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Ndrangheta a Roma: ecco tutti i locali sequestrati (da Euroma Food al Gran Caffè Cellini)

Dall’ittico alla panificazione, dalla pasticceria al ritiro delle pelli e degli olii esausti. Così la ‘Ndrangheta aveva messo le mani su Roma. L’organizzazione criminale era da tempo radicata nella capitale e finalizzata ad acquisire la gestione e il controllo di attività economiche in svariati settori. La maxi operazione “Propaggine” su disposizione della direzione distrettuale antimafia di Roma e della Dia ha portato a 43 arresti tra Roma, Lazio e Calabria, ma anche alla chiusura e al sequestro di molteplici attività . Si tratta di 24 società tra ristoranti, bar e pescherie nella zona nord di Roma e in particolare nel quartiere di Primavalle tutte  intestate a prestanome.

Tra queste figurano:

La panificazione gastronomica I Templari srl in via Pasquale Alecce 35

La Panforno s.r.l.s. in via Selinunte (Bar alla 49°)

Euroma Food in via Selinute

Bar Pasticceria gelateria Iside via Siria

L’Oasi Dolciaria in via Siria

Fish Roma s.r.l. via Palombarese

Cala Roma s.r.l via Tenuta del Cavaliere

Pizzeria Binario 96 via Nocera Umbra 96 

Bar Pedone via Ponzio Cominio

Gran Caffè Cellini Piazza Alfonso Capecelatro

Zio Melo in via Marco Papio

Fonte: Il Messaggero

Sanità, Simeone (FI): «Nel Lazio Pronto Soccorso al collasso, presto un’interrogazione. Come intende affrontare l’emergenza Zingaretti?»

ROMA – “Mentre il presidente della regione Lazio, Zingaretti, e l’assessore regionale alla sanità D’Amato procedono con inaugurazioni e citazioni su come stia cambiando in meglio il sistema sanitario regionale, nella vita reale, quella che vivono i cittadini fuori dalle stanze del potere, la situazione è un baratro costante”.

Lo dichiara in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale del Lazio Giuseppe Simeone.

“Sono settimane che continuiamo a leggere di pazienti parcheggiati senza continuità di sorta sulle barelle nei pronto soccorso. Che apprendiamo di stanze in cui i malati sono ammassati uno accanto all’altro in uno spazio minimo tanto da rendere quasi impossibile anche il passaggio dei medici e degli infermieri per le analisi del caso. Che riceviamo l’appello dei familiari appesi alla speranza di una chiamata per avere notizie del proprio caro.

Nei pronto soccorso la promiscuità è diventata la regola, non c’è divisione tra uomini, donne, anziani e ragazzi, non c’è separazione tra patologie, non c’è rispetto né per i pazienti né per il personale medico e sanitario a tutti i livelli che deve districarsi in questi gironi infernali cercando di dare l’assistenza migliore possibile. Il personale è costretto a turni massacranti, esasperato tra tensioni interne ed esterne.

Una situazione che, purtroppo, accomuna tutti i pronto soccorso del Lazio ed in particolare quelli dei principali ospedali, come il san Camillo, Il Gemelli, il Pertini e il Goretti di Latina solo per fare alcuni esempi. Questa fotografia impietosa della sanità nella nostra regione nei primi giorni di maggio. Se non si prenderanno provvedimenti immediati, complice la fine delle restrizioni legate anche al Covid, questo scenario è destinato solo a peggiorare.

Con l’estate il numero di presenze nella nostra regione, ed in particolar modo nei Comuni del litorale, e nella provincia di Latina, triplicheranno. Il periodo estivo, inoltre, come legittimo, coinciderà con le ferie del personale già sottodimensionato e numericamente inadeguato a sostenere la copertura dei turni.

Questo significa che questa emergenza, ormai strutturale, e mai affrontata da Zingaretti e D’Amato peggiorerà in modo esponenziale. Inoltre, servono interventi straordinari al fine di prevenire il collasso delle nostre strutture sanitarie che potrebbe ulteriormente aggravarsi con l’avvento del Giubileo nel 2025 che riverserà sui nostri territori migliaia di pellegrini. Per questa ragione, perché i cittadini hanno il diritto, così come il personale sanitario a tutti i livelli, di conoscere cosa accadrà e se finalmente si intenda affrontare in modo organico queste criticità ho presentato una interrogazione in cui chiedo al presidente della regione e all’assessore alla sanità come intendano evitare che nei prossimi mesi le problematiche legate al sovraffollamento e all’attesa nei pronto soccorso si traduca in una ennesima sottrazione dei servizi nei confronti dei cittadini.

Quello a cui assistiamo, riportato quotidianamente sulla stampa, è la dimostrazione di come la pandemia non abbia insegnato nulla a chi governa questa regione che aveva il dovere di affrontare l’emergenza Covid 19 ma anche di approntare, programmare ed attuare, contestualmente, tutte le misure necessarie, come ripetutamente abbiamo richiesto, al fine di non trovarsi nella situazione vergognosa in cui versano oggi i nostri ospedali che, ancora una volta, reggono solo grazie allo spirito di sacrificio, disponibilità, professionalità e competenza del personale che vi opera”.

Fonte: News-24.it

Caso Cucchi: Cassazione conferma: Stefano morto per il pestaggio

Dopo la sentenza di condanna dello scorso 5 aprile, nei confronti di Di Bernardo e D’Alessandro, ieri sono state rese pubbliche le motivazioni della decisione. Per la Cassazione la causa primaria della morte del ragazzo è da ricercarsi nel pestaggio subito.

La Corte di Cassazione ha confermato che il pestaggio subito da Stefano Cucchi nella caserma dei Carabinieri è stata la causa primaria della sua morte. Secondo le motivazioni della sentenza, in merito alla condanna di Di Bernardo e D’Alessandro, le botte subite dal ragazzo sono “la causa principale di una serie di fattori, tra cui sono presenti anche le negligenti omissioni dei Sanitari” che hanno portato al decesso del geometra Romano.
“La questione della prevedibilità dell’evento” si legge nelle motivazioni della sentenza, “è certamente fuori discussione, date le modalità con le quali gli imputati hanno percosso la vittima, con colpi violenti al volto e in zona sacrale, ossia in modo idoneo a generare lesioni interne che chiunque è in grado di rappresentarsi come prevedibile conseguenza di tale azione”.

Se da un lato la condanna per gli autori del pestaggio resta confermata senza ulteriore appello, dall’altro la Suprema Corte di Cassazione ha annullato quella per falso nei confronti di Roberto Mandolini e Francesco Tedesco i quali erano stati processati e condannati in appello rispettivamente a 4 e 2 anni. A seguito della decisone è stato disposto un nuovo esame presso la Corte d’Assise d’appello di Roma con il rischio che il tutto cada in prescrizione il 25 luglio. Secondo i giudici della suprema corte i ricorsi sono stati accolti poiché fondati visto che la Corte d’Appello “nell’affermare l’oggettiva falsità del verbale di arresto di Cucchi e la colpevolezza degli imputati ha dato per scontato che la preoccupazione di occultare quanto accaduto palesata dal medesimo in quel contesto fosse già insorta nell’immediatezza dei fatti”.

Fonte: Il Quotidiano Italiano

Bandiere blu 2022 nel Lazio: la lista completa

Come ogni anno la Foundation for Environmental Education ha assegnato le Bandiere blu alle migliori località costiere europee. Condizione delle acque di balneazione, pulizia delle acque, approdi turistici e il servizio offerto: questi i criteri alla base dell’assegnazione dell’importante riconoscimento.

Quest’anno nel Lazio sono state 10 le località premiate con la Bandiera blu: ad eccezione di Ventotene, il riconoscimento è stato confermato ai Comuni a cui era stato assegnato già nel 2021. In provincia di Roma Bandiera blu per ad Anzio per quanto riguarda il mare e a Trevignano Romano, sul lago di Bracciano.

Sul litorale pontino invece la Bandiera blu andata nuovamente a Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta e Minturno. Il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha commentato così la notizia: “Questo importante riconoscimento certifica la qualità delle nostre meravigliose spiagge”.

Fonte: Radio Roma

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

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