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Pasqua: settore alberghiero in ripresa, a Roma stimati 235mila arrivi

Secondo i dati di Federalberghi Roma si registra una ripresa delle prenotazioni, nonostante i numeri rimangano lontani dai livelli pre-pandemia del 2019

Negli alberghi di Roma e provincia si registra una ripresa delle prenotazioni nonostante i dati rimangano lontani dai livelli pre-pandemia del 2019. In vista della Pasqua nel complesso si stimano circa 235 mila arrivi (-36,9 per cento rispetto a Pasqua 2019), le presenze sono stimate in 583 mila unità (-39,5 per cento rispetto al 2019). Sono i dati diramati da Federalberghi Roma stamattina in occasione dell’evento “Albergatore day 2022” all’hotel Parco dei principi.

Negli esercizi alberghieri sono stimati 155 mila arrivi (-38,6 per cento rispetto al 2019) e 373 mila presenze (-40,22 per cento rispetto al 2019). Negli esercizi complementari gli arrivi stimati sono 80 mila (-33,44 per cento rispetto al 2019) e le presenze 210 mila (-38,42 per cento rispetto al 2019). Nell’insieme dell’area provinciale della Città metropolitana di Roma gli arrivi complessivi stimati sono 257 mila e 500 (-40,43 per cento rispetto al 2019) e le presenze 636 mila (-42,01 per cento rispetto al 2019). Negli esercizi alberghieri gli arrivi stimati sono 168 mila e 500 (-40,88 per cento rispetto al 2019) e le presenze 403 mila (-41,70 per cento rispetto al 2019). Negli esercizi complementari gli arrivi stimati sono 89 mila (-39,58 per cento rispetto al 2019) e le presenze circa 233 mila (-42,54 per cento rispetto al 2019).

Fonte: Radio Colonna

Eni firma accordo con Egas per aumento produzione gas egiziano

Con questa intesa, fino a 3 Bmc complessivi nel 2022

Il presidente di EGAS, Magdy Galal, e il direttore generale Natural Resources di Eni, Guido Brusco, hanno firmato al Cairo un accordo quadro che consentirà di massimizzare la produzione di gas e le esportazioni di Gnl.
Lo ha annunciato l’Eni in una nota sottolineando che questo accordo mira a promuovere l’esportazione di gas egiziano verso l’Europa, e in particolare verso l’Italia, nel contesto della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
L’accordo, insieme a quello firmato per il riavvio dell’impianto di liquefazione di Damietta lo scorso anno, fornirà carichi di GNL per volumi complessivi fino a 3 miliardi di metri cubi nel 2022 per il portafoglio Eni di gas naturale liquefatto diretto in Europa e in Italia. Le parti hanno convenuto di valorizzare le riserve di gas egiziane aumentando le attività gestite congiuntamente e identificando opportunità per massimizzare la produzione di gas a breve termine. Eni ottimizzerà inoltre le campagne esplorative nei blocchi esistenti e nelle aree di nuova acquisizione nelle regioni del Delta del Nilo, del Mediterraneo Orientale e del Deserto Occidentale.

Fonte: Ansa

Cereali: Confagri, da Comm. Ue impegno a evitare crisi alimentari

Dopo lettera a Ungheria per ritiro decreto che limita export

“Grazie ad una politica agricola comune (PAC) finora orientata sulla produzione e sulla competitività delle imprese, i rifornimenti per i cittadini europei continuano ad essere assicurati, anche se dobbiamo fare i conti con un aumento senza precedenti dei costi che, senza adeguati interventi da parte della UE e del governo, può limitare i cicli produttivi”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, dopo che la Commissione europea ha formalmente chiesto al governo ungherese di ritirare il provvedimento con il quale, all’inizio di marzo, sono state introdotte rigide limitazioni alle esportazioni di cereali a causa della guerra in Ucraina. Nella lettera firmata dai commissari UE all’Agricoltura e al Mercato Interno, evidenzia Confagricoltura, si sottolinea che le misure varate, in sintesi la preventiva autorizzazione delle autorità statali, hanno l’effetto di un vero e proprio bando alle esportazioni.

Secondo i dati della Commissione, l’Italia importa annualmente dall’Ungheria circa un milione di tonnellate di grano tenero e 1,5 milioni di tonnellate di mais.

Oltre ad infrangere le regole del mercato unico, – si sottolinea nella lettera della Commissione – il decreto varato dall’Ungheria è immotivato anche sotto il profilo strettamente economico. Con una produzione di grano tenero e mais che ammonta ad oltre 200 milioni di tonnellate, l’Unione è tra i principali esportatori di cereali a livello mondiale.

“L’Unione europea ha anche una responsabilità in termini di sicurezza alimentare nei confronti dei Paesi meno avanzati – prosegue Giansanti – In un recente rapporto del WTO si rileva che in Africa e nel Medio Oriente le importazioni di grano da Ucraina e Federazione Russa coprono il 50% del fabbisogno di cereali”.

“In alcuni Paesi africani già si registrano aumenti dei prezzi per i cereali tra il 50 e l’80%. Quasi la metà del grano gestito dal Programma alimentare mondiale della FAO arrivava dall’Ucraina”. “Senza un programma straordinario di aiuti, c’è il rischio di una crisi alimentare su scala internazionale che avrebbe pesanti conseguenze di ordine sociale e sul fronte dell’immigrazione clandestina”, conclude il presidente di Confagricoltura.

Fonte: Askanews

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

 

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