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DRAGHI AL PARLAMENTO EUROPEO DI STRASBURGO: “NO ALL’EQUIVALENZA TRA CHI INVADE E CHI RESISTE”

DRAGHI HA PARLATO ALLA PLENARIA PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO È PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. NEL SUO DISCORSO, OLTRE ALL’UCRAINA, LA QUESTIONE ENERGETICA, L’IMMIGRAZIONE E LA NECESSITÀ DI RIFORMARE LE ISTITUZIONI EUROPEE

Per la prima volta da quando è premier, Mario Draghi ha parlato al Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo per la sessione plenaria. Il presidente del consiglio italiano, che è stato a capo della BCE guadagnandosi il rispetto internazionale, conosce in modo approfondito le Istituzioni Europee e, oggi, non ha avuto paura di definirle inadeguate per le sfide che stiamo vivendo. Draghi ha detto che i Trattati Ue si possono riformare, senza tabù. Il premier è arrivato intorno alle 11 e, dopo un colloquio privato con la presidente del Parlamento Europeo Metsola, è entrato in aula.

UCRAINA, MA NON SOLO

Draghi ha chiarito di volere per l’Ucraina una tregua e il cessate il fuoco, ma è stato altrettanto chiaro nel ribadire che, dopo i massacri di Bucha Mariupol, non ci può essere equivalenza tra chi invade e chi resiste. Il premier ha chiesto di continuare ad ascoltare le richieste di aiuto del presidente ucraino Zelensky, definendo la guerra una crisi umanitaria, sicuritaria, energetica ed economica. Secondo lui, per l’Unione Europea è arrivato il momento di prendersi responsabilità mai assunte. Una parte del discorso del premier nell’emiciclo è stata riservata ai migranti. Ai 5 milioni di profughi ucraini, 105mila dei quali sono arrivati in Italia, ma anche a tutti coloro che attraversano il Mediterraneo. Per Draghi serve una revisione del Trattato di Dublino.

LA QUESTIONE ENERGETICA

La questione energetica per l’Unione Europea, e per l’Italia, è predominante. Il nostro Paese dipende per il 40% dal gas russo e il percorso verso fonti alternative non è semplice. Draghi ha ribadito la richiesta di un tetto al prezzo del gas russo. La Russia esporta i 2/3 del proprio gas verso l’Unione Europea, e, secondo il premier, indirizzare i gasdotti verso altri acquirenti in molto casi non è possibile. Questo garantisce potere contrattuale all’Ue e il tetto al prezzo del gas consentirebbe di finanziare Putin, e di conseguenza la sua guerra, in misura minore. Nell’ultimo anno, il prezzo del gas è salito di cinque volte. Il premier ha poi sottolineato come l’Ucraina sia fornitrice di grano a decine di Paesi del mondo e che la guerra potrebbe portare una crisi alimentare per 13 milioni di persone, soprattutto in Africa e in Medioriente.
Al termine del suo intervento, durato poco più di 33 minuti contro i 15 previsti, Draghi ha chiesto all’Europa determinazione, visione e unità. Dopo una visita alla cattedrale di Strasburgo, il premier è rientrato a Roma.
Fonte: Rtl 102.5

Papa Francesco è “pronto a incontrare Putin a Mosca”

Il Papa ha dichiarato di essere pronto a incontrare il leader del Cremlino a Mosca, per portare pace in Ucraina.

Il Papa si è sempre messo in prima linea per cercare di garantire la pace tra i popoli. Ebbene, considerando il momento difficilissimo che stanno vivendo gli ucraini, Papa Bergoglio ha deciso di provare a incontrare il leader del Cremlino, Vladimir Putin, per cercare di portare nuovamente la pace in Ucraina. Queste le parole del pontefice in un’intervista al Corriere.

Le dichiarazioni di Bergoglio

“Ho chiesto al cardinale Parolin” di far “arrivare a Putin il messaggio che io ero disposto ad andare a Mosca. Queste le parole di Bergoglio, che ha aggiunto: “Certo, era necessario che il leader del Cremlino concedesse qualche finestrina. Non abbiamo ancora avuto risposta e stiamo ancora insistendo, anche se temo che Putin non possa e voglia fare questo incontro in questo momento”.

Bergoglio ha ripercorso tutti i tentativi della Santa Sede per cercare di fermare la guerra attualmente in corso in Ucraina. “Il primo giorno di guerra ho chiamato il presidente ucraino Zelensky al telefono, Putin invece non l’ho chiamato. L’avevo sentito a dicembre per il mio compleanno ma questa volta no, non ho chiamato. Ho voluto fare un gesto chiaro che tutto il mondo vedesse e per questo sono andato dall’ambasciatore russo. Ho chiesto che mi spiegassero, gli ho detto ‘per favore fermatevi’, racconta il Papa, il quale, dopo venti giorni di guerra, ha fatto arrivare per mano del Segretario di Stato Pietro Parolin il messaggio al leader del Cremlino di essere disponibile a poter andare a Mosca.

Kirill non deve essere il chierichetto di Putin

Bergoglio ha anche parole per Kirill, il patriarca della chiesa ortodossa russa. “Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin”, ha affermato Francesco, dicendo di aver parlato per 40 minuti su Zoom con Kirill. “I primi 20 con una carta in mano mi ha letto tutte le giustificazione alla guerra”, ha spiegato il Papa, “ho ascoltato e gli ho detto: di questo non capisco nulla. Fratello, noi non siamo chierici di Stato, non possiamo utilizzare il linguaggio della politica ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare vie di pace, far cessare il fuoco delle armi

Fonte: News Mondo

Conte: inceneritore Roma cambiale in bianco al passato

“Abbiamo visssuto con grande delusione questo passaggio in Cdm”

La norma sull’inceneritore a Roma varata ieri dal Cdm nell’ambito del cosiddetto Dl Aiuti “è una norma che non è in linea con la tassonomia Ue, una norma che guarda al passato”. Lo ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte nel suo intervento al convegno organizzato dal senatore M5S Gianni Pietro Girotto su “Le comunità energetiche rinnovabili (Cer)” in corso alla Sala Capitolare del Senato.

“Abbiamo visssuto con grande delusione questo passaggioin Cdm”, si è trattato “di una cambiale in bianco verso il passato”, ha ribadito Conte.

Fonte: Askanews

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

 

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