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Lazio-Verona, biancocelesti a caccia di vittoria nell’ultima di campionato: ecco da quanto manca

Caccia ad un successo all’ultima. La Lazio si prepara a ricevere l’Hellas Verona nell’ultimo turno di campionato. Il successo più recente, a 90′ dalla fine, risale al 31 maggio 2015, quando i biancocelesti espugnarono Napoli 2-4. Da quel precedente, la Lazio, nell’ultima di campionato, ha collezionato 6 sconfitte in altrettante partite. S.S.LazioAgenziaUfficiale

Fonte: LazioPress.it

Ddl concorrenza: cosa c’è nel provvedimento che fa infuriare Draghi

Dal nodo delle gare per le concessioni balneari alle misure per taxi e ncc, i tempi sono strettissimi

 

 

Ci sono stati altri momenti in cui il premier Mario Draghi ha richiamato all’ordine la sua maggioranza. Più o meno plateali e più o meno rischiosi per la tenuta del governo. Ma il doppio passaggio di ieri e oggi sul ddl concorrenza, prima con il Cdm lampo per autorizzare la fiducia sul provvedimento e poi con la lettera al presidente del Senato Elisabetta Casellati per sbloccare i lavori parlamentari, segna un salto di qualità nella dialettica con le forze politiche che dovrebbero sostenerlo e che invece agli occhi del premier continuano a litigare come se non ci fossero scadenze inderogabili.

Draghi, prima ancora che dei contenuti, questa volta fissa un paletto che ammette poche repliche: “Il governo, nel rispetto delle prerogative parlamentari, deve rappresentare che, senza una sollecita definizione dei lavori del Senato con l’iscrizione in Aula del provvedimento ed una sua rapida approvazione entro fine maggio sarebbe insostenibilmente messo a rischio il raggiungimento di un obiettivo fondamentale del Pnrr”. Qualcuno lo chiama ultimatum, qualcun altro già resa dei conti. La sostanza è che il tempo è scaduto e che dall’approvazione nei tempi previsti del ddl concorrenza dipende non solo la tenuta del governo ma l’intero impianto della politica economica legata al Pnrr.

Il premier ricorda che il disegno di legge è stato presentato in Senato il 3 dicembre 2021 e assegnato alla decima Commissione del Senato in sede referente il 23 dicembre. Il successivo 25 febbraio, il governo ha presentato in Commissione una proposta emendativa approvata dal Consiglio dei ministri con la quale il disegno di legge è stato integrato. E oggi “malgrado numerose riunioni si siano svolte con le forze parlamentari, le operazioni di voto non risultano effettivamente iniziate”. Scandire i passaggi temporali serve a Draghi a rappresentare non solo l’urgenza ma anche tutto il fastidio per aver accumulato un ritardo che ritiene ingiustificabile, perché una delle riforme più importanti del Pnrr è bloccata in commissione da cinque mesi.

Ma cosa c’è nel provvedimento che ha fatto infuriare il premier? Ci sono misure che alcune forze della maggioranza, soprattutto la Lega se si fa riferimento alle gare per le concessioni balneari, ritengono indigeribili per la propria base elettorale. E l’espediente di allungare i tempi pur di non arrivare a un risultato indigesto è stato utilizzato continuamente, per mesi, fino all’ultima riunione di ieri mattina, coordinata dal sottosegretario Roberto Garofoli, con i relatori del disegno di legge. Nel merito, rimanendo alle spiagge, Palazzo Chigi non vuole rinviare le gare oltre il termine del primo gennaio 2024, come indicato nell’emendamento approvato a febbraio dal Cdm. La Lega, ma anche il resto del centrodestra di governo, vuole andare oltre il 2024. Discussione anche sugli indennizzi per chi non si rivedrà rinnovata la concessione e sui requisiti per accedere ai bandi. L’obiettivo dichiarato di Lega e Forza Italia è quello di salvaguardare gli stabilimenti balneari a gestione familiare, ovvero quei piccoli imprenditori che rappresentano storicamente un bacino elettorale saldamente in mano al centrodestra e che finora hanno beneficiato delle proroghe.

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Salvini: troveremo accordo sui balneari

 

 

E’ difficile che la materia balneare si riveli l’ultima spiaggia per un Governo disposto a ricorrere alla fiducia pur di raggiungere gli obiettivi fissati dal Pnrr e indietro anche sul versante giustizia, con la riforma del Csm calendarizzata infine per il 14 giugno, due giorni dopo il referendum 

Fonte: TG LA7

Il Presidente emerito Giorgio Napolitano operato allo Spallanzani

Quadro clinico stazionario

 

 

Il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico dall’equipe di Giuseppe Maria Ettorre presso il Dipartimento interaziendale dell’azienda San Camillo-Forlanini ed Inmi Spallanzani. L’intervento condotto con tecnica mininvasiva è riuscito. Attualmente il paziente è ricoverato presso la terapia intensiva del nosocomio. Il presidente è sveglio con quadro clinico stazionario. La prognosi resta riservata.

Fonte: Askanews

Elezioni: Enrico Montesano presenta Unione Popolare. “Non mi candido, sarò il portavoce”

 

 

“Io ho solo messo il mio nome e la mia notorietà a servizio della verità, non lo faccio per ambizione personale. In questi due anni non ci ho guadagnato nulla a dire quello che ho detto, anzi: solo insulti da ogni parte. Ma questa è un’idea in cui credo,

una lotta dei popoli contro le elites, e mi espongo volentieri come ho sempre fatto quando ho creduto in qualcosa”. Così Enrico Montesano presenta, in esclusiva all’Adnkronos, la nuova idea politica Unione Popolare – Una coalizione per le Libertà, che verrà presentata domenica 22 maggio alle 15,30 al circolo Casale San Nicola di Roma. 

“Il popolo è diventato il bersaglio, e non è solo una cosa italiana -spiega Montesano- Il David del Bernini stilizzato nel logo dell’Unione Popolare è quello che combatte contro il gigante Golia delle élites, del Nuovo Ordine Mondiale, dei ‘grandi della Terra’. Siamo un piccolo David, ma se abbiamo il popolo dalla nostra parte, qualcosa di importante si può fare”. Montesano spiega che non intende candidarsi, ma sostenere questa coalizione perché diventi sempre più ampia: “Io faccio il portavoce -dice definendo il suo ruolo- Non lo faccio per interesse personale o per mettermi in luce. Non voglio essere scambiato per uno ambizioso, che vuole presentarsi per fare il politico, visti anche i miei trascorsi e il fatto che vengo dal mondo dello spettacolo, e gli attori di questi tempi non sono visti molto bene -ironizza- Espormi mi ha creato solo danni, non vengo chiamato neanche a far da ospite una volta per sbaglio in tv, neanche come personaggio ‘scomodo’. Ma lo sento come un dovere morale, non posso avallare e alimentare la grande menzogna”.  

Quelle che ritiene essere “menzogne”, il popolare attore romano, che ha già un’esperienza politica alle spalle come consigliere comunale a Roma e al Parlamento Europeo, le ha evidenziate spesso: “Nel 2020, dissi in tv da Barbara D’Urso ‘se c’è una cura alternativa perché devo sottopormi ad un vaccino?’. Era una cosa di una banalità estrema, e nella mia ingenuità dissi una cosa credendo si potesse dire: non era così. Ora invece lo stanno dicendo tantissimi esperti. Mi dispiace per certi medici che non ci sono più, e che avevano detto la verità”. Montesano scandisce: “Sono stato attaccato da tutte le parti, ma le cose che io ho detto si stanno rivelando vere, ogni giorno di più”. 

All’incontro di presentazione di Unione Popolare parteciperanno Sara Cunial, Davide Barillari, l’avvocato Edoardo Polacco. “Si tratta di persone non compromesse col vecchio sistema -sottolinea Montesano all’Adnkronos – Domenica vogliamo invitare gli altri gruppi, quelli che sono coerenti e non compromessi, ad unirsi in una grande coalizione per le Libertà. Quello è l’obiettivo, sederci intorno ad una tavola rotonda, dove non ci sono duci e ducetti, per cercare di dare una risposta politica alle istanze di tante persone che aspettano una risposta”.  

Il focus sarà “su quello che si farà o si vorrà fare a Roma e nel Lazio, per creare lo zoccolo duro di quella che potrà essere un’azione politica sul territorio, allo scopo di confluire insieme ad altre forze in una coalizione per le Libertà. Cominciare a parlarne, ecco. D’altronde, al Nord c’è grande fermento, mentre nel Centro-Sud si sonnecchia”. Dunque, spiega Montesano, “basta a manifestazioni di piazza, la via politica è la più incerta, la più lunga, ma è l’unica che abbiamo a disposizione e vogliamo far capire agli elettori che ci siamo”. Dietro le spalle “non abbiamo nessuno, non abbiamo capitali, non siamo etero diretti e non abbiamo piattaforme che ci sostengono, però se abbiamo un seguito popolare, qualcosa si può fare”, è convinto l’attore. “Perché se hai i soldi ma non hai un popolo che ti segue, puoi fare poco”. 

Inutile dire che, nel ‘manifesto programmatico’ di Unione Popolare, la cultura avrà un ruolo centrale. “Sono un uomo di cultura -spiega Montesano all’Adnkronos – Per me la cultura viene al primo posto. Dobbiamo uscire dal predominio culturale statunitense, ci dobbiamo svincolare da questa sudditanza. Se il popolo italiano fosse stato più attrezzato culturalmente, avrebbe capito il raggiro che è in atto da due anni”. L’attore sorride, e conclude così: “Io ho un difetto: che dico le cose troppo presto. Anche in teatro l’ho fatto, anche quello è un errore, perché non si viene capiti, le cose bisogna dirle al momento giusto. Speriamo che questo lo sia”.

Fonte: Italia Sera
 

Villaggio Globale: i muri raccontano 15 anni di lotte e di cultura nella Capitale

Alfonso Perrotta, responsabile dell’Archivio del Villaggio Globale, racconta quando negli Anni 90 muniti di secchio, colla in polvere, pennellesse fissate ad un manico di scopa, si girava per la città cercando le zone giuste dove affiggere i tipici manifesti 70 x100 appena usciti dalla tipografia

 

 

“Stasera chi fa l’attacchinaggio?”. E’ la domanda che più risuonava nelle notti di inizio anni Novanta quando il Villaggio Globale aveva iniziato la sua militanza nella capitale tra iniziative culturali, manifestazioni, lotta politica ma anche festival e concerti. Lo ricorda Alfonso Perrotta, oggi responsabile dell’Archivio del Villaggio Globale che di quel periodo racconta quando, muniti di secchio, colla in polvere, pennellesse fissate ad un manico di scopa, si girava per la città cercando le zone giuste dove affiggere i tipici manifesti 70 x100 appena usciti dalla tipografia.

Quei manifesti, oggi testimoni di un laboratorio a cielo aperto di lotte politiche, attivismo sociale e sperimentazione artistica, sono esposti per la prima volta nella doppia mostra Sui Muri. Manifesti dall’archivio del Villaggio Globale (1990-2005), esito del lavoro svolto con gli studenti del Corso di Allestimento del Triennio in Pittura e Arti Visive di NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e tenuto da Caterina Iaquinta.

Grazie al lavoro di raccolta di Alfonso Perrotta i manifesti sono stati inventariati e catalogati e in un secondo momento è stato ipotizzato un allestimento che mettesse in comunicazione le due sedi di lavoro. La mostra, che rientra nella rassegna Openhouse, si svolgerà, infatti, presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti – Roma e il cortile del Villaggio Globale: nella prima sede saranno visibili, insieme ad una selezione audio, manifesti, flyer, locandine che hanno definito la scena musicale degli anni Novanta e oltre, mentre negli spazi del Villaggio Globale sarà restituita una parte dei manifesti dedicati alle iniziative politiche e culturali.  Appuntamento, il 21 maggio dalle 11-18, alla NABA Nuova Accademia Belle Arti. Aula 2 e 3 di via Ostiense 92 e al Villaggio Globale, cortile Lungotevere Testaccio 1. Partecipano: Eleonora Del Bene, Lorenzo Silvestri, Josuel Sorino con gli studenti del II anno Michela Alamprese, Mateusz Dalla Torre, Romina Guerrero, Alessandro Ianni.

Fonte: La Repubblica

Per tutte le info: info@roma-news.it

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