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Incendio a Malagrotta: anni persi e ora il disastro (prevedibile)

Allucinante l’immobilismo di chi non ha provveduto a garantire ai romani un «normale» servizio di gestione di rifiuti. Ora basta con le menzogne e gli scaricabarile

Al di là dell’esito delle indagini e delle rilevazioni, si può già dire che a Malagrotta si rischia un disastro ambientale, peraltro ampiamente prevedibile, causato dall’allucinante immobilismo di chi non ha provveduto a garantire ai romani un «normale» servizio di gestione di rifiuti, così come avviene in ogni grande città europea. Eppure il tempo c’è stato da quando, il primo ottobre 2013, l’allora sindaco Ignazio Marino e il governatore Nicola Zingaretti chiusero la discarica di Malagrotta. Oggi, nove anni dopo, l’incendio di Malagrotta ci dimostra che siamo ancora all’anno zero.

Occorre allora dire con chiarezza che adesso la misura è colma: basta con le menzogne e gli scaricabarile con rimpallo di competenze tra le varie amministrazioni. E’ ora che la magistratura ordinaria e quella contabile, insieme alle responsabilità per l’incendio, accertino anche, una volta per tutte, chi sono, con nome e cognome, i reali responsabili di questo disastro iniziato nove anni fa, tenendo conto che, secondo il codice penale, non impedire un evento che si ha l’obbligo di impedire equivale a cagionarlo.

Ma intanto occorre fare qualcosa. E non c’è dubbio che, a questo punto, vanno attivati tutti i poteri possibili: non solo quelli straordinari attribuiti al sindaco Gualtieri, ma anche quelli tipici per le emergenze che fanno capo, oltre che al sindaco, anche al presidente della Regione e al Governo. Occorre, infatti, adottare subito un piano comune, con la partecipazione di tutte le istituzioni (incluse quelle «tecniche», Ispra e Arpa), per far fronte a questa nuova emergenza, con soluzioni temporanee e provvisorie per il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti, accelerando intanto al massimo i tempi per la soluzione strutturale della questione rifiuti. Occorre far funzionare tutto quello che c’è, potenziare subito la raccolta differenziata, costruire rapidamente i digestori anaerobici, sfruttare al massimo il termovalorizzatore esistente: e, soprattutto, occorre risolvere con decisione il nodo dell’efficienza dell’Ama. Ci aspettano tempi difficili. Ma l’importante è vedere che, nonostante tutto, qualcosa sta cambiando.

Fonte: Corriere Roma

Mercato immobiliare a Roma: i numeri e i trend per i prossimi mesi

 

Il mercato immobiliare nella capitale, scenario indubbiamente complesso e ricco di alternative diverse per quanto riguarda la capacità di spesa, è in un periodo di piena ripresa. Con la possibilità di apprezzare un segno positivo già nel 2020, anno della pandemia, i numeri dell’immobiliare sotto al Cupolone hanno visto un 2021 che si è chiuso con un aumento sia dei prezzi delle case, sia delle compravendite (parliamo rispettivamente di uno 0,7 e di un 31,4% in più rispetto all’anno precedente).

Cosa aspettarsi per i prossimi mesi? Quali saranno i trend da tenere d’occhio? Vediamo le risposte nelle prossime righe di questo articolo.

Roma: le richieste di chi cerca un immobile

Per i prossimi mesi si prevede la conferma di un trend che ha caratterizzato il mercato immobiliare capitolino fin dai primi momenti successivi alla fase più acuta dell’emergenza. Sì, stiamo parlando della ricerca di immobili con sfoghi esterni e possibilmente lontani dal centro che, con la fine delle restrizioni, è tornato ad essere un luogo all’insegna dei grandi flussi turistici.

Per quanto riguarda i quartieri più apprezzati, un doveroso cenno va dedicato a Testaccio. Un tempo zona popolare, oggi è diventato una delle aree più “in” di Roma. Amato soprattutto dai giovani, questo quartiere si distingue per la presenza di immobili di pregio, ma anche per un’interessantissima offerta culturale.

Anche se il focus si è spostato verso zone lontane dal centro storico, l’appena citata area di Roma rimane comunque molto richiesta. Parlare delle scelte e delle richieste degli utenti che la prendono in considerazione per acquistare casa vuol dire, per forza di cose, chiamare in causa la situazione di Campo de’ Fiori, piazza famosa in tutto il mondo che, come segnalato da più esperti del settore immobiliare, è al centro di un vero e proprio boom legato alla richiesta di soluzioni abitative di piccole dimensioni.

Sempre in questa zona della capitale si segnala un rinnovato fermento relativo agli investimenti stranieri, operazioni che riguardano in particolare le locazioni turistiche, tornate a macinare numeri positivi con la fine delle restrizioni nazionali e internazionali.

La prima casa perfetta

Quali sono le richieste di chi cerca la prima casa a Roma? Oltre alla già citata presenza di sfoghi esterni, si segnala il desiderio di una vista il più affascinante possibile – e da questo punto di vista Roma offre tantissimo – così come la presenza dell’ascensore.

Come orientarsi nel mercato immobiliare romano

Trovare casa a Roma è tutto tranne che facile. Come già detto, siamo davanti a un contesto ricco di offerte a prezzi e metrature differenti. Tra i consigli da tenere in considerazione per orientarsi al meglio rientra il fatto di controllare, nel momento in cui ci si focalizza su un immobile, la vicinanza ai mezzi pubblici e, in generale, la distanza rispetto al proprio luogo di lavoro. Roma, infatti, è una città immensa. Non sono rari i casi di persone che, non avendo fatto attenzione all’aspetto appena citato, si trovano ogni giorno a perdere ore e ore nel traffico capitolino per via del percorso lungo da coprire da casa al lavoro.

Un altro suggerimento di grande importanza – anch’esso purtroppo non sempre considerato nella sua rilevanza – riguarda la selezione delle fonti. Le offerte immobiliari in una città così grande sono a ragione definibili come una vera e propria giungla. Per fortuna esistono bussole come il sito ImmobiliOvunque che aiutano a trovare la strada giusta. Questo portale si distingue infatti per la presenza di annunci relativi a case vendita Roma redatti esclusivamente da agenzie immobiliari.

Lato utente finale si ha quindi la garanzia di una scrematura iniziale e di una precisione che, al netto di buona fede e buona volontà, sono impensabili quando a proporre l’immobile è un privato.

Fonte: Castelli Notizie

Motta sul palco di Villa Ada: «Sarà come sentirmi a casa»

Il cantautore in concerto: «Questi concerti sono il racconto di come sono adesso»

 

 

“Salire sul palco di Villa Ada sarà come sentirsi a casa — dice Francesco Motta — Ancora oggi ricordo i miei concerti lì come i migliori mai fatti”. Venerdì 17 giugno una delle più intriganti voci della nuova canzone d’autore italiana si esibirà in un live per ripercorrere la sua storia da solista lunga appena sei anni, partita nel 2016 con La fine dei vent’anni, autoritratto in musica capace di mettere a fuoco un’intera generazione. «Sono 35 anni che mi porto dentro le mie canzoni», scherza il cantautore nato a Pisa che, da molto tempo ormai, ha messo su casa a Roma. «È una città che mi ha dato tantissimo, le sono molto affezionato. Mi perdo nella sua bellezza che non cambia mai — spiega — sono entrato nell’anno in cui posso dire di avere vissuto qui più che in qualsiasi altro posto».

Ci sarà nella scaletta della serata anche la sua Roma stasera (mi prendi dal collo/Mi tieni in ginocchio/Mi bagni e poi mi lasci per terra) , affresco della Capitale ma anche, sottolinea lui, «specchio di questa Italia, bellissima ma malata». Con Motta saliranno sul palco Cesare Petulicchio (batteria), Giorgio Maria Condemi (chitarre), Carmine Iuvone (violoncello), Matteo Scannicchio (tastiere ed elettronica) e Francesco Chimenti (basso e violoncello). Questo tour estivo, in spazi aperti, segue quello invernale nei club. «Quando suoni in un locale — spiega — è come se tutta l’energia che si sprigiona rimanesse dentro a una stanza. Poi, dopo i due anni di pandemia, ritrovarmi sul palco con il pubblico davanti è stato come recuperare un senso di comunità, uno choc meraviglioso. Ma non vuol dire che certe emozioni non si possano provare anche in luoghi all’aperto».

Due tour di seguito, uguali o diversi? «Ora abbiamo messo il piede sull’acceleratore — racconta — adesso c’è anche una parte molto psichedelica. Questi concerti sono il racconto di come sono adesso». Rivivranno i brani dei tre album da solista: La fine dei vent’anni (2016), Vivere o morire (2018) fino a Semplice (2021), durante il primo lockdown. «Ho lasciato Roma per andare a vivere in campagna, a Sacrofano — ricorda — ci sono rimasto sei mesi. Viaggiare, condividere la vita con altre persone è la linfa della mia musica. Invece, in quel periodo, non si poteva fare niente di tutto questo. Così ho provato a guardarmi dentro e ho trovato un modo diverso per scrivere le mie canzoni». Tornare ai concerti, racconta, è stato un modo per tornare alla realtà. «Salire su un palco per me è sempre venuto prima del comporre. Se mi avessero detto che questa ritualità si sarebbe spezzata per due anni non ci avrei creduto. Il contatto con il pubblico è fondamentale. Ogni sera è differente, perché persone diverse danno significati diversi alle tue canzoni. Per questo non mi annoio mai dal vivo».
Intanto Motta ha già iniziato a scrivere brani per il prossimo album. «Mi piace fare il musicista, non posso più tornare indietro».

Sora: Infiorata del Corpus Domini, cresce l’attesa per l’edizione 2022

Numerose le associazione del territorio impegnate nell’allestimento del tappeto floreale

 

 

Tutto pronto per l’edizione targata 2022 dell’Infiorata del Corpus Domini, uno dei più suggestivi appuntamenti della Città di Sora. Domenica 19 giugno i tradizionali tappeti artistici torneranno ad impreziosire il centro storico. Tante le associazioni al lavoro per la realizzazione di questa gigantesca opera artistica che si dispiegherà su una superficie lineare di quasi un chilometro. Attesi in città centinaia di visitatori e turisti.

Saranno impegnati nell’allestimento: Cattedrale Santa Maria Assunta, Centro minori S. Luca-Cattedrale, Ass. Il Faro onlus, A.D.O. (Associazione dei Dipendenti Ospedalieri) , Associazione Valcomperta, Associazione S. Domenico, Associazione Iniziativa Donne, Istituto comprensivo Sora 2, Associazione via Napoli, Valter Tersigni bimbi Ucraina, Associazione S. Vincenzo, Pro Loco e Gruppo Gianni Iacobelli, Comunità Passionista, Agesci, Associazione Noi per S.Rocco, A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini), Associazione SoraAntica, Gruppo Ragazzi Street Art, Centro Sociale Canceglie e Associazione S. Silvestro.

Come vuole la tradizione i lavori dell’Infiorata prenderanno il via nel tardo pomeriggio di sabato 18 giugno e proseguiranno nel corso della notte, concludendosi all’alba di domenica. Per comporre i tappeti, raffiguranti immagini sacre, gli infioratori utilizzeranno varie tipologie di materiali come segatura, sale colorato, fiori, semi e riso soffiato. Con la tradizionale infiorata Sora vuol celebrare il giorno del Corpus Domini quando, alle ore 18.30, Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo della Diocesi di Sora Cassino Aquino e Pontecorvo, presiederà la solenne Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale Santa Maria Assunta. A seguire, il Vescovo scenderà con il Santissimo Sacramento la scalinata della cattedrale per la tradizionale processione nel centro storico.

“Quest’anno torneremo a vivere con rinnovata partecipazione la solennità del Corpus Domini. Ringraziamo tutte le realtà associative, le scuole e i volontari che collaboreranno alla realizzazione dell’Infiorata, rendendo la nostra città ancora più viva e attrattiva. L’edizione 2022 si preannuncia straordinaria per la particolare bellezza dei quadri e per l’entusiasmo che anima tutti i gruppi coinvolti” dichiarano il Sindaco Luca Di Stefano e il Vice Sindaco Maria Paola Gemmiti.

 

ROMA – Estate per i golosi di gelato e ghiaccioli a Roma all’insegna dei beni culturali e simboli della città con la nascita di “Colosseum Ice Pops”.

A proporre il ghiacciolo dedicato al Colosseo è la gelateria internazionale, Lucciano’s, attività imprenditoriale degli italo argentini Christian e Daniel Otero nata nel 2011 in Argentina che conta 60 punti, di cui 55 in tutto il Sud America e diversi negli Stati Uniti (Orlando e New Jersey)

Il punto vendita nella Capitale, aperto all’inizio di aprile nella zona storica di Fontana di Trevi e primo in Europa, propone 24 gusti di gelato sfuso e gli Icepops.

I gusti sfusi spaziano da frutte (tutte vegane) come la classica Fragola, il Mango o il Lime a creme quali il Super Zabaione, il Cioccolato Luccianos con bon bon di nocciole e il Cioccolato bianco con Pistacchio Crock.

Non manca il legame con l’Argentina con la proposta del Dulce de Leche con dulce de leche, una crema a base di latte Premium Argentino e variegato con dulche de leche. Variegata anche la selezione dei Lucciano’s Icepopos creati nel laboratorio interno di diverse forme e colore.

Inoltre la gelateria è l’unico brand ad avere i diritti della Universal Pictures per produrre un Icepops “dalle sembianze dei piccoli e simpatici aiutanti gialli di Gru, il protagonista del cartone animato “Cattivissimo me”.

Fonte: Ansa

Per tutte le info: info@roma-news.it

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