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Lunedì dell’Angelo. Papa Francesco: “Convertiamoci alla pace”

È l’ennesimo messaggio di pace quello lanciato da Papa Francesco nel corso del Regina Coeli del lunedì dell’Angelo. Parole che auspicano naturalmente alla fine della guerra per far spazio alla riconciliazione tra i Paesi di tutto il mondo. Questi i passaggi più significativi dell’intervento di Papa Bergoglio:

“La Grazia del Signore risorto doni conforto e speranza a quanti sono nella sofferenza, nessuno sia abbandonato, le liti, le guerre, le contese lascino posto alla comprensione, alla riconciliazione. Sottolineare sempre questa parole: riconciliazione”.

Nell’occasione, il Papa ha ricordato anche il suo incontro con 50mila adolescenti provenienti da tutta Italia in occasione dell’esibizione del cantante Blanco. Sempre nel suo dicorso poi, hanno trovato spazio anche parole contro la falsità che risiede in tante persone ed un invito alla verità.

“Giustamente noi ci scandalizziamo quando, attraverso l’informazione, scopriamo menzogne e bugie nella vita delle persone e nella società. Ma diamo un nome anche alle falsità che abbiamo dentro! E mettiamo queste nostre opacità, le nostre falsità, davanti alla luce di Gesù risorto. Egli vuole portare alla luce le cose nascoste, per farci testimoni trasparenti e luminosi della gioia del Vangelo, della verità che ci fa liberi”.

Il messaggio di Papa Francesco contro la paura

Nel discorso del Lunedì dell’Angelo rivolto da Papa Francesco a tutti i fedeli c’è poi un tema dedicato alla paura, un aspetto che sta segnando la vita di tutti noi negli ultimi mesi. A tal proposito, Bergoglio ha sottolineato l’importanza simbolica della Pasqua dichiarando:

“Le nostre paure nascono dalla grande paura, la paura della morte: paura di svanire, di perdere le persone care, di star male, di non farcela più… Ma a Pasqua Gesù ha vinto la morte. Dio invita a uscire dalle tombe delle nostre paure. Egli sa che il timore sta sempre accovacciato alla porta del nostro cuore e che abbiamo bisogno di sentirci ripetere ‘non temere’: al mattino di Pasqua come al mattino di ogni giorno”

Fonte: Tag24- Radio Cusano Campus

Comandante dei marines al Papa: ‘Salvi i civili a Mariupol, preghiere non bastano’

Il maggiore Sergiy Volyna, comandante della 36-ma brigata dei Marines ucraini, assediati a Mariupol, ha scritto la lettera al Papa Francesco chiedendo di intervenire “per salvare la popolazione civile allo stremo nella città”.

“Sua Santità, Papa Francesco! Mi rivolgo a Lei per chiedere aiuto: è giunto il momento in cui solo le preghiere non bastano più.

Aiuti a salvarli. Porti la verità nel mondo, aiuti ad evacuare le persone e salvi le loro vite dalle mani di Satana, che vuole bruciare tutti gli esseri viventi”.

“Non sono cattolico, sono ortodosso – scrive il maggiore Sergiy Volyna – Credo in Dio e so che la luce vince sempre le tenebre. Ho combattuto per più di 50 giorni in completo accerchiamento, e tutto ciò per cui ho tempo è una feroce battaglia per ogni metro della città assediata. Sono un guerriero, un ufficiale che ha prestato giuramento di fedeltà al suo Paese. E sono pronto a combattere fino alla fine. Nonostante la forza schiacciante del nemico, nonostante le condizioni disumane sul campo di battaglia, il fuoco dell’artiglieria costante e il fuoco di razzi, la mancanza di acqua, cibo e medicine”. “Probabilmente Lei ha visto molto nella Sua vita. Ma sono sicuro che non ha mai visto questo che sta succedendo a Mariupol. Perché è così che appare l’inferno sulla terra – scrive ancora – Ho poco tempo per descrivere tutti gli orrori che vedo qui ogni giorno. Nella fabbrica, donne con bambini e neonati vivono in bunker. Nella fame e nel freddo. Ogni giorno sotto la mira degli aerei nemici. I feriti muoiono ogni giorno perché non ci sono medicine, acqua, cibo”.

Intanto Papa Francesco lancia un nuovo appello per la pace: “La Grazia del Signore risorto doni conforto e speranza a quanti sono nella sofferenza, nessuno sia abbandonato, le liti, le guerre, le contese lascino posto alla comprensione, alla riconciliazione. Sottolineare sempre questa parole: riconciliazione”, ha detto Francesco al Regina Coeli. “Dio ha vinto la battaglia decisiva contro lo spirito del male”, “lasciamo vincere Lui”, “rinunciamo ai nostri piani umani, convertiamoci ai Suoi disegni di pace e di giustizia”.

“Oggi pomeriggio qui in Piazza incontrerò più di 50mila adolescenti provenienti da ogni parte d’Italia: un bel segno di speranza”: lo ha detto il Papa al Regina Coeli ricordando l’incontro organizzato per oggi pomeriggio dalla Pastorale giovanile della Cei, che vedrà anche momenti di musica (canterà il vincitore del Festival di Sanremo Blanco) e spettacolo. Alcuni giovani erano presenti già in Piazza San Pietro per la preghiera mariana del Regina Coeli.

“Le nostre paure nascono dalla grande paura, la paura della morte: paura di svanire, di perdere le persone care, di star male, di non farcela più… Ma a Pasqua Gesù ha vinto la morte”. Lo ha detto il Papa al Regina Coeli (la preghiera mariana che in questo periodo liturgico sostituisce l’Angelus) commentando il Vangelo di oggi. Dio “ci invita a uscire dalle tombe delle nostre paure. Egli sa che il timore sta sempre accovacciato alla porta del nostro cuore e che abbiamo bisogno di sentirci ripetere ‘non temere’: al mattino di Pasqua come al mattino di ogni giorno”. Poi Papa Francesco ha invitato a prendere coscienza ciascuno delle proprie falsità. “Giustamente noi ci scandalizziamo quando, attraverso l’informazione, scopriamo menzogne e bugie nella vita delle persone e nella società. Ma diamo un nome anche alle falsità che abbiamo dentro! E mettiamo queste nostre opacità, le nostre falsità, davanti alla luce di Gesù risorto. Egli vuole portare alla luce le cose nascoste, per farci testimoni trasparenti e luminosi della gioia del Vangelo, della verità che ci fa liberi”, ha sottolineato il Papa.

Fonte: Ansa

Draghi ha il Covid: a caccia di gas in Angola e Congo andrà Di Maio.

Mario Draghi è risultato positivo al Covid. Il primo ministro è asintomatico, ma non potrà recarsi – come da programma – in Angola e in Congo. Le due visite istituzionali sono infatti previste per mercoledì 20 e giovedì 21 aprile, ma il premier questa settimana dovrà restare in isolamento.

Draghi ha il Covid, missione affidata a Di Maio e Cingolani

Così, a trattare le forniture di gas dai due Paesi africani, ci saranno il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quello per la Transizione ecologica Roberto Cingolani (già presenti ad Algeri nel primo “viaggio” in Africa). La missione italiana rientra infatti nel nuovo piano del governo volto all’affrancamento dalla dipendenza dal gas russo e segue l’accordo siglato con l’Algeria – dove Draghi si è recato per firmare un contratto da 9 miliardi di metri cubi di forniture aggiuntive – e con l’Egitto. Da quest’ultima nazione otterremo 3 miliardi di metri cubi in più di Gnl, nonostante i malumori di parte della maggioranza per via del caso Regeni.

Il problema del gas africano

Grazie ai nuovi accordi con Algeria, Qatar, Angola e Congo, il governo italiano punta a una fornitura complessiva di 20 miliardi di metri cubi di gas annui. In tal modo dovremmo ridurre, sulla carta, di due terzi la dipendenza dal gas di Mosca. Sussistono però una serie di problemi, piuttosto seri, che non forniscono la garanzia di questo contributo complessivo. A prescindere dalla questione strettamente etica (rinunciare alla Russia per vincolarsi al Qatar non significa certo fare un gran salto di qualità), restano due sostanziali incertezze.

La prima: le nazioni africane sopra elencate sono storicamente instabili, in particolare Angola e Congo, dunque gli accordi siglati potrebbero saltare da un momento all’altro. La seconda: il gas dei giacimenti angolani e congolesi arriverebbe sotto forma di gas naturale liquefatto, ma abbiamo grossi problemi allo stato attuale con il funzionamento dei rigassificatori a nostra disposizione. Non solo, la distanza geografica da queste due nazioni africane potrebbe già di per sé far schizzare i costi di trasporto e resta comunque un problema di obsolescenza marcata degli impianti di Angola e Congo.

Fonte: Il Primato Nazionale

Per tutte le info: info@roma-news.it

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