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Ucraina: Intersos e Alcazar insieme per sostenere la popolazione colpita dalla guerra

Lunedì 4 luglio, alla terrazza del Gianicolo, 12 artisti si esibiranno per sostenere la popolazione colpita dalla guerra. L’evento, realizzato con la partnership di Radio Rock, comincerà alle 19.30 e terminerà alle 2

La musica non fermerà la guerra, ma può salvare molte vite. Può dare un aiuto concreto e può ricordare a tutti che la guerra non è finita. Lunedì 4 luglio, a Roma, dodici artisti saliranno sul palco della terrazza estiva del Gianicolo di Alcazar Live, per aiutare la popolazione ucraina con il sostegno all’organizzazione umanitaria italiana Intersos che lavora sul campo, in Ucraina e ai confini, in Moldavia e Polonia.

Sul palco dell’Alcazar live, nella sede estiva al Gianicolo, saliranno Ramon Caraballo con Daniele Fiaschi, Folcast, Leo Pari, Bayari, Jacopo Planet, Lorenzo Bitw, Rame, Il solito Dandy, Settimo, Maltus, Luca coi baffi e dj Antonio Aiello. «Don’t give up, voice up!» è una iniziativa, realizzata in partnership con Radio Rock, dove la musica sarà strumento concreto per raggiungere la popolazione colpita dal conflitto.

«L’arrivo della stagione estiva non può far dimenticare che la guerra in Ucraina è ancora in corso e che c’è ancora molto bisogno di aiuto per la popolazione che è rimasta nel Paese e per le persone che sono fuggite», commenta Giovanni Visone, direttore della raccolta fondi di Intersos. «La musica può dare un aiuto concreto alle persone e può lanciare messaggi importanti: non dimentichiamo gli ucraini e non dimentichiamo nemmeno i siriani, gli afghani, gli yemeniti e tutte le altre popolazioni coinvolte in crisi e conflitti in tutto il mondo».

Presenta la serata la conduttrice Margherita Shirmacher. L’ingresso è gratuito, la sottoscrizione libera verrà devoluta ad Intersos.

Prenotazioni: +393391278354 oppure al telefono +393391278354.
Info: music@alcazarlive.it
Terrazza del Gianicolo, piazzale Giuseppe Garibaldi. Opening: 19. Inizio live: 19:30 Closing: 02:00

Fonte: Corriere Roma

Nuovo appello del Papa per fermare la guerra in Ucraina. “La pace non verrà dagli armamenti. Non è troppo tardi per dialogo”

 

 

“Faccio appello ai Capi delle nazioni e delle Organizzazioni internazionali perché reagiscano alla tendenza ad accentuare le conflittualità e la contrapposizione. Il mondo ha bisogno di pace, non una pace basata sull’equilibrio degli armamenti, sulla paura reciproca, non questo”. Lo ha riaffermato Papa Francesco parlando a braccio nel corso dell’Angelus. “La crisi ucraina avrebbe dovuto essere – ma se lo si vuole può ancora diventare – una sfida per statisti saggi, capaci di costruire nel dialogo un mondo migliore per le nuove generazioni”, ha sottolineato il Pontefice nel suo appello. “Con l’aiuto di Dio questo – ha scandito – è sempre possibile, ma bisogna passare dalle strategie di potere politico, economico e militare a un progetto di pace globale. No a un mondo diviso tra potenze in conflitto, sì a un mondo unito tra popoli e civiltà che si rispettano”, ha aggiunto il Pontefice.

E’ trasparente benchè non esplicito il riferimento del Papa ai tre vertici dei leader occidentali nell’ultima decade, che li hanno visti fomentare ulteriormente la guerra con valutazioni sulla possibile vittoria dell’Ucraina e promettere allargamenti dell’Alleanza Atlantica (che è esattamente quell’abbaiare ai confini con la Russia che Francesco stigmatizza) e dell’UE. Purtroppo, a cominciare dal nostro Draghi, già allievo dei gesuiti al Massimo e attuale membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, i leader occidentali il Papa non lo stanno proprio ad ascoltare, e ci stanno portando al disastro.

Anche dalla catechesi iniziale di oggi, peraltro, avrebbero da trarre ispirazione. Il Papa ha ricordato infatti che è anzitutto “la vita stessa dei discepoli ad annunciare il Vangelo: il loro saper stare insieme, il rispettarsi reciprocamente, il non voler dimostrare di essere piu’ capace dell’altro, il concorde riferimento all’unico Maestro”. “Si possono elaborare piani pastorali perfetti, mettere in atto progetti ben fatti, organizzarsi nei minimi dettagli; si possono convocare folle e avere tanti mezzi; ma se non c’è disponibilità alla fraternità – ha sottolineato Papa Francesco -, la missione evangelica non avanza” perchè “la missione evangelizzatrice non si basa sull’attivismo personale, cioè sul ‘fare’, ma sulla testimonianza di amore fraterno, anche attraverso le difficolta’ che il vivere insieme comporta. Allora possiamo chiederci: come portiamo agli altri la buona notizia del Vangelo? Lo facciamo con spirito e stile fraterno, oppure alla maniera del mondo, con protagonismo, competitività ed efficientismo? Domandiamoci se abbiamo la capacità di collaborare, se sappiamo prendere decisioni insieme, rispettando sinceramente chi ci sta accanto e tenendo conto del suo punto di vista”.

Fonte: FarodiRoma

Le condizioni di Conte a Draghi: dalle armi ai rifiuti di Roma

No all’invio di armi a lunga gittata all’Ucraina e parlamentarizzazione del quarto decreto interministeriale con almeno un’informativa, no al termovalorizzatore a Roma, sì al salario minimo, no al ridimensionamento del reddito di cittadinanza. Giuseppe Conte, anche se è ancora offeso per le presunte intromissioni del premier nella vita interna del M5s e addirittura evoca la sua mano dietro la scissione ad opera di Luigi Di Maio il 21 giugno scorso, non ne vuole fare una questione personale.

L’incontro con Mario Draghi fissato per lunedì a Palazzo Chigi dopo molti giorni di tensioni è per il presidente dei 5 Stelle un fatto politico, e come tale va preparato. Dunque sì a un elenco di temi da sottoporre come “condizione” per la permanenza del M5s al governo e sì a un preventivo confronto con la dirigenza pentastellata nel Consiglio nazionale. Dopo l’incontro, poi, Conte riunirà nuovamente il Consiglio nazionale e i gruppi parlamentari. L’obiettivo è tenere unito quel che resta del movimento evitando altre uscite. Ci vorrà qualche giorno, dunque: l’incontro servirà al massimo a siglare una tregua armata.

Nell’elenco di doglianze di Conte non dovrebbe esserci, a quanto si apprende, la richiesta di prorogare il superbonus al 110%. E questo dettaglio fa ben sperare gli sherpa di Palazzo Chigi, dal momento che Draghi si è espresso più di una volta pubblicamente contro la proroga dello strumento. Ma anche sul resto c’è poco margine di trattativa: l’invio di armi va inserito nell’ambito degli accordi con la Ue e la Nato («la posizione della Nato è di sostegno all’Ucraina per tutto il tempo necessario: se l’Ucraina non si difende non c’è pace, c’è sottomissione, schiavitù e continuerà la guerra», ha ribadito Draghi giovedì in conferenza stampa). Quanto al termovalorizzatore, la norma contenuta nel Dl Aiuti che dà al sindaco di Roma Roberto Gualtieri i poteri per costruirlo è nell’«interesse dei cittadini» – si rimarca a Palazzo Chigi – vista la situazione drammatica dei rifiuti nella Capitale.

Sul salario minimo, poi, c’è l’assenso del Pd e della sinistra ma non di Lega e Forza Italia: al massimo da Palazzo Chigi può arrivare l’impegno ad aprire un tavolo con i partiti della maggioranza e le forze sociali. Resta il reddito di cittadinanza, sul quale come abbiamo scritto sul Sole 24 Ore di ieri Draghi è disposto a stendere il suo mantello protettivo. Mantello che potrebbe arrivare a comprendere la cancellazione dal testo finale del Dl Aiuti, sul quale probabilmente verrà messa la fiducia, dell’emendamento approvato nelle scorse ore in commissione con il voto contrario del M5s (una stretta: le offerte di lavoro che i percettori possono rifiutare nel massimo di due potranno arrivare anche direttamente dai datori di lavoro e non più solo da navigator e centri per l’impiego).

Quel che è certo è che Draghi vuole un chiarimento definitivo: o dentro o fuori. Unica condizione dal suo punto di vista per non farsi logorare e continuare a «fare». Quanto a Conte, le spinte dei suoi per passare all’appoggio esterno sono in crescita e chi ha parlato con lui nelle ultime ore – come il segretario del Pd Enrico Letta e il leader di Articolo 1 Roberto Speranza – ne ha tratto la conclusione che il presidente del M5s sta davvero pensando allo strappo.

Fonte: Roccarainola.net

Ciechi, l’appello di solidarietà per i rifugiati ucraini non vedenti e con altre disabilità

La campagna dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti. Nel Paese in guerra sono 160mila i ciechi assoluti e oltre due milioni gli ipovedenti, e molti di loro non riescono a lasciare il Paese e sopravvivono grazie alla solidarietà

 

 

ROMA – Subire la guerra per chi è affetto da disabilità è un dramma nel dramma. Per questo l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) in collaborazione con l’Unione Europea dei Ciechi (EBU) ha lanciato fin dall’inizio del conflitto una gara di solidarietà che si è estesa a tutta Italia. Una iniziativa solidale che – si spera – prima o poi riguardi anche le altre centinaia di migliaia di persone-profughe provenienti da luoghi invivibili, a causa di guerre, violente, povertà e cambiamenti climatici. Nel frattempo, l’obiettivo della raccolta per gli ucraini è garantire loro ospitalità, inclusione scolastica nel caso di studenti e studentesse, supporto alle famiglie. “Con questa campagna ci siamo posti due obiettivi”, ha dichiarato il Presidente di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto durante l’evento del 30 giugno scorso. “Da un lato, sviluppare interventi a sostegno della popolazione colpita dalla guerra sia sul territorio dell’Ucraina, sia nei Paesi confinanti come Polonia, Ungheria, Romania, Moldavia. Dall’altro, vogliamo sostenere l’accoglienza sul territorio italiano in strutture specializzate”.

Guerra e disabilità. In Ucraina sono 160mila i ciechi assoluti e oltre due milioni gli ipovedenti, e molti di loro non riescono a lasciare il Paese e sopravvivono grazie alla solidarietà, perché hanno perso tutti i punti di riferimento e i supporti necessari alla loro autonomia. Si tratta di bambini, adulti e anziani, molti di loro hanno disabilità multiple. Spesso quando riescono a raggiungere un altro Paese non riescono a trovare strutture in grado di accoglierli.

Ritrovare l’infanzia. Grazie al lavoro dell’UICI, Elisabeta, 12 anni, cieca assoluta, è stata accolta in Italia, ha iniziato a superare le difficoltà linguistiche e grazie al supporto degli operatori che la seguono può continuare il suo percorso di apprendimento. Colpisce anche la storia di Sofia e Mattvi, 5 anni, ipovedente lei, cieco assoluto lui, che grazie ai libri tattili hanno ricominciato a condividere giochi e lettura con i loro compagni di classe, frequentando la scuola dell’infanzia.

“Impegno corale”. La campagna di UICI è attiva già da qualche mese e non si ferma, anzi continua a raccogliere adesioni. Lo scorso 30 giugno numerose celebrità hanno dato voce all’appello di UICI con una diretta/evento su Slash Radio Web. Tra loro la giornalista Rai inviata speciale Tiziana Ferrario, Ugo Poletti direttore di Odessa Journal, il musicista Max Tagliata, la pianista e cantante Silvia Zaru, il musicista Franco De Feo, la scrittrice Desi Icardi. “C’è bisogno di un impegno corale e integrato per dare risposte efficace a una situazione di emergenza di questa portata. Per questo ci auguriamo che in tanti rispondano al nostro appello e ci aiutino a raccogliere più risorse possibile per aiutare tutte le persone che hanno bisogno di noi in questo momento”, ha concluso il presidente Barbuto.

Fonte: La Repubblica

Calcio: Lazio. Maglia Immobile all’asta per raccolta fondi Ucraina

Calcio: Lazio. Maglia Immobile all'asta per raccolta fondi Ucraina

L’iniziativa servirà per la ricostruzione di un reparto di oncologia pediatrica ROMA (ITALPRESS) – Sarà messa all’asta su eBay, a partire dalle ore 23 di domani, lunedì 4 luglio, la prima maglia indossata nella serata di presentazione da Ciro Immobile e autografata dallo stesso capitano della Lazio. Nel corso della serata evento di presentazione delle nuove maglie Home & Away per la stagione 2022-23 frutto della partnership tra S.S. Lazio e Mizuno, sarà proprio il capocannoniere della serie A a vestire la nuova maglia che sarà messa all’asta per sostenere la raccolta fondi per la ricostruzione di un reparto di oncologia pediatrica in Ucraina, distrutto dalla guerra. Le donazioni arriveranno a destinazione grazie al contributo dell’Elemosineria del Santo Padre, nella persona del cardinale Konrad Krajewski. La maglia indossata da Immobile durante la presentazione ufficiale delle divise di gara diverrà così un pezzo unico da collezione e la sua originalità sarà certificata da una patch commemorativa che sarà applicata sul colletto. Si partirà da una base d’asta di 500 euro per l’acquisto di questa esclusiva maglia, unica nel suo genere. – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). mc/com 03-Lug-22 11:06
Per tutte le info: info@roma-news.it
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