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Un pranzo solidale con la protezione civile per il popolo ucraino

I fondi raccolti saranno impiegati per effettuare un secondo viaggio al confine con l’Ucraina

Un pranzo solidale con la protezione civile a sostegno del popolo ucraino stremato dalla guerra. L’iniziativa, promossa dall’Avs Cosmos – associazione volontari soccorso, insieme a protezione civile Camelot Him Roma IX Sar e Gea – gruppo emergenza Ari, si terrà il prossimo 24 aprile all’agriturismo L’ultimo colle di via Pontina. 

Al costo di 15 euro per gli adulti e 10 per i bambini verrà offerto un pranzo completo di primo, secondo, contorno, bevande e dolce. I fondi raccolti saranno impiegati dalle associazioni di volontari per effettuare un secondo viaggio sino al confine con l’Ucraina per la consegna di beni di prima necessità che incessantemente sono stati raccolti nell’ultimo mese. 

Durante la giornata saranno effettuate numerose simulazioni di attività di protezione civile inerenti il montaggio tende, l’anti incendio boschivo e la ricerca e soccorso di dispersi mediante cani da soccorso e manovre in corda oltre a tecniche di recupero dei beni culturali. 

Fonte: Roma Today

Franceschini e gli aiuti per la ricostruzione del teatro di Mariupol

LA CULTURA È UNO STRUMENTO PER AVVICINARE I POPOLI

“Quando andarono i generali da Churchill per proporgli di tagliare le spese della cultura per finanziare lo sforzo bellico, Churchill li guardò e rispose con una domanda: ‘Allora per cosa combattiamo a fare?'”. Usa questo aneddoto il ministro della Cultura Dario Franceschini per ricordare, intervistato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, che “in questi momenti difficili bisogna pensare anche a costruire il dopo e la cultura è un grande strumento per costruire il dopo ed evitare che si ripetano queste situazioni atroci. L’identità di un paese è data dalle proprie tradizioni, dalla propria cultura materiale e immateriale ed è un grande strumento anche di conoscenza reciproca. La cultura è un grande strumento per avvicinare i popoli e prevenire le guerre”.

Il titolare del Collegio Romano spiega che “l’Italia è considerata davvero una superpotenza culturale, siamo riconosciuti non soltanto per il grande patrimonio storico-architettonico che hanno creato le generazioni venute prima di noi ma anche per il presente, per la grande capacità di creazione italiana, nell’architettura, nell’arte, nella musica: è un grande strumento di conoscenza di un paese e di diplomazia culturale”. Ma la cultura, ha aggiunto, “porta anche crescita economica soprattutto in un paese come l’Italia, attrae turismo e investimenti, quando si parla d’Italia nel mondo si pensa a questo, il primo pensiero è la bellezza, l’arte e la storia; l’Italia è un grande museo diffuso ed è fondamentale valorizzare la parte meno conosciuta, far diventare attrattori di turismo internazionale anche i luoghi minori”.

Parlando del conflitto in Ucraina e delle azioni messe in campo dal nostro Paese a sostegno del patrimonio culturale, per prima cosa Franceschini ricorda la decisione presa dal Consiglio dei Ministri di ricostruire il teatro bombardato di Mariupol (“ci è sembrata una cosa spontanea”), spiegando che “in fondo l’Unesco ci ricorda che i beni culturali sono patrimonio dell’umanità quindi è giusto – se sono dell’umanità – che la comunità internazionale se ne occupi: un paese come l’Italia è il minimo che può fare, una piccola cosa in mezzo ad altre molto più grandi che dovremo fare”. Poi, ha aggiunto, “abbiamo fatto un bando 2 milioni di euro per ospitare artisti in Italia e abbiamo deciso in seno al Consiglio d’Europa di programmare un anno europeo della cultura ucraina”. E sulla proposta di dichiarare Odessa Patrimonio dell’Umanità Unesco, Franceschini spiega: “Odessa è una città bellissima, fatta in gran parte da architetti italiani, è la città in cui è stata scritta ‘O sole mio’, c’è quindi un legame fortissimo con l’Italia che va avanti da secoli e si è rafforzato negli ultimi decenni; quindi mi pare il minimo che la si debba sostenere e noi sosterremo la candidatura di Odessa a patrimonio dell’umanità, è anche un modo di dire ‘non toccatela’”.

Fonte: Welfarenetwork

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

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