Ucraina: il 19 maggio in libreria raccolta discorsi Zelensky

Arriverà nelle librerie italiane il prossimo 19 maggio ‘Per l’Ucraina’, un libro che raccoglie i discorsi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A pubblicarlo in contemporanea con il resto del mondo, ‘La nave di Teseo’ la cui publisher Elisabetta Sgarbi si dice “molto orgogliosa” del coinvolgimento “in questo progetto internazionale partito dalla Francia, dagli amici della casa editrice Grasset. Gli interventi di Zelensky dall’inizio della guerra sono adesso raccolti in questo libro e tutti i profitti derivanti dalle vendite andranno a sostegno del popolo ucraino, attraverso l’ambasciata ucraina a Parigi”.

“Come editore delle opere di Ludmila Ulitskaya (grande scrittrice russa, critica nei confronti del regime di Putin che ha dovuto rifugiarsi a Berlino), di Catherine Belton, Gli uomini di Putin (libro che gli oligarchi russi vicini a Putin hanno cercato di togliere dal mercato intentando una causa milionaria, ma senza riuscirci), di Elena Kostioukovitch (Nella mente di Putin), di Giorgio Dell’Arti (Le guerre di Putin) e ora di Zelensky, La nave di Teseo continua a manifestare la sua vicinanza al popolo ucraino per la brutale aggressione decisa da Putin” conclude la Sgarbi.

Il libro, curato da Sergio Arecco, e accompagnato da un testo di Maurizio Molinari viene pubblicato con l’accordo delle autorità ucraine sulla base di testi autorizzati e include i discorsi più significativi del presidente Zelensky sin da quando, il 21 febbraio, invitò solennemente il suo popolo all’unità in nome della nazione”.

Fonte: Il Tempo

Confcommercio e sindacati istituiscono un “Fondo di solidarietà per il popolo ucraino”

Il mondo del lavoro e delle imprese scende in campo per aiutare il popolo ucraino istituendo un conto corrente bancario collegato ad un fondo di solidarietà, dove confluiranno contributi volontari da parte di lavoratori e lavoratrici e delle imprese. Le modalità di intervento saranno poi decise, volta per volta, da un Comitato di indirizzo.

L’iniziativa è sostenuta da Confcommercio, dai sindacati CgilCisl e Uil e dalle altre associazioni datoriali (Confindustria, Agci, Casartigiani, Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato Imprese, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Legacoop).

Confcommercio, i sindacati e le associazioni di categoria ribadiscono “l’esigenza di un immediato cessate il fuoco in Ucraina e nelle altre aree coinvolte da conflitti bellici. Bisogna tornare al pieno rispetto del diritto internazionale, alla centralità dei negoziati e delle diplomazie per risolvere le controversie tra Stati. Va riaffermato il valore universale della pace come punto di partenza di ogni accordo che rafforzi i diritti umani, la democrazia e la libertà”.


L’IBAN del conto corrente bancario – attivato presso il Monte dei Paschi di Siena ed intestato a “CGIL CISL UIL Fondo di solidarietà per il popolo ucraino” è il seguente: IT90 N010 3003 2010 0000 3300 022

La raccolta dei contributi volontari avrà termine il 31 ottobre 2022.

il-19-maggio-in-libreria-raccolta-discorsi-zelensky

Fonte: Confcommercio Roma

Ucraina: a Roma la moglie del capo del reggimento Azov. «Non siamo nazisti, ecco come si vive nell’acciaieria»

Kateryna Prokopenko e le compagne di tre uomini intrappolati nei cunicoli accompagnate in Italia dal dissidente Pyotr Verzilov: «Siamo orgogliose dei nostri mariti. Ci raccontano storie di resistenza quotidiana: anche bere una goccia d’acqua pulita è un miracolo»

«Siamo venute a Roma per raccontare alla gente la verità su Mariupol, i nostri mariti stanno ancora resistendo nell’acciaieria ma il tempo stringe».

Parla con un filo di voce Kateryna Prokopenko, moglie di Denis Prokopenko, l’uomo che sta guidando la resistenza di Mariupol contro l’assedio russo, il super comandante del reggimento Azov per anni in prima linea contro i filorussi nel Donbass, da Putin additato come rappresentante di quelle forze «neo-naziste» da cui l’Ucraina deve essere «liberata» e da Zelensky decorato poche settimane fa come «eroe» del Paese.

«Sono orgogliosa di mio marito, per districarsi dalla propaganda occorre guardare ai fatti: Denis e i suoi uomini stanno difendendo tutti noi» scandisce questa illustratrice e disegnatrice di fumetti che ha messo via (per il momento) matita e carta per andare in giro a raccontare la sua verità.

Con lei, a Roma sono arrivate altre tre compagne di combattenti intrappolati nell’acciaieria, ormai da settimane accerchiati senza possibilità di ricevere rinforzi, bombardati dal cielo e dal mare: Yulya Fedosiuk, capelli lunghi neri e giacca, è una ex addetta stampa e assistente di un giovane parlamentare del partito di Zelensky, che non vede il marito, Arseniy Fedosiuk, dall’inizio della guerra, ormai da oltre due mesi. «Ma lo sento, ho saputo che dieci giorni fa è riuscito a raggiungere il resto del reggimento trincerato nell’acciaieria nuotando da una sponda all’altra del fiume». C’è Anya Naumenko, 25 anni, di Kharkiv, manager di un’azienda che produce attrezzature industriali, che sta con Dmytro Danilov dal 2014: «Avremmo dovuto sposarci il prossimo maggio, chissà», sospira. «Lo sento ogni due giorni, di solito gli racconto del nostro cane e di altre amenità così da fargli pensare che esiste ancora una vita al di là della guerra».

Ad accompagnarle in questo viaggio in Italia è Pyotr Verzilov, il dissidente russo fondatore delle Pussy Riots ed editore di Mediazone, sito indipendente di notizie, «l’unico in Russia assieme a Meduza ad aver raccontato la guerra in Ucraina», precisa. «Da quando in Russia siamo stati bloccati, i nostri lettori sono aumentati: aggirano il blocco usando vpn e social». Verzilov ha vissuto lo stesso incubo di Alexei Navalny, ma due anni prima: hanno tentato di avvelenarlo e si è ripreso dopo essere stato trasferito dalla Russia a Berlino, nell’ospedale Charité, lo stesso dove sarebbe stato curato poi nel 2020 il principale oppositore russo.

Poche settimane prima dell’attacco con il veleno, Verzilov aveva osato interrompere la finale dei Mondiali di calcio sotto gli occhi esterrefatti di Putin: vestito da poliziotto, entrò con le sue Pussy Riot nel campo dello stadio di Mosca per protestare contro le persecuzioni politiche e chiedere il rilascio dei prigionieri. «Manco dalla Russia dall’ottobre del 2020, ma è dall’anno scorso, quando ho capito che la situazione interna diventava sempre più opprimente, che ho deciso di non rientrare più: dopo che Navalny è stato arrestato, dopo le proteste e la dura repressione che ne è seguita, mi sono convinto che sarei stato più utile fuori di prigione, quindi fuori dalla Russia. Sono stato prima in Georgia, poi negli Stati Uniti e in alcuni Paesi dell’Africa occidentale. Infine, in Ucraina».

A Kiev e dintorni Verzilov è andato subito dopo lo scoppio della guerra per fare un film sul conflitto con l’amico Beau Willimon, il creatore della versione americana della serie «House of cards»: «Lo scorsa settimana abbiamo incontrato Zelensky e parlato con lui anche di amore, perché il nostro documentario vuole indagare anche su come le relazioni restino vive, muoiano o nascano in tempi di guerra», anticipa Verzilov al Corriere. Tra le protagoniste del film anche le quattro donne dei combattenti di Azov.

il-19-maggio-in-libreria-raccolta-discorsi-zelensky

Continua a leggere su: Corriere della Sera

Per tutte le info: info@roma-news.it

Like (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.