartiere». A oggi non ci sono spazi per rimuovere la crisi, i rifiuti diminuiranno solo i primi di agosto con la gente che va in ferie».

Intanto i lavoratori di Lila laboratorio di idee lavoratori di Ama riferiscono che, «da ieri (mercoledì, ndr.) non abbiamo potuto scaricare i camion. Alcuni hanno lasciato i tir davanti ai cancelli carichi di rifiuti, altri sono andati al piazzale di Porcarelli (adiacente Rocca Cencia, ndr.)».

Secondo i lavoratori di Ama, «il livello della spazzatura aveva superato di molto il limite e l’escavatore non poteva muoversi, quindi si era fermata la lavorazione. La macchina deve stare al livello strada, invece stava operando su cumuli più alti di 3 metri». Ma l’azienda chiarisce: «L’impianto aziendale Tmb di Rocca Cencia è operativo e regolarmente funzionante. Sono destituite, pertanto, di qualsiasi fondamento le notizie circolate sulla sua presunta chiusura da ieri fino a venerdì 8 luglio».

Da Prati a via Laurentina, da Tuscolano al centro storico montagne di sacchi sono accatastati fuori dai cassonetti e si susseguono le denunce dei cittadini allarmati. «Non c’è emergenza sanitaria — aveva chiarito l’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi che oggi si trova a Parigi con il sindaco Roberto Gualtieri —. I rifiuti residui saranno tutti raccolti nei prossimi giorni». La delegazione andrà anche in visita al termovalorizzatore di Parigi. Ma nel frattempo le strade sono tornate invase da sacchi abbandonati con le temperature torride da bollino rosso da una settimana.

«Roma rischia di diventare “una giungla urbana”» ha detto mercoledì mattina monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliare della città, parlando a Vatican news del degrado urbano che richiederebbe da parte delle istituzioni «uno scatto di dignità a fare delle scelte che sappiano di futuro, non di tornata elettorale». Il vescovo chiede anche ai cittadini di non cadere nel «degrado umano», Ma ammette: «i romani veramente fanno un corso di sopravvivenza quotidiana!». Parlando della gestione politica della Capitale, Ambarus dice : «Con i veti incrociati mi sembra che cadiamo nel provincialismo» e «questo non è tollerabile per la politica»

«Aprite l’impianto i Guidonia — chiedono i lavoratori del gruppo Lila —. Non ce la facciamo più a raccogliere i rifiuti da terra». E poi: «Alcune csl (camion grandi, ndr.) di Roma Sud, fanno 50 km per scaricare ad Aprilia. Mentre il Tmb di Guidonia rimane fermo in naftalina». L’impianto in questione è un Tmb molto capiente che potrebbe sostituire quello andato a fuoco ed è nuovo e pronto per essere avviato. Ma la proprietà risale all’ex patron dei rifiuti Manlio Cerroni.

È partita la demolizione dell’ex Residence Bravetta

Gli interventi di demolizione del primo fabbricato si dovrebbero concludere in autunno

 

BRAVETTA – Sono iniziate questa mattina le operazioni di demolizione dell’ex residence Roma, nel quartiere Bravetta, Municipio Roma XII. “Oggi manteniamo la promessa fatta a gennaio durante una visita con il sindaco Gualtieri in questo quadrante della città: abbattere questi tre scheletri per riconsegnare uno spazio riqualificato a tutti gli abitanti del quartiere – ha commentato l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia – L’intervento di questa mattina è l’esempio dell’idea di riqualificazione che l’Amministrazione di Roma Capitale sta portando avanti: riconvertire gli spazi abbandonati per toglierli dal degrado e dall’incuria, e restituire gli oneri derivanti degli interventi urbanistici con opere pubbliche sullo stesso territorio. In questo caso, ad esempio, saranno utilizzati per la valorizzazione del Forte per il quale presto partiranno le indagini strutturali da parte di Agenzia del Demanio”.

LE FASI DELLA DEMOLIZIONE

Il complesso, circa 100mila metri cubi di cemento edificati alla fine degli anni ’70, sarà completamente abbattuto: i lavori riguarderanno inizialmente il primo fabbricato e saranno ultimati entro il prossimo autunno. A seguire partirà la demolizione degli altri due, inizierà la costruzione dei nuovi fabbricati e, a partire dal mese di settembre, prenderanno il via i lavori per la realizzazione delle urbanizzazioni primarie.

IL PROGETTO

Nell’area dell’ex Residence, come previsto da una delibera di Giunta dello scorso maggio, oltre alla costruzione di nuove residenze sarà realizzato un nuovo Polo scolastico per l’infanzia. Il Polo sarà un edificio con elevate caratteristiche in termini di prestazioni energetiche, immerso nella natura, e potrà ospitare circa 150 bambini. Sarà realizzata, inoltre, una nuova grande piazza che costituirà l’ingresso al parco della Valle dei Casali.

GLI ONERI E IL FORTE BRAVETTA

Inoltre una parte degli oneri derivanti dalla demolizione e successiva realizzazione di nuove opere pubbliche saranno destinati, in base a una convenzione siglata tra Roma Capitale e Agenzia del Demanio, al recupero e valorizzazione del Forte Bravetta e delle sue aree esterne per trasformarlo in un luogo aperto e vivibile quotidianamente, con una forte destinazione ad attività culturali, connesse con l’arte, la musica, spazi di produzione ed esposizione oltre alle già presenti funzioni legate alla sua “memoria storica”.

Fonte: UrloWeb

Premio Strega 2022, il vincitore è Mario Desiati con il libro “Spatriati”

 

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Per la LXXVI edizione del Premio Strega, contrassegnata dall’originalità della sfida fra ben sette finalisti invece della gara fra la consueta cinquina, ha vinto Mario Desiati con il libro “Spatriati”, pubblicato da Einaudi, che ha ottenuto 166 voti: “Non aprirò la bottiglia qui, ma in Puglia, in ricordo degli scrittori della mia terra, a cominciare da Maria Teresa Di Lascia che non poté ritirarla perché morì pochi mesi prima di vincere” ha dichiarato al momento della consegna del più ambito riconoscimento letterario italiano.

“Gli “spatriati” nel mio dialetto pugliese sono i senza patria, inteso come fuori norma, e i miei due protagonisti sono irregolari o semplicemente giovani” ha spiegato Desiati. “Cresceranno insieme, bisticciando come l’acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Affronto la storia di persone che non si definiscono né nell’identità di genere, né nella posizione geografica, sociale e religiosa: danno un’utopia cosmopolita alla loro esistenza. I due protagonisti si conoscono da giovani: Francesco e Claudia vivranno per lungo tempo a Berlino e poi il loro viaggio muterà prospettiva. Francesco ritornerà per sabotare il luogo in cui è cresciuto. Gli Italiani sono il popolo che emigra di più fra gli Europei: il Paese delle massime bellezze è un luogo che viene lasciato per ragioni in gran parte economiche, ma anche per sottili motivi esistenziali. I miei personaggi, come gli Italiani in genere, hanno accolto l’idea di cui io mi sento felice: essere nati in un Paese libero in cui è facile spostarsi. La letteratura mi ha salvato la vita. Passo molto più tempo a leggere che a scrivere”.

Barese di origine, classe 1977, Desiati abita stabilmente a Roma con frequenti soggiorni a Berlino: è tradotto in sei lingue, fra cui il coreano. La cerimonia finale ha avuto luogo presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma ed è stata trasmessa in diretta televisiva da Rai Tre per la conduzione di Geppi Cucciari.

Fonte: Il Tempo

Stadio Roma: si vaglierà l’area di Pietralata, il club giallorosso presenterà uno studio di fattibilità

In una nota congiunta, il Campidoglio e l’As Roma hanno chiarito: “All’esito di una serie di riunioni congiunte tra gli uffici dell’amministrazione capitolina e i tecnici di As Roma tenutesi negli scorsi mesi, Roma Capitale prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno stadio su un’area comunale nella zona di Pietralata

stadio olimpico. roma
stadio olimpico. roma

È l’area di Pietralata quella scelta per la prima ricognizione, a cura dell’amministrazione in carica, per la realizzazione dello Stadio dell’As Roma. Il club giallorosso è pronto a presentare uno studio di fattibilità in tal senso. Stamane, in una nota congiunta, il Campidoglio e l’As Roma hanno chiarito: “All’esito di una serie di riunioni congiunte tra gli uffici dell’amministrazione capitolina e i tecnici di As Roma tenutesi negli scorsi mesi, Roma Capitale prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno stadio su un’area comunale nella zona di Pietralata. L’iniziale esame urbanistico svolto sull’area individuata da As Roma non ha infatti messo in evidenza elementi ostativi alla presentazione del suddetto progetto che dovrà essere attentamente valutato da Roma Capitale secondo l’iter amministrativo disciplinato dalla cosiddetta legge stadi”. La As Roma ha espresso “grande soddisfazione per il clima di collaborazione che ha caratterizzato gli incontri con gli uffici comunali”. I due soggetti, Roma Capitale e As Roma, “condividono che il nuovo stadio dovrà rappresentare un volano per la riqualificazione sostenibile e senza aggravi urbanistici del quartiere Pietralata e, più in generale, per lo sviluppo della capitale”.

Sull’area si dovrà intervenire dal punto di vista trasportistico e della viabilità in genere. Tuttavia, secondo l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patané, è comunque la migliore tra quelle ipotizzate finora. In una recente intervista l’assessore ha ricordato che il sito di Pietralata “da un punto di vista trasportistico e viabilistico avrebbe dei vantaggi rispetto ai siti proposti in passato. Quel quadrante in generale, è ben servito dal trasporto pubblico locale: sia al livello ferroviario, sia al livello di metropolitana e sia a livello viabilistico ma anche di bus – ha detto Patané -. Il quadrante è molto ben servito, forse bisognerà puntare l’attenzione su via dei Monti Tiburtini per salvaguardare in qualche modo l’ingresso dell’ospedale Pertini, bisognerà studiare i flussi di traffico dopo aver visto il progetto ma il progetto ancora non lo abbiamo visto, mi limito a dire che è un quadrante ben servito da un punto di vista trasportistico”.

Per tutte le info: info@roma-news.it
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