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Allarme caldo a Roma: weekend da ‘bollino rosso’, ecco le previsioni

Non c’è davvero tregua per il caldo e le temperature altissime. Perché se è vero che giugno si è concluso, è altrettanto vero che l’anticiclone africano non ha nessuna intenzione di lasciare l’Italia e anche luglio sarà all’insegna dell’afa. Su buona parte dell’Italia. Intanto a Roma, oggi e domani, è città da bollino rosso con un livello 3, quello che “indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio”. A questo si aggiunge il ‘pericolo’ siccità, che è sempre più attuale. 

Che tempo farà nel weekend (2-3 luglio) in Italia?

Come fanno sapere gli esperti de Ilmeteo.it, oggi la giornata sarà all’insegna di una breve perturbazione, che porterà una fase di instabilità nelle zone alpine. Ma sarà solo un ‘transito’ momentaneo, perché nei prossimi giorni l’Anticiclone Nord Africano continuerà a farsi sentire in Italia e spingerà sul nostro Paese una massa d’aria di origine sahariana. Questo vuol dire che il caldo sarà ancora più intenso. 

Ci aspettano, dunque, giorni da bollino rosso, soprattutto al Centro Sud e nelle Isole con le temperature che potrebbero sfiorare anche i 40 gradi. Molto probabilmente, spiegano i meteorologi, questo ondata si attenuerà, a partire dal Nord Italia, nella parte centrale della prossima settimana. E quindi ci farà respirare un po’. 

Il meteo di sabato

Sabato il tempo sarà stabile e soleggiato, solo al Nord potrebbero esserci nubi nel pomeriggio, ma senza precipitazione. Caldo in aumento, così come l’afa. Nelle Regioni centro-meridionali si supereranno i 35 gradi e questa del prossimo fine settimana è a tutti gli effetti la terza intensa ondata di calore dell’estate. E siamo, forse, solo all’inizio. A Roma sabato e domenica saranno giornate roventi, con le temperature comprese tra 25 e 38 gradi. 

Fonte: Il Corriere della Città

Legge elettorale, da Letta a Conte fino ai renziani: torna la voglia di proporzionale. Ma servono voti anche nel centrodestra

Sia il segretario del Pd che il leader del M5s sembrano orientati a una legge diversa dall’attuale. Una proposta che potrebbe convincere anche renziani e calendiani. Per la riforma però servono i voti di almeno un pezzo della Lega e di Forza Italia: significherebbe spaccare il centrodestra

 

 

Più si avvicina la fine della legislatura e più cresce la voglia di modificare la legge elettorale. Una consuetudine che si ripete anche a questo giro, visto che i vari leader hanno cominciato a toccare l’argomento già da mesi. Il primo è stato Enrico Letta, già dopo il voto che aveva rieletto al Quirinale Sergio Mattarella. Il segretario del Pd è sempre sembrato un fan del maggioritario, tanto che nei mesi scorsi si era addirittura parlato di un asse con Giorgia Meloni. Adesso, però, alla fine della legislatura inzia a mancare meno di un anno. E l’inquilino del Nazareno è ritornato sull’argomento legge elettorale, partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia: il ritorno delle preferenze.

“Bisogna restituire agli elettori il potere di scegliere i parlamentari. Da vent’anni sono i partiti e non sono i cittadini a eleggere i parlamentari e questo crea un’assenza di rappresentanza e partecipazione”, ha detto Letta alla tavola rotonda organizzata dalla Cgil. Il segretario non ha parlato esplicitamente di superamento della parte maggioritaria contenuta nel Rosatellum (il 36% dei seggi) e che spinge a coalizioni definite prima del voto. Ma è un fatto che da tempo quasi tutte le correnti (Base riformista, AreaDem, la sinistra di Andrea Orlando e i Giovani turchi di Matteo Orfini) hanno sostenuto il proporzionale: il segretario si è dichiarato pronto al confronto. Che non dovrà riguardare solo il fronte interno ai dem, ma anche esterno: a cominciare dai 5 stelle di Giuseppe Conte. Nelle ultime ore ufficialmente Letta non ha commentato le tensioni tra Mario Draghi e l’ex premier, ma ha spiegato che se davvero i 5 stelle dovessero uscire dalla maggioranza a quel punto la legislatura sarebbe finita. Non certo una frase di chi è sicuro di affrontare una campagna elettorale da alleato. Anche perché negli ultimi tempi il rapporto tra Letta e Conte è sembrato abbastanza distante.

E anche se oggi il segretario dem è tornato a parlare di centrosinistra che “unito vince le prossime elezioni”, l’ipotesi che questo Campo largo alla fine possa essere stretto se non strettissimo non è da scartare. Ecco perché pure oggi Conte ha parlato di legge elettorale in chiave proporzionale: “Il tasso di democraticità del nostro sistema sta scendendo sempre più in basso, è un fenomeno che riguarda la rappresentanza politica” ma anche “la rappresentanza sindacale. I cittadini non partecipano perché ritengono di non poter incidere nelle scelte… E’ un problema che si sta acuendo. La politica ha grandi responsabilità e la crisi della rappresentanza è collegata con quella della rappresentatività”, ha detto il leader del M5s all’evento organizzato dal sindacato di Maurizio Landini. Poi ha calato sul tavolo la carta del proporzionale: “C’è il rischio che qualcosa bisogna fare e sicuramente una legge proporzionale anche in vista della prossima legislatura, quando entrerà in vigore il taglio dei parlamentari, potrebbe essere una soluzione ma certo non la panacea di un problema complessivo”. Allo stesso evento c’era anche Roberto Speranza, secondo il quale c’è “bisogno di una nuova legge elettorale, che sia molto diversa” dall’attuale “ma non è con questa che si risolve il rapporto fra cittadini e politica”.

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Salario minimo, Conte: “Nel 2050 ci saranno 5,7 milioni di lavoratori poveri, bisogna intervenire ora”

 

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“Bisogna intervenire sul precariato, sui giovani, basta tirocini e stage gratuiti, dobbiamo intervenire per i lavoratori poveri. Quando parliamo di salario minimo, la nostra proposta parte dall’aggancio con i contratti collettivi più rappresentativi, per sfuggire ai contratti pirata, con una soglia di salario minimo non inferiore a una data cifra, 9 euro”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte all’evento della Cgil, ‘Il Lavoro interroga’, a Roma. “Nel 2050 per il Censis – ha aggiunto – ci saranno 5,7 milioni di lavoratori poveri, bisogna intervenire ora”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Papa Francesco: “Mia frase su Putin manipolata dai media”

 

 

“Dopo la Seconda Guerra Mondiale c’era molta speranza nelle Nazioni Unite. – dichiara Papa Francesco durante l’intervista all’agenzia di stampa argentina Telam – Non voglio offendere, so che ci sono ottime persone che lavorano, ma a su questo punto non hanno il potere di imporsi. Contribuiscono sì a evitare guerre, e penso a Cipro, dove ci sono truppe argentine. Ma per fermare una guerra, per risolvere una situazione di conflitto come quella che stiamo vivendo oggi in Europa, o come quelle vissute in altre parti del mondo, non hanno alcun potere. Senza offesa. È solo che la costituzione di cui dispongono non dà loro potere”, questa l’opinione del Pontefice sull’Onu.

Papa Francesco sottolinea poi che “ci sono alcune istituzioni benemerite che sono in crisi o, peggio ancora, che sono in conflitto. Quelle in crisi mi fanno sperare in un possibile progresso. Ma quelle in conflitto sono impegnate a risolvere questioni interne. In questo momento servono coraggio e creatività. Senza questi due elementi non avremo istituzioni internazionali che possano aiutarci a superare questi conflitti così gravi, queste situazioni di morte”, avverte.

“In Europa hanno un’esperienza molto triste del populismo. – ricorda Papa Francesco – È appena uscito un libro, ‘Sindrome 1933’, che mostra come si è generato il populismo di Hitler. Per questo mi piace dire: non confondiamo il populismo con il popolarismo”. Il Papa torna anche sulle polemiche nate dopo la sua presunta mancata condanna di Vladimir Putin.

“I media prendono una frase fuori dal contesto e ti fanno dire ciò che non intendevi dire. In altre parole, bisogna fare molta attenzione. – punta il dito Papa Francesco – Per esempio, con la guerra, c’è stata un’intera controversia per una mia dichiarazione su una rivista dei gesuiti. Ho detto che ‘qui non ci sono né buoni né cattivi’ e ho spiegato perché. Ma hanno preso questa dichiarazione da sola e hanno detto: ‘Il Papa non condanna Putin!’. La realtà è che lo stato di guerra è qualcosa di molto più universale, più serio, e non ci sono buoni e cattivi. Siamo tutti coinvolti e questo è ciò che dobbiamo imparare”, conclude.

Fonte: Business.it

Serena Mollicone, il pm: «L’assassino è Marco Mottola, fu uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce»

 

 

L’unica che potesse dirci chi ha ucciso Serena era Serena stessa ma noi siamo arrivati ad avere una prova scientifica solidissima”.

“Carmine Belli ci dice: il primo giugno vidi litigare Serena con un ragazo davanti al bar a Chioppetelle, non se era Marco Mottola.

Venerdì 1 Luglio 2022, 10:32 – Ultimo aggiornamento: 13:16. «L’autore dell’omicidio di Serena Mollicone è Marco Mottola».

In aula, dinanzi alla corte d’assise di Cassino, presenti quattro dei cinque imputati, assente Marco Mottola.

Se ne è parlato anche su altri media

IL GIALLO DI ARCE Serena uccisa, l’ultimo confronto del brigadiere Tuzi IL PROCESSO Serena uccisa, il giorno dei consulenti della difesa Mottola IL GIALLO DI ARCE Processo Mollicone, oggi parlerà Marco Mottola:. (ilmessaggero.it)

In aula, dinanzi alla corte d’assise di Cassino, presenti quattro dei cinque imputati, assente Marco Mottola. Venerdì 1 Luglio 2022, 10:32 – Ultimo aggiornamento: 13:16. «L’autore dell’omicidio di Serena Mollicone è Marco Mottola». (ilmessaggero.it)

La requisitoria dei pm Beatrice Siravo e Carmen Maria Fusco è iniziata da pochissimo, con l’annuncio che con alta probabilità le richieste di pena per gli imputati del delitto Mollicone – l’ex maresciallo Mottola, la moglie e il figlio Marco; Suprano e Quatrale – verranno avanzate lunedì, prima delle parti civili. (ciociariaoggi.it)

La requisitoria andrà avanti per tutta la giornata e potrebbe proseguire nell’udienza di lunedì 4 luglio quando poi parleranno gli avvocati di parte civile. L’istigazione al suicidio è riferita alla morte del brigadiere dei carabinieri, Santino Tuzi morto nell’aprile del 2008 e tre giorni dopo aver riferito ai magistrati di aver visto Serena Mollicone, la mattina del 1° giugno 2001, entrare nella caserma dei carabinieri di Arce (FrosinoneToday)

Fonte: Informazione.it

UFFICIALE: Svilar è un nuovo giocatore della Roma. Pinto: “E’ un portiere dalle enormi potenzialità”

 

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AS ROMA NEWS – Arriva l’attes aufficialità: Mile Svilar è un nuovo giocatore della Roma. Questo il comunicato della società giallorossa in cui si svela l’accordo quinquennale firmato dal portiere che indosserà la maglia numero 99.

L’AS Roma è lieta di annunciare l’ingaggio di Mile Svilar. Il 22enne arriva in giallorosso dopo l’esperienza al Benfica e ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027.

“Sono entusiasta di essere qui e non vedo l’ora di iniziare”, ha dichiarato Svilar. Quando ho saputo dell’interesse della Roma mi sono esaltato. Poter lavorare con un tecnico come José Mourinho è incredibile e sono pronto a fare tutto quello che posso per aiutare la squadra”.

Nazionale serbo, Svilar è stato il più giovane portiere a giocare da titolare una partita di Champions League al momento del suo esordio. Dopo aver iniziato la carriera all’Anderlecht ha militato per 5 anni nel Benfica.

“Mile è un giovane di grande prospettiva, con enormi potenzialità e una forte etica del lavoro”, ha dichiarato il General Manager dell’area sportiva, Tiago Pinto. “Con il suo acquisto puntiamo non solo a migliorare nel presente ma anche a costruire le basi migliori per il futuro del Club”.

Svilar indosserà la maglia numero 99.

Benvenuto, Mile!

Fonte: Giallorossi.net

Lazio, ufficializzati Cancellieri e Marcos Antonio. Ora si attende il difensore

 

 

Dopo le visite arrivano anche le ufficialità. La Lazio arriva a quota due colpi in questo mercato estivo con Sarri che spera ancora in possibili novità prima della partenza per Auronzo di Cadore fissata il 5 luglio. Intanto il club capitolino ha definitivamente depositato i contratti degli ultimi due arrivati dalle parti di Formello.

E’ già stato pubblicato il comunicato riferito a Cancellieri in seguito alle visite e alla firma: «La S.S. Lazio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Matteo Cancellieri proveniente dall’Hellas Verona. La S.S. Lazio avrà l’obbligo di trasformare la cessione temporanea in definitiva al verificarsi di particolari condizioni sportive». Lotito si è assicurato il classe 2022 per 7 milioni di euro più 1,5 di bonus strappando con ogni probabilità una promessa all’amico Setti in primis per Ilic. Contratto fino al 2027 a 850mila euro l’anno intanto per l’ex giallorosso. L’altra ufficialità, arrivata nella giornata odierna, è quello di Marcos Antonio: «La S.S. Lazio comunica di aver acquisito definitivamente il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marcos Antonio Silva Santos proveniente dal club ucraino Shakhtar Donetsk F.C.». Il brasiliano ha firmato come Cancellieri un quinquennale. Percepirà 900mila euro per i quali la Lazio usufruirà degli sgravi del Decreto Crescita. Resi ufficiali i primi due tasselli, ora Sarri aspetta il difensore, che nei piani di Tare è Mario Gila del Real Madrid Castilla a meno di clamorose accelerazioni per Casale, reduce dal no al Monza

Fonte: Il Messaggero

Il rock dei Deep Purple torna in Italia: la scaletta dei concerti di Roma e Bologna

Deep Purple, la scaletta dei concerti del 2022: tutte le canzoni della storica band di Smoke On the Water e Highway Star.

 

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I giganti del rock tornano a con la loro energia a suonare in Italia. Dopo la lunga pausa imposta dal Covid, anche i Deep Purple, dei dinosauri per alcuni, delle leggende viventi per altri, hanno finalmente ripreso a portare in giro la loro musica in tutto il mondo. E adesso si apprestano a vivere un doppio grande appuntamento anche in Italia, un Paese che da sempre li ha amati e che loro stessi hanno dimostrato più volte di amare. Ecco la possibile scaletta per i due live in programma.

Deep Purple in tour nel 2022

Nell’ambito di un vastissimo tour europeo, che li ha portati e li porterà a esibirsi in Spagna, nel Regno Unito, in Germania, in Francia, nei Paesi scandinavi e non solo, la band guidata da Ian Gillan sarà protagonista anche in Italia con un doppio grande evento.

 

Si parte il 2 luglio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in una location che si adatta perfettamente alla loro musica, energica e sofisticata, in grado di far sognare ma anche di distruggere. E si continua, il giorno dopo, in un contesto totalmente diverso, quello del Bologna Sonic Park.

La scaletta dei concerti dei Deep Purple

Costruire una scaletta per i Deep Purple dovrebbe essere a ogni tour un’impresa. Il loro repertorio è immenso e variegato, le hit non mancano ma la band ha dimostrato, anche in anni più recenti, di essere riuscita ad andare oltre i classici, scrivendo e componendo canzoni che sarebbero degne di essere ascoltate dal vivo.

Per questo loro ritorno in tour dopo la pausa Covid, però, forse considerando anche che potrebbe essere uno degli ultimi tour della loro carriera, Ian Paice e compagni hanno preferito optare su una scaletta costruita quasi come fosse un greatest hits, con poche incursioni al di fuori dei classici indimenticabili della Mark II. Questa la scaletta presentata durante l’evento del 29 giugno in Francia, a Nimes:

– Highway Star
– Pictures of Home
– No Need to Shout
– Nothing at All
– Uncommon Man
– Lazy
– When a Blind Man Cries
– Time for Bedlam
– Keyboard Solo
– Perfect Strangers
– Space Truckin’
– Smoke on the Water
– Caught in the Act
– Hush (cover di Joe South)
– Bass Solo
– Black Night

Fonte: Notizie Musica

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

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