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Meteo Roma: previsioni per giovedì 5 maggio 

Nuvolosità compatta in mattinata su tutto il territorio ma con tempo asciutto; nelle ore pomeridiane si attendono deboli piogge diffuse ed estese anche alle ore serali. Temperature comprese tra +9°C e +20°C.

Molte nubi compatte al mattino su coste e zone interne, ma con tempo asciutto; al pomeriggio si attendono deboli piogge estese su tutto il Lazio. Più asciutto in serata sui settori meridionali, precipitazioni sparse altrove.

Meteo Italia: previsioni per giovedì 5 maggio

Al Nord: Al mattino nuvolosità compatta su Piemonte e Liguria, con deboli precipitazioni associate, cieli poco o irregolarmente nuvolosi altrove. Al pomeriggio peggiora con precipitazioni sparse su tutti i settori. In serata si rinnovano condizioni di maltempo diffuso, con piogge intense attese sull’Emilia Romagna.

Al Centro: Al mattino cieli coperti tra Toscana e Lazio, con possibili pioviggini su quest’ultima, variabile altrove. Al pomeriggio nuvolosità in aumento con piogge deboli o a tratti moderate specie sui settori Tirrenici. In serata attese precipitazioni sparse su tutti i settori, in intensificazione tra Umbria e Marche nelle ore notturne.

Al Sud e sulle Isole: Tempo instabile al mattino sulla Sardegna con piogge sui settori settentrionali, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio non sono attese variazioni di rilievo, con qualche pioggia tra Sicilia e Molise. In serata ancora maltempo sulle Isole Maggiori; peggiora nella notte con precipitazioni estese alle regioni peninsulari.

Temperature minime e massime in calo al centro-nord ed in rialzo al meridione.

Fonte: Roma Daily News

Kishida: da Draghi condivisione per concetto “nuovo capitalismo”

Premier nipponico: collaborazione già iniziata su idrogeno-ferrovie

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Il primo ministro Fumio Kishida ha esposto al presidente del Consiglio Mario Draghi, nel suo primo viaggio di stato in Italia da premier nipponico, il suo concetto di “nuovo capitalismo” e ha detto in dichiarazioni congiunte a Palazzo Chigi di aver ottenuto la “sincera condivisione” del capo di governo italiano.

“Per quanto riguarda l’economia, dal presidente del consiglio Draghi ho ottenuto una sincera condivisione sul concetto di ‘nuovo capitalismo’, tema che io sostengo”, ha detto Kishida.

“Tra le imprese di Italia e Giappone è già iniziata una collaborazione nei campi dell’idrogeno e delle ferrovie” ha ricordato il capo del governo nipponico. “I nostri governi – ha continuato – lavorano anche per ottenere un ulteriore sviluppo nella cooperazione tra le aziende in settori come le energie rinnovabili e la connettività”.

Il concetto di “Nuovo capitalismo” propugnato da Kishida nasce come piattaforma politica per fornire una risposta alla sfida dei nuovi autoritarismi, come quello russo e cinese. Lo strumento principale è l’incentivazione e l’innalzamento dei salari per la classe media, anche con la premialità fiscale, oltre all’ancoraggio al contesto economico del capitalismo occidentale in alleanza con gli Stati uniti (con un ruolo non irrilevante del formato Quad, che include oltre a Washington e Tokyo anche Australia e India), a un rapporto di collaborazione tra pubblico e privato e all’accento posto sulla digitalizzazione e la lotta al cambiamento climatico.

 

Fonte: Askanews

Draghi: continuiamo ad aiutare l’Ucraina e a far pressioni sulla Russia

Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, dopo l’incontro con il primo ministro del Giappone Fumio Kishida. “Nel nostro colloquio – ha aggiunto il premier – abbiamo riaffermato la condanna all’invasione russa dell’Ucraina. Italia e Giappone sono impegnate affinché si arrivi il prima possibile a tregue, anche localizzate, per permettere le evacuazioni di civili e favorire i negoziati di pace”.

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Fonte: TgCom24

Mattarella: “L’aggressione russa dell’Ucraina è ingiustificabile”

Il Presidente ribadisce: “Siamo a fianco delle ragioni del popolo ucraino” e invita ad “avere il coraggio di guardare al futuro”

 “Il contesto internazionale nel quale si svolge questa nostra discussione è profondamente mutato e non possiamo certo prescindere nelle nostre considerazioni dalla ingiustificabile aggressione della Federazione Russa ai danni dell’Ucraina“. Apre così, Sergio Mattarella, l’intervento a Braga al XV Simposio Cotec Europa ‘Culture meets innovation’.

“Le devastazioni di luoghi nel cuore dell’Europa, le vite spezzate, l’attentato recato alla libertà e indipendenza di un Paese, immaginavamo appartenessero a un passato remoto”, rileva allora il Presidente della Repubblica.

“Siamo a fianco delle ragioni del popolo ucraino e, mentre è in gioco il destino dell’Europa, appare più che mai necessario avere il coraggio di guardare al futuro, di immaginare come la cultura possa costituire un veicolo di pace”, aggiunge”.

Fonte: AGI

Papa Francesco: incontra il primo ministro giapponese Kishida

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza Fumio Kishida, primo ministro del Giappone, che ha successivamente incontrato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato – informa con una nota la Sala stampa vaticana -, è stata espressa “soddisfazione” per la collaborazione bilaterale, evocando l’80° anniversario delle relazioni diplomatiche. In tale contesto, è stato rilevato e apprezzato il contributo della Chiesa cattolica in molteplici settori della società giapponese. Nel prosieguo della conversazione, sono state affrontate tematiche di carattere internazionale, con “un’attenzione particolare alla guerra in Ucraina, sottolineando l’urgenza del dialogo e della pace e auspicando, a questo fine, un mondo libero dalle armi nucleari”.

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Fonte: AgenSir

“Il Papa non si aspetti un tappeto rosso…”: altolà e “minacce” al Pontefice sulla tv russa

Papa Francesco non si aspetti un tappeto rosso ai suoi piedi”. Non tanto velate le minacce che il presentatore del telegiornale del mattino di Rossiya-1, il canale di Vladimir Solovyev rivolge al Pontefice. «Per la pace – aveva detto Bergoglio nell’intervista al Corriere della Sera– non c’è abbastanza volontà. Sono pessimista, ma dobbiamo fare ogni gesto possibile perché la guerra si fermi”, aveva detto. La reazione alle sue parole e alla disponibilità di recarsi da Putin sono state infatti delle peggiori. Il “buongiorno” a papa Francesco la ha dato quello che è considerato uno dei giornalisti più influenti del Paese nonché un amico di Vladimir Putin: su Rossiya-1 i toni i toni sono stati scettici, e piuttosto irridenti critici nei confronti dell’iniziativa del Pontefice, che ha palesato l’intenzione di incontrare il presidente russo a Mosca.

Nemmeno una riflessione sulla portata spirituale del gesto, solo avvertimenti, altolà: il Papa non si aspetti nulla di buono, il tenore delle reazioni è questo.“La sua missione non sarà facile – ha aggiunto il presentatore del tg mattutino-: i rapporti tra noi e loro sono ormai troppo compromessi”. Passando dal tg ai giornali on line, le reazioni al possibile viaggio del Papa sono ancora più dure. Su Vzglyad – citato da Libero–  l’attacco alla chiesa cattolica è frontale:  “Il Vaticano è sempre stato antirusso”. Papa Francesco vuole “dividere la Chiesa ortodossa con il loro cattolicesimo dalle tinte azzurre”, alludendo al colore che in Russia identifica i gay”.

Le parole del Papa “usate” per giustificare l’attacco in Ucraina

Ci sono altri media vicini al Cremlino, come ad esempio Russia Today, che invece pongono l’accento sulle parole del Pontefice riguardo alla Nato. E che sfruttano tali affermazioni per giustificare l’attacco all’Ucraina. Quella frase -“l’abbaiare della Nato alla porta della Russa”- completamente decontestualizzata, viene usata con un significato bellico:  “Colpa della Nato, lo riconosce anche il Papa”: è stato il commento sul Primo Canale russo nel telegiornale della sera. “La Nato è colpevole di tutto, così afferma il Papa”, ha invece titolato M.47 News, il quotidiano online più popolare di San Pietroburgo. Già il patriarca Kirill avava fatto capire come la pensava, negando l’invasione della Russia. Il punto più basso fu toccato quelche settimana fa. Ricordiamo come dall’inizio della guerra la propaganda russa sia arrivata a manipolazione e ad attaccare direttamente Papa Francesco. Una web tv russa – Gloria tv – demolì in una serie  di servizi la religione cattolica pubblicando autentiche vergogne contro Papa Francesco, ritratto tra benidere naziste.

Fonte: Il Secolo d’Italia

Il Csm sceglie Melillo come nuovo procuratore nazionale antimafia, sconfitto Gratteri

Passa con 13 voti. Determinante, per lui, la posizione assunta dai due capi della Cassazione Curzio e Salvi. Anm: sciopero delle toghe il 16 maggio

Sarà Gianni Melillo il nuovo procuratore nazionale antimafia. Al Csm batte ai voti, al primo colpo, Nicola Gratteri, al vertice della procura di Catanzaro. Proprio mentre l’Anm sceglie il giorno dello sciopero contro la riforma Cartabia – sarà il 16 maggio – a palazzo dei Marescialli un dibattito acceso e che divide il Consiglio in due, porta alla scelta a favore di Melillo. Determinante, per lui, la posizione assunta dai due capi della Cassazione, il vertice della magistratura italiana. Perché nell’ordine, prima il primo presidente Pietro Curzio, e poi il procuratore generale Giovanni Salvi, esprimono la loro preferenza per Melillo. Che passa con 13 voti, contro i 7 di Gratteri, e i 5 di Giovanni Russo. 

Votano per Melillo i 5 consiglieri di Area, i due professori indicati da M5S Alberto Maria Benedetti e Filippo Donati, e il laico di Forza Italia Michele Cerabona, noto avvocato napoletano. Tutti e tre i consiglieri di Unicost, che erano l’ago della bilancia, scelgono Melillo. E i due capi della Cassazione che l’hanno annunciato nel breve dibattito. Com’era nelle previsioni per Gratteri votano i quattro esponenti di Autonomia e indipendenza, Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita, nonché Giuseppe Marra e Ilaria Pepe. Per lui anche i due laici indicati dalla Lega Stefano Cavanna ed Emanuele Basile, nonché Fulvio Gigliotti, giurista e calabrese di Catanzaro. Russo prende i quattro voti di Magistratura indipendente e quello del laico di Forza Italia Alessio Lanzi.   

I vertici della Cassazione per Melillo

Determinante, dunque, la posizione espressa da Curzio e Salvi. A sorpresa, è proprio il primo presidente Pietro Curzio a prendere la parola dopo le relazioni sui tre candidati. Per Gratteri parla Alessandra Dal Moro della sinistra di Area; per Russo il presidente della quinta commissione Antonio D’Amato di Magistratura indipendente; per Gratteri il laico di M5S Fulvio Gigliotti. E subito dopo la decisione di Curzio di prendere la parola fa capire che il voto a favore di Melillo, già al primo colpo, porterà a una maggioranza netta e quindi non ci sarà bisogno di successive votazioni. Curzio spiega che il suo intervento e poi quello di Salvi hanno un fondamento istituzionale, visto che la procura nazionale antimafia è un ufficio inquadrato nel vertice della Cassazione. Il loro voto per Melillo è “convinto”, proprio sulla base dell’attività professionale del magistrato che già per 9 anni ha lavorato alla procura nazionale occupandosi non solo di criminalità organizzata, ma anche di terrorismo. “Ha dedicato la vita a mafia e terrorismo – dice Salvi – e ha ottenuto risultati brillanti”. 

Per Melillo firma immediata da via Arenula

La nomina di Melillo potrebbe essere firmata entro poche ore, per consentirgli di aprire nelle prossime ore, a Palermo, il primo congresso dei procuratori generali europei, appuntamento che simbolicamente apre la serie di celebrazioni per il trentennale della strage di Capaci. 

A Melillo i primi auguri arrivano da Piero Grasso, oggi senatore di Leu ed ex presidente del Senato nonché ex capo della procura nazionale antimafia: “Conosco bene l’importanza di quell’ufficio per averlo guidato, e conosco altrettanto bene le capacità professionali e umane di Giovanni Melillo, con cui ho avuto il piacere di lavorare a stretto contatto”. 

Comunque il primo “atto” da procuratore di Melillo è stato un piccolo brindisi in ufficio a Napoli con i colleghi. E la nomina della reggente della procura, che sarà Rosa Volpe, la prima donna a napoli a rivestire un incarico di questa importanza. Magistrata famosa per aver fatto condannare a 30 anni Danilo Restivo, l’assassino Elisa Klaps, la ragazza uccisa il cui corpo fu ritrovato nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza.

I vertici della Cassazione per Melillo

Determinante, dunque, la posizione espressa da Curzio e Salvi. A sorpresa, è proprio il primo presidente Pietro Curzio a prendere la parola dopo le relazioni sui tre candidati. Per Gratteri parla Alessandra Dal Moro della sinistra di Area; per Russo il presidente della quinta commissione Antonio D’Amato di Magistratura indipendente; per Gratteri il laico di M5S Fulvio Gigliotti. E subito dopo la decisione di Curzio di prendere la parola fa capire che il voto a favore di Melillo, già al primo colpo, porterà a una maggioranza netta e quindi non ci sarà bisogno di successive votazioni. Curzio spiega che il suo intervento e poi quello di Salvi hanno un fondamento istituzionale, visto che la procura nazionale antimafia è un ufficio inquadrato nel vertice della Cassazione. Il loro voto per Melillo è “convinto”, proprio sulla base dell’attività professionale del magistrato che già per 9 anni ha lavorato alla procura nazionale occupandosi non solo di criminalità organizzata, ma anche di terrorismo. “Ha dedicato la vita a mafia e terrorismo – dice Salvi – e ha ottenuto risultati brillanti”. 

Di Matteo e Ardita per Gratteri 

Nella sala del plenum a palazzo dei Marescialli sono state comunque due ore e mezza di dibattito svolto in un clima “di grande rispetto”, come hanno sottolineato sia il vicepresidente David Ermini, sia gli stessi Curzio e Salvi.

Ma è emersa con nettezza la distanza tra il gruppo dei togati di Autonomia e Indipendenza – con l’ex pm antimafia Nino Di Matteo e i colleghi Giuseppe Marra e Sebastiano Ardita schierati per l’attuale procuratore di catanzaro – e la componente di Area che invece si è battuta strenuamente per Melillo. 

Da parte di Di Matteo – che tra un paio di mesi, alla scadenza dell’attuale Csm, rientrerà proprio nel suo posto di magistrato della procura nazionale Antimafia, quindi con Melillo come procuratore – è arrivata subito un’osservazione. Attenzione, perché un voto sfavorevole nei confronti di una toga tanto esposto sul terreno dell’antimafia come Gratteri significherebbe nei fatti “la sua delegittimazione”. 

È stato questa l’impostazione dell’intervento del magistrato palermitano e subito dopo dello stesso Sebastiano Ardita: “Invertiamo la tendenza della storia del Csm di non nominare candidati contribuendo al loro isolamento” dice Ardita, con un chiaro riferimento alla mancata nomina di Giovanni Falcone al vertice dell’ufficio istruzione di Palermo, quando proprio il Csm votò a favore di Antonino Meli come successore di Antonino Caponnetto. Di Matteo e Adita sostengono che “l’isolamento comporta gravi rischi per chi contrasta la criminalità”. E ancora: “La bocciatura di Gratteri sarebbe una scelta devastante per tutta la cultura antimafia”.  

Un’interpretazione di questa nomina a cui replicano, sorpresi, Giovanni Zaccaro, Giuseppe Cascini e Alessandra Dal Moro, di Area. “Non condivido minimamente questa equazione: cioè che fare una scelta che non vada nel senso auspicato da Di Matteo significhi bocciare il lavoro o la caratura di un candidato”, sottolinea Zaccaro. E Cascini: “Sono stato il primo ad aprire una pratica a tutela del procuratore Gratteri, che gode di grande stima, compresa la mia personale. Qui parliamo di tre profili di grande valore, stiamo parlando di magistrati che si sono occupati comunque a lungo di criminalità organizzata e che vivono sotto scorta da anni. Non credo sia giusto porre la questione su un piano diverso”, analisi “pienamente condivisa” dalla collega Dal Moro. 

Interviene però ancora Ardita contro il neo procuratore nazionale, con una diversa – e forse non del tutto imprevista – osservazione. “Se la scelta cadesse sul dottor Melillo, si tratterebbe del terzo procuratore napoletano di fila al vertice della Direzione nazionale. Nulla da rilevare ovviamente sulle competenze e il lavoro svolto in particolare sulla camorra napoletana, ma oggi è la ‘ndrangheta la mafia più potente al mondo”. 

Rilievo che va nel solco di quanto proco prima aveva indicato anche il collega dello stesso gruppo, Giuseppe Marra, che aveva definito il dibattimento aperto sul’inchiesta di Gratteri “Rinascita Scott” – in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme – come “il più importante dopo il maxi processo di Falcone”. Obiezioni ancora contrastate da Cascini che alla fine sbotta: “Ma non stiamo mica discutendo qui di inviare un civilista a guidare la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo”. 

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Fonte: La Repubblica

Per tutte le info: info@roma-news.it

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