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La Roma batte il Feyenoord 1-0 e vince la Conference League

Decide il gol di Zaniolo al 32′. Era dal 2010 che una squadra italiana non vinceva una coppa in Europa. Le lacrime di Mourinho

La Roma a 31 anni dalla sua ultima finale europea trionfa a Tirana, conquistando la Conference League, alla sua prima edizione, battendo in finale il Feyenoord 1-0. 

Il gol vittoria dei giallorossi è firmato da Zaniolo al 32′ del primo tempo, risultato tenuto dalla squadra di Mourinho con le unghie e con i denti fino al 95′. Una gara di tecnica e cuore che regala alla Roma un trofeo europeo che mancava dalla Coppa delle Fiere del 1961. Per Mourinho è il quinto trionfo in una Coppa Europea, dopo due Champions (Porto e Inter) e due Europa League (Porto e Manchester United): è il primo e l’unico tecnico ad aver vinto in tutte e tre le competizioni Uefa. Il portoghese alla fine del match ha pianto per la commozione.

L’Italia torna a sollevare un trofeo europeo dopo 12 anni dall’Inter del triplete dello stesso Mourinho, vincitore della Champions con il Bayern Monaco.

La cronaca

Per la finale di Tirana José Mourinho schiera Pellegrini e Zaniolo sulla trequarti alle spalle di Abraham. Con Mkhitaryan a centrocampo con Cristante. Per il resto la formazione tipo. Il tecnico dle Feyenoord Arne Slot si affida all’esperienza di Senesi in difesa, alla qualità di Kocku a centrocampo e a Dessers come terminale
offensivo.

Il Feyenoord parte con un pressing asfissiante ma la Roma riesce a rispondere senza rischiare in avvio. Al 15′ Pellegrini avvia il contropiede ma scivolando perde l’abbrivio iniziale e manca il passaggio filtrante verso Zaniolo in profondità. Proprio dopo un quarto d’ora però i giallorossi perdono Mkhitaryan ha una ricaduta dopo l’infortunio di un mese fa al flessore della coscia destra. L’armeno lascia il campo per fare posto a Oliveira. La squadra di Mou non si intimorisce e al 24′ arriva una palla illuminante con l’esterno di Pellegrini ma Zaniolo per questioni di pochi centimetri non aggancia la sfera nel cuore dell’area di rigore. Poco dopo sponda di Abraham invitante per Pellegrini che non arriva però sul pallone. Gli olandesi arretrano leggermente il baricentro e la Roma trova il vantaggio: al 32′ Mancini pesca con un lancio lungo Zaniolo, che controlla bene di petto in area e anticipa Bijlow con la punta del piede sinistro per l’1-0 della Roma. Gli olandesi provano a reagire e al 41′ ci prova dalla distanza Kocku ma il tiro è troppo centrale e Rui Patricio blocca in due tempi.

Feyenoord subito in pressione ad inizio secondo tempo e Roma in difficoltà. Al 47′ sugli sviluppi di un corner, Trauner sbuca dietro tutti e colpisce il palo. Qualche secondo più tardi, sul tiro a botta sicura di Til, Rui Patricio si supera e salva il risultato. Gli olandesi chiedono il rigore per un tocco di mano di Cristante ma l’arbitro dopo il controllo del Var fa proseguire. Al 50′ altra occasione per il Feyenoord: conclusione potente dal limite di Malacia ma Rui Patricio si allunga e devia sul palo. La Roma cerca di alleggerire la pressione olandese e al 52′ Abraham se ne va e viene trattenuto da Senesi per un braccio ma l’arbitro lascia incredibilmente correre con l’inglese che si dispera. Al 58′ prova la conclusione Kocku da posizione defilata ma viene schermata da Smalling in scivolata.

La Roma appare stanca e Mourinho cambia inserendo Veretout per Zaniolo e Spinazzola per Zalewski, con Pellegrini che va ad affiancarsi ad Abraham. Proprio il centrocampista francese da azione d’angolo si avventa su una palla vagante e conclude in porta ma Bijlow si oppone e nega il raddoppio ai giallorossi. All’85’ Pellegrini si smarca e si divora la rete del raddoppio Bijlow abbassa la saracinesca e mantiene vive le speranze degli olandesi. Poi la Roma tiene agli ultimi attacchi degli olandesi e la festa può cominciare a Tirana e all’Olimpico di Roma.

Zaniolo: “Realizzo un sogno”
“E’ bellissimo, oggi realizzo un sogno da bambino. E’ una vittoria tutta per questi tifosi fantastici. Siamo una squadra forte, forse non sappiamo ancora noi quanto, ci godiamo questa vittoria per noi e per Roma”. Lo ha detto a Sky l’attaccante azzurro Nicolò Zaniolo, autore del gol vittoria della Roma.

Pellegrini: “Ora festeggiamo e ripartiamo”

“Dopo queste belle vittorie è difficile ripartire. Una squadra vera vince, festeggia e riparte”. Lo ha detto il capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini, ai microfoni di Sky dopo la vittoria in finale. Per lui, romano e romanista, “è qualcosa di diverso vincere con questa maglia e con questa fascia, mai mi sarei immaginato a 25 anni di togliermi questa soddisfazione. È un momento bello, bisogna festeggiare, fissiamolo in testa. I tifosi? A loro un immenso grazie, oggi abbiamo restituito un pezzettino di tutto quello che ci hanno dato”.

Il tabellino

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 7; Mancini 7, Smalling 7, Ibañez 7; Karsdorp 6.5 (43’st Viña sv), Mkhitaryan sv (17’pt Oliveira 6), Cristante 6.5, Zalewski 5.5 (21’st Spinazzola 6); Pellegrini 6.5, Zaniolo 7.5 (21’st Veretout 6); Abraham 5.5 (43’st Shomurodov sv). In panchina: Fuzato, Perez, Maitland-Niles, Kumbulla, Bove, Afena-Gyan, El Shaarawy. Allenatore: Mourinho 7

FEYENOORD (4-2-3-1): Bijlow 6; Geertruida 6, Trauner 4.5 (29’st Pedersen sv), Senesi 6, Malacia 6 (43’st Jahanbakhsh sv); Aursnes 6, Kokcu 5.5 (43’st Walemark sv); Nelson 5.5 (29’st Linssen sv), Til 6 (14’st Toornstra 5.5), Sinisterra 5; Dessers 5.5. In panchina: Jansen, Hendrix, Sandler, Cojocaru, Marciano, Hendriks, Hall. Allenatore: Slot 5.5

ARBITRO: Kovacs (Romania) 5.5.

RETI: 32’pt Zaniolo.

NOTE: serata serena, campo in buone condizioni. Ammoniti: Trauner, Pellegrini, Zalewski, Rui Patricio, Spinazzola. Angoli 4-6. Recupero: 4′ pt, 5′ st.

Fonte: Rai News

Cannes: tutti pazzi per i Måneskin

 

 

Con un’eleganza sempre scintillante, ma più “sobria” del solito, fanno il loro ingresso trionfale sul red carpet di Cannes i romani Måneskin, per l’anteprima mondiale di “Elvis”, il biopic diretto da Baz Luhrmann. Al gala al Grand Theatre Lumière oltre alla band, spiccano il talentuoso Austin Butler (che interpreta il protagonista) e il premio Oscar Tom Hanks (manager del Re del Rock ‘n’ Roll’). Ma fotoreporter e pubblico impazziscono al passaggio di Damiano, Victoria, Thomas & Ethan, presenti nella colonna sonora del film con la loro interpretazione dell’iconica “If I Can Dream”.

Elvis secondo i Måneskin

«In un certo senso Elvis ha creato l’idea di superstar nella musica. È stato il primo a sperimentare ciò che altri artisti stanno vivendo oggi». È il commento di Damiano David su Elvis Presley. «Nella sua musica ha mescolato culture diverse: è partito dalla musica nera che amava (rhythm ‘n’ blues e gospel), ha cambiato le cose. Ha portato la musica nera a un pubblico bianco in un’epoca in cui tutto era separato: un atto antirazzista».

Dopo il film il live

E sul rapporto tra Elvis e il colonnello Parker (Tom Hanks), tra i primi super manager della vecchia scuola, il leader dei Maneskin non ha dubbi: «Elvis non sapeva come fare. Aveva vent’anni quando ha sfondato, oggi lo sappiamo meglio, allora non poteva chiedere consigli agli altri».

E dopo la proiezione, la notte è ancora piccola. Sul palco allestito per la Festa di Elvis targata Warner Bros, i Måneskin si esibiscono live, giusto per far salire ancora di più la febbre rock.

Fonte: Metro

Giorgio Napolitano lascia la terapia intensiva dopo l’intervento di sabato

 

 

È uscito dal reparto di terapia intensiva Giorgio Napolitano, ricoverato da alcuni giorni all’Inmi Lazzaro Spallanzani. Il presidente della Repubblica emerito, 96 anni, sabato è stato sottoposto a un intervento chirurgico all’addome.

Come spiega in una nota l’Istituto Spallanzani, l’operazione “ha avuto un esito positivo” e dopo alcuni giorni in osservazione Napolitano “ha lasciato la terapia intensiva ed è stato trasferito in reparto”. Per quanto riguarda le condizioni del presidente emerito, lo Spallanzani comunica che “il paziente è vigile e stabile“.

Le parole dei medici dopo l’intervento a Napolitano

Secondo quanto appreso domenica scorsa dall’Adnkronos da ambienti sanitari, è stato buono il decorso post operatorio del presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottoposto a un intervento chirurgico sabato e poi ricoverato in terapia intensiva dell’Inmi Spallanzani. Se il decorso continuerà a essere positivo, avevano sottolineato le stesse fonti.

Subito dopo l’intervento l’Istituto Spallanzani di Roma aveva fatto sapere con una nota che “il presidente Emerito della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico dall’equipe di Giuseppe Maria Ettorre presso il Dipartimento interaziendale dell’azienda San Camillo-Forlanini ed Inmi Spallanzani”. “L’intervento condotto con tecnica mininvasiva è riuscito. Attualmente il paziente è ricoverato presso la terapia intensiva dell’Inmi Spallanzani. Il presidente è sveglio con quadro clinico stazionario. La prognosi resta riservata”, spiegava la nota.

“Il presidente sta bene ed è sveglio. Ha superato l’intervento, ma ovviamente è in terapia intensiva in prognosi riservata. Non posso dire di più” aveva dichiarato all’Adnkronos Salute di Ettorre, capo dell’équipe che ha operato Napolitano.

Nato il 29 giugno 1925, figlio dell’avvocato, poeta e saggista Giovanni Napolitano e di Carolina Bobbio, Giorgio Napolitano è stato l’11º Presidente della Repubblica Italiana dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015 e il primo della storia italiana a essere stato eletto per un secondo mandato.

Fonte: Silenzi e Falsità

I 100 anni di Enrico Berlinguer, Mattarella: ‘Sempre attuale per il Paese’

A Sassari le celebrazioni

 

 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio a Enrico Berlinguer in una cerimonia all’Università di Sassari parlando dello storico segretari del Pci come di un “protagonista della vita del Paese che ha dimostrato un profondo rispetto per la costituzione e le sue regole e un’attenzione morale costantemente espressa e sollecitata.

Due aspetti inscindibili tra loro e strettamente collegati che rappresentano con un messaggio sempre attuale per la nostra Repubblica”.

Un intervento vero e proprio del Capo dello Stato non era previsto, ma si è trattato di un breve saluto poco prima della conclusione della cerimonia.

Cento anni fa, il 25 maggio 1922, nasceva a Sassari Enrico Berlinguer, l’uomo destinato a entrare nella storia del Partito Comunista, che sotto la sua guida toccò il massimo consenso elettorale con il 34,4% nel 1976, e della Repubblica italiana.
L’uomo del “compromesso storico” con la Dc, l’uomo che seppe tracciare un solco fra il comunismo italiano e quello sovietico.

 Su di lui si è scritto e detto tutto, complimenti e critiche. Enzo Biagi di lui disse, “è uno dei pochi politici che mantiene la parola”. Roberto Benigni, a una celebre manifestazione del Fgci a Roma nel 1983, lo prese in braccio sul palco, rendendolo, se mai ci fosse stato bisogno, ancora più popolare e umano, e disse, “Questo è un comunista autentico”.

Continua a leggere su: Ansa

Pnrr: Draghi, più controlli per proteggere i fondi dalle mafie, per il contrasto serve l’aiuto di tutti

Il premier: contro la mafia priorità del governo è il lavoro, le mafie si insediano in cda e aziende, dobbiamo proteggere economia

 

 

«Per proteggere i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza semplifichiamo le procedure, miglioriamo il sistema di contrasto alle infiltrazioni, rafforziamo i controlli. Ampliamo gli strumenti a disposizione dei prefetti, come la prevenzione collaborativa, senza creare nuovi ostacoli per le imprese». Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, parlando a un convegno a Milano per il trentesimo anniversario della Dia. Tutto questo, prosegue il capo dell’Esecutivo, «lo facciamo per difendere la straordinaria opportunità che il Pnrr ci offre, la nostra credibilità verso i cittadini e i partner europei».

«Oggi le mafie si insinuano nei cda da Nord a Sud»

Oggi la mafia è cambiata, ha detto Draghi, e «rispetto a trent’anni fa, ha assunto forme nuove, ma altrettanto temibili». «Non viviamo più l’incubo dello stragismo, del terrorismo di stampo mafioso. Le mafie – ha affermato – si insinuano nei consigli damministrazione, nelle aziende che conducono traffici illeciti – al Nord e nel Mezzogiorno. Inquinano il tessuto economico, dal settore immobiliare al commercio all’ingrosso. Controllano il territorio con la violenza, soffocano la libera concorrenza». Tra gli insegnamenti di Giovanni Falcone, ha ricordato Draghi, c’è quello, essenziale, di “seguire la traccia dei soldi”. Dobbiamo continuare a farlo per proteggere l’economia italiana, i cittadini, le imprese».

«Contro la mafia priorità governo è il lavoro»

«Per sconfiggere le mafie, lo Stato deve essere più presente laddove le mafie provano a sostituirsi alle istituzioni. Per questo dobbiamo migliorare i servizi, le reti di assistenza sociale» ha detto il presidente del Consiglio. Per questo “dobbiamo favorire l’occupazione, soprattutto tra i più giovani, creare opportunità, rafforzare i legami sociali, a partire dai contesti più marginali e svantaggiati. Sono obiettivi al centro dell’azione del Governo – ha assicurato -, in cima alle nostre priorità».

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Papa Francesco sulla strage in Texas: “Affranto, stop al traffico indiscriminato di armi”

 

 

Durante l’udienza generale in Piazza San Pietro, Papa Francesco si dice “affranto” per la strage di Uvalde, in Texas, nella quale sono morte 22 persone, 19 delle quali minori. Nel pregare per le vittime, il Papa aggiunge: “È tempo di dire basta al traffico indiscriminato delle armi. Impegnamoci tutti perché tragedie così non possono più accadere”. Intanto le autorità non hanno ancora notificato a tutti i genitori la morte dei loro figli nella sparatoria alla scuola elementare del Texas perché sono in corso gli esami del Dna. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali alcuni bambini feriti nella sparatoria in Texas non sono ancora stati ricongiunti con le loro famiglie.

Fonte: Libero Quotidiano

Per tutte le info: info@roma-news.it

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