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Gas: Draghi visiterà Congo e Angola per nuove forniture – fonti

Il premier Mario Draghi visiterà la Repubblica del Congo e l’Angola dopo Pasqua alla ricerca di nuovi accordi di fornitura energetica per ridurre la dipendenza dell’Italia dal gas russo, secondo due fonti.

Draghi, che sarà a capo di una delegazione che dovrebbe includere il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, visiterà i due paesi il 20 o il 21 aprile, hanno detto le fonti.

La speranza è di accordarsi per la fornitura di circa 9 miliardi di metri cubi di nuovo gas (bcm) per il prossimo anno o due, ha detto una delle fonti.

L’Italia importa circa il 40% del suo gas dalla Russia e sta cercando di diversificare il suo mix di approvvigionamento energetico con l’aggravarsi del conflitto in Ucraina.

Ieri Draghi ha concluso un accordo per aumentare le importazioni di gas dall’Algeria di 9 bcm nel 2023-24 nello sforzo di sostituire parte dei 29 bcm che l’Italia riceve dalla Russia.

Eni, il più grande produttore straniero di energia in Africa, sta sviluppando due impianti di gas naturale liquefatto nella Repubblica del Congo che potrebbero fornire a regime 5 miliardi di metri cubi di Gnl.

Eni ha anche attività upstream in Angola, dove ha recentemente firmato una joint venture con BP. Una fonte governativa ha detto che l’Angola potrebbe fornire circa 4 bcm all’anno di Gnl nel giro di alcuni anni.

Eni, che nel 2015 ha scoperto l’enorme giacimento di gas Zohr in Egitto, sta sviluppando un impianto di Gnl galleggiante in Mozambico, che dovrebbe iniziare la produzione nell’ultima parte di quest’anno, processando circa 3,4 milioni di tonnellate all’anno quando sarà operativo.

“Draghi ha in programma di visitare presto il Mozambico, anche se non è ancora stata fissata una data”, ha detto una delle fonti.

L’Italia, che ha cinque importanti gasdotti per l’importazione, è interessata ad aumentare le importazioni di Gnl e sta cercando di integrare i tre terminali di Gnl che gestisce attualmente. Il governo intende acquisire due unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione con una capacità complessiva di circa 10 bcm.

Fonte: Yahoo Finanza

Economia circolare: nasce la nuova Assoambiente

Nasce la nuova Assoambiente, l’Associazione che rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese private che svolgono servizi ambientali, gestiscono rifiuti e sono attive nella Circular Economy.

Diverse le novità, a partire dall’integrazione di Unicircular (l’Associazione delle Imprese dell’Economia Circolare), che da oggi diventa una delle quattro sezioni interne alla nuova Associazione. Altra novità è legata al nuovo assetto: Assoambiente, da componente interna di Fise, diviene oggi soggetto giuridico autonomo, pur mantenendo l’adesione alla Federazione Imprese di Servizi.

“Si tratta di un passaggio storico per l’Associazione che ha alle spalle oltre 70 anni di attività – ha evidenziato il presidente Chicco Testa – e che da oggi rafforza la propria rappresentanza con aziende che operano nelle filiere del riciclo. Il sistema Assoambiente abbraccia ora tutto il ciclo integrato dei rifiuti: raccolta, stoccaggio, trattamento per il recupero di materia, produzione di materie e prodotti secondari, preparazione per il riutilizzo di beni, componenti e articoli, servizi e logistica utili a modelli di business ‘circolari’, bonifiche, recupero di energia per i rifiuti non riciclabili e smaltimento in discarica. Un nuovo modello che consentirà di unire gli sforzi e le competenze e di essere ancora più incisivi ed efficaci anche nelle interlocuzioni con le istituzionali locali, nazionali ed europee”.

Paolo Barberi, già presidente Unicircular, entra nel board dei vicepresidenti dell’Associazione. Si rafforza la compagine associativa: tra adesioni dirette e tramite altri soggetti associativi, Assoambiente oggi rappresenta circa 600 imprese, con un valore di fatturato e occupazione che, per le sole imprese direttamente aderenti, si aggira intorno a 15 miliardi di euro, con circa 40mila dipendenti.

Fonte: Libero Quotidiano

Energia solare: il Lazio non va affatto male ma serve più decarbonizzazione

Chicco Testa: desta qualche perplessità il fatto che le regioni del Nord siano in testa alla classifica anche se presentano livelli di irraggiamento decisamente minori.Oggi il Lazio può raggiungere il 35% circa di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili

 

Gli operatori attivi nello sviluppo di impianti fotovoltaici riconoscono alla Regione Lazio un discreto livello di efficienza nell’esaminare e spesso accogliere le richieste di autorizzazione per nuovi impianti solari per la produzione di energia elettrica.E infatti il Lazio si colloca abbastanza bene nella classifica delle diverse Regioni per produzione fotovoltaica. Anche se desta qualche perplessità il fatto che questa classifica sia guidata dalle Regioni del Nord che presentano livelli di irraggiamento decisamente minori. Se si somma il contributo complessivo degli impianti già realizzati , di quelli autorizzati e di quelli in via di autorizzazione il Lazio può raggiungere una quota del 35% circa di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili sul totale dei consumi elettrici e superare entro il 2030 gli obbiettivi europei che fisano al 40% la quota da raggiungere. Naturalmente non mancano i problemi soprattutto quelli legati all’impatto paesaggistico, reale o percepito come tale, anche se recentemente il Tar ha dato via libera a due importanti impianti bloccati da anni dalla Sovrintendenza.

Tutto bene quindi sulla strada della decarbonizzazione? Attenzione quando parliamo del 40 % della produzione elettrica dobbiamo ricordarci che l’elettricità pesa per poco più del 20% sui consumi totali di energia. Il resto è in grandissima parte prodotta con combustibili fossili, per esempio nei trasporti, nel riscaldamento domestico e in diversi settori industriali.E’ lì che negli anni prossimi occorrerà incidere sia migliorando il tasso di penetrazione dell’energia elettrica sia sviluppando biocombustibili come il biogas e il biometano. Per esempio realizzando impianti per il trattamento anaerobico della frazione umida dei rifiuti che nel Lazio e soprattutto nella Capitale mancano quasi totalmente. Roma li ha inseriti nei programmi di Ama. Facciamo in fretta.

Per tutte le info: info@roma-news.it

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