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Festa della Roma al Circo Massimo. Tifosi in delirio per Mourinho

Il pullman scoperto con i giocatori scortato da migliaia di supporters. La capitale si colora di giallorosso dopo il trionfo in Conference League. Striscioni e sfottò contro i rivali della Lazio

La festa della Roma per la conquista della Conference League colora di giallo e rosso la capitale. Appuntamento oggi al Circo Massimo per la celebrazione del trionfo europeo della squadra di Josè Mourinho. Dopo aver conquistato la prima coppa europea dal 1961, i calciatori e Mourinho, l’allenatore più vincente in Europa della storia, l’unico ad aver vinto Champions League, Europa League e Conference League, festeggiano con il popolo giallorosso.

Migliaia di tifosi hanno raggiunto il Circo Massimo a piedi, in moto e in macchina, dove sono attesi i pullman scoperti della squadra giallorossa e dello staff di Mou partiti da Via dell’Arcadia. Secondo fonti di Polizia, le persone presenti al Circo Massimo sarebbero circa 100mila. La zona attorno al Circo Massimo e al Colosseo è off-limits, tra chiusure e limitazioni. La polizia locale ha predisposto l’impiego di centinaia di agenti per monitorare la situazione del traffico, sulla quale influisce anche il rientro dei pendolari. Particolarmente intasata la circolazione a Terme di Caracalla e a Porta San Paolo. 

Via di San Gregorio accanto al Colosseo è un tappeto di colore giallorosso. Tantissime bandiere: accanto a quelle giallorosse, si notano anche vessilli dell’Italia, del Portogallo (in onore dello Special One) oltre che quella degli Stati Uniti (omaggio al presidente della Roma, l’americano Dan Friedkin). Immancabili le trombette, i fumogeni e gli striscioni. Tra i più coloriti uno che trasforma ‘Erasmo’ in un ironico “Orgasmo da Rotterdam”.

“Mourinho per sempre” recita un altro drappo appeso su un balcone di una casa adiacente al Circo Massimo. Quello tra il tecnico portoghese e i tifosi della Roma è un amore iniziato sin dal primo giorno e che si è consolidato ancora di più con la vittoria della neonata competizione europea. L’uomo di Setubal è apparso tranquillo e sorridente con la maglietta della Roma sul pullman. “Josè Mourinho la la la” e “Mourinho uno di noi” riecheggia forte nelle strade. Il portoghese si alza in piedi, ringrazia e saluta tutti.

Sul pullman scoperto dei giocatori poi è apparso un altro striscione dedicato ai ‘cugini’ biancocelesti. Nulla di offensivo stavolta, solo una sorta di ammonimento: “Laziali tira una brutta aria”. I pullman proseguono lentissimo tra la folla in delirio e con un caldo torrido che costringe i calciatori a mettersi a torso nudo. Fra i più scatenati c’è Nicolò Zaniolo. Il man of the match della finale di Tirana lancia cori, si sbraccia e canta a squarciagola insieme ai tifosi capitolini. Insieme a lui anche Gianluca Mancini e Roger Ibanez, che mostrano con fierezza la coppa della Conference League.

Energia, Mattarella incontra Tebboune: “Tra Italia e Algeria amicizia storica e strategica”

Siamo riconoscenti all’Algeria per l’ulteriore intensificazione di questa collaborazione, così come registrato, nei mesi scorsi, nei contatti intercorsi con il nostro governo”, afferma il Capo dello Stato.

 

 

Tra Italia e Algeria esiste “un’amicizia solida” e un “importante partenariato strategico“, a cominciare dall’energia. “Siamo riconoscenti all’Algeria per l’ulteriore intensificazione di questa collaborazione, così come registrato, nei mesi scorsi, nei contatti intercorsi con il nostro governo”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie l’omologo algerino Abdelmadjid Tebboune, giunto in Italia in visita di Stato al Quirinale.L’Italia è un Paese amico”, ha ribadito il Capo dello Stato della nazione africana.

Transizione ecologica

La nostra collaborazione per l’energia si estende naturalmente alla ricerca di cooperare insieme nel segno della transizione ecologica, per intensificare la definizione e lo sviluppo delle forme di energia alternativa, rinnovabili, che consenta anche di dare una risposta alla crisi climatica che vi è nel monto, attraverso l’unica strada percorribile”, continua Mattarella.

Il Capo dello Stato italiano ha ricordato che la collaborazione tra Italia e l’Algeria non riguarda solo l’energia, ma è anche “di carattere culturale, che nasce da civiltà comune, da una comune vocazione mediterranea, da tanti legami storici che ci uniscono e legano”. 

Le crisi internazionali

La sintonia riguarda anche “alcune crisi internazionali. Abbiamo parlato della Libia, registrando, come sempre, una piena convergenza di vedute e di prospettive di visione, nell’interesse del popolo libico, nell’interesse che si sviluppi un incontro tra le parti libiche perché si risolva ogni contrasto e si trovi una soluzione condivisa che non può che passare attraverso le elezioni, da tenere su base costituzionale condivisa, il più presto possibile. Abbiamo parlato anche della Tunisia, dell’esigenza di sostenerne l’economia in questo momento così grave, per consentire che si giunga a un approdo democratico con le elezioni, ma con un’economia che venga messa in sicurezza rispetto alle gravissime difficoltà che oggi attraversa”. 

Tebboune è d’accordo con Sergio Mattarella: “Tra Algeria e Italia possiamo registrare ovunque un accordo totale in tutti i settori, a partire da quanto sta accadendo nel Maghreb arabo, nel Mar Mediterraneo e in tutti i rapporti di cooperazione tra i nostri Paesi. Siamo convinti di rafforzare questa nostra relazione, oltre a quella energetica”. 

Fonte: Inews24.it

Draghi, il governo è qui per servire l’Italia non per stare fermo

L’intervento al congresso della Cisl: ‘Il governo è qui per servire l’Italia non per stare fermo’

 

“Il Governo si è mosso con rapidità per tutelare i lavoratori di fronte alle molte crisi di questi anni.

Abbiamo introdotto l’assegno unico per i figli”, “con la riforma dell’IRPEF abbiamo sostenuto i redditi delle famiglie, soprattutto le più deboli.

Questi maggiori trasferimenti valgono a regime quasi 14 miliardi di euro e rendono il nostro sistema fiscale più razionale e progressivo. Prevediamo che la pressione fiscale quest’anno cali di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno scorso – la riduzione più consistente degli ultimi sei anni”. Lo dice il premier Mario Draghi al congresso della Cisl. 

“Condivido molto – ha detto aprendo il suo intervento il premier –  il titolo che avete scelto per il vostro congresso. ‘Esserci per cambiare’, una frase che racchiude il senso di questo governo, siamo qui per fare quello che serve all’Italia, non per stare fermi e siamo qui per farlo insieme a voi, alle parti sociali”.

Il premier ha parlato anche delle troppe morti bianche nel nostro Paese. “Molto – ha evidenziato – resta ancora da fare, a partire dalla sicurezza dei lavoratori. Voglio ricordare, ancora una volta, le persone che hanno perso la vita mentre lavoravano, oltre 1.200 nel solo 2021. Alle loro famiglie, ai loro colleghi, esprimo la più sentita vicinanza del governo e mia personale. Con la collaborazione attiva di voi sindacati, siamo intervenuti per rafforzare e rendere più partecipato il sistema dei controlli. Potenziare le attività ispettive, però, non basta. Le aziende devono fare attività di formazione, di manutenzione, di prevenzione.È un tema di civiltà, che qualifica una democrazia”.

“Interveniamo – ha sottolineato invece parlando della questione del gas – per rafforzare la nostra economia in modo strutturale, per renderla più competitiva e più sostenibile. Nelle scorse settimane, abbiamo raggiunto accordi con diversi Paesi – dall’Algeria all’Azerbaigian – per ridurre la nostra dipendenza dal gas russo e rafforzare la nostra sicurezza energetica. In settori strategici come i semiconduttori e le batterie abbiamo stanziato somme ingenti e avviato progetti innovativi per riportare la produzione in Europa e ridurre la dipendenza dall’estero. Accorciamo le catene del valore in settori come il farmaceutico e i materiali critici, e investiamo sulla sicurezza alimentare. Con il PNRR, investiamo nella transizione energetica e in quella digitale”.

Fonte: Ansa

Il governo ha trovato la soluzione per le concessioni balneari

 

 

Sarà il governo a definire i criteri degli indennizzi da riconoscere agli imprenditori del settore balneare che non dovessero riuscire a rinnovare le concessioni con il demanio. È la soluzione trovata dalla maggioranza e dall’esecutivo. L’intesa supera l’ultimo ostacolo per il via libera al ddl Concorrenza.

Il provvedimento è stato approvato dalla commissione Industria di Palazzo Madama e lunedì sarà votato in prima lettura dall’Aula, come aveva chiesto nei giorni scorsi il presidente del Consiglio, Mario Draghi, con una lettera inviata al presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, si legge nell’emendamento frutto dell’accordo, il ministero delle Infrastrutture e quello del Turismo dovranno varare dei decreti delegati con la “definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente” che sarà “a carico del concessionario subentrante”.

Il nodo sulla scadenza delle concessioni era stato già sciolto nei giorni scorsi. Dovranno essere messe a gara entro il 31 dicembre del prossimo anno ma è stato stabilito che “in presenza di ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva” entro quella data – per “la pendenza di un contenzioso” o per “difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa” – l’autorità competente “con atto motivato” può rinviare i termini “per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024”.

Un anno di tempo in più – dunque – per gli attuali titolari della concessione. Con altri decreti il governo dovrà poi definire la disciplina delle procedure selettive, che – è stato stabilito – dovrà tener conto di diversi criteri. Per la scelta del concessionario si dovrà dare “valorizzazione” e “adeguata considerazione” anche “dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione” e “della posizione dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura selettiva, hanno utilizzato una concessione quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare”.

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Dichiarazione precompilata 2022: date e scadenze

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la dichiarazione dei redditi precompilata 2022 e con essa è stato messo online anche il calendario con tutte le date e le scadenze.

 

 

Ecco date e scadenze da segnare sul calendario e da ricordare per la dichiarazione precompilata 2022 (730 e Redditi).

31 maggio – È possibile:

  • accettare, modificare e inviare la dichiarazione 730 precompilata all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web;
  • modificare e inviare il modello Redditi precompilato
  • utilizzare la compilazione assistita per gli oneri detraibili e deducibili da indicare nel quadro E

06 giugno – È possibile:

  • inviare il modello Redditi aggiuntivo del 730 presentando il frontespizio e i quadri RM, RS, RT e RW
  • inviare il modello Redditi correttivo per correggere e sostituire il 730 o il modello Redditi già inviato
  • annullare il 730 già inviato e presentare una nuova dichiarazione tramite l’applicazione web. L’annullamento del 730 si può fare solo una volta: fino al 20 giugno

20 giugno – Ultimo giorno utile per annullare tramite l’applicativo web il 730 già inviato.

30 giugno – Ultimo giorno per il versamento di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

22 agosto – Ultimo giorno utile per il versamento, con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

30 settembre – Ultimo giorno utile  per la presentazione del 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web.

10 ottobre – Ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore.

25 ottobre – Ultimo giorno per presentare, al Caf o professionista abilitato, il 730 integrativo, possibile solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata.

10 novembre – Ultimo giorno utile per la presentazione del 730 correttivo di tipo 2 all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web.

30 novembre – Ultimo giorno utile per:

  • la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730
  • la presentazione di Redditi aggiuntivo del 730 (frontespizio e i quadri RM, RS, RT e RW)
  • il versamento del secondo o unico acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi

28 febbraio – Ultimo giorno utile per la presentazione del modello Redditi precompilato “tardivo” (entro 90 gg. dalla scadenza) e per scaricare il modello Redditi PF On line 2022.

Fonte: Blog Casa.it

Femminicidi: il Senato vota su uomini violenti, più cure per prevenire

 

 

Dopo le misure punitive del Codice Rosso contro i mariti e i compagni violenti, arrivano le misure preventive, con l’idea che essi siano sottoposti a trattamenti in appositi Centri specializzati: a metterle a punto è stata la Commissione di inchiesta sul femminicidio che ha predisposto una relazione sui “percorsi trattamentali per uomini autori di violenza nelle relazioni affettive e di genere”, approvata all’unanimità e che domani sarà discussa e votata dall’Aula del Senato.

La relazione identifica una serie di soggetti potenzialmente interessati ai percorsi di rieducazione, e per ciascuno di essi suggerisce ulteriori novità di legge. Innanzi tutto ci sono gli uomini già condannati che accettano di seguire questi percorsi, che però sono attivi in soli 52 penitenziari su 180 complessivi. Si può pensare a un accesso alla libertà condizionale solo per chi si sottopone a tali terapie.

Altra situazione è quelle degli uomini violenti che hanno scontato la pena ed oggi sono fuori, ma per i quali la recidiva è dietro l’angolo; oppure gli uomini che hanno iniziato in carcere il percorso di riabilitazione ma non l’hanno concluso avendo finito di scontare la pena. Inoltre ci sono gli uomini non ancora condannati ma posti in carcere preventivo: anche per essi è pensabile l’accesso ai domiciliari al termine del percorso di riabilitazione.

Un ultimo gruppo di soggetti potenzialmente interessati – si legge nella Relazione – “è rappresentato dagli uomini che sono autori di violenza ma non sono stati denunciati o rispetto ai quali non sono state ancora adottate misure restrittive” che “costituiscono la parte più ampia degli autori di violenza”, e nel loro caso “si opererebbe in autentica prevenzione del reato, piuttosto che nella sua punizione o correzione postuma”.

A questa molteplicità di situazione si può rispondere potenziando i “Centri per il trattamento degli uomini maltrattanti” che tuttavia sono pochi sul territorio italiano e per i quali non esistono ancora leggi per adottare linee guida nazionali o per il loro accreditamento. Senza parlare degli scarsi finanziamenti finora messi in campo (8 milioni nell’ultima legge di Bilancio).

“I Centri per la rieducazione degli uomini autori di violenza, svolto in rete con i Centri antiviolenza, con le Forze dell’ordine, con i servizi pubblici, gli enti istituzionali e la magistratura, costituiscono un servizio di interesse pubblico e come tale deve essere finanziato con risorse pubbliche”, sottolinea la relazione. La relazione si conclude sollecitando la rapida approvazione di due ddl, già incardinati in Senato, che contengono nel dettaglio le norme da aggiungere a quelle esistenti, da far poi confluire in un Testo Unico.

Fonte: La Voce D’Italia

Per tutte le info: info@roma-news.it

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