def-2022

Via libera del Cdm al Def. Draghi “Aiuteremo famiglie e imprese”

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Documento di Economia e Finanza. “E’ chiaro – ha detto il premier Mario Draghi – che la guerra in Ucraina ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita, in particolare i prezzi di energia, materie prime e alimentari e pesa anche il calo di fiducia di cittadini e investitori, è diminuita molto da inizio anno quando era molto viva. E’ diminuita non solo per i rincari, ma anche e proprio per la guerra. La prima considerazione è che non avviene soltanto da noi, anche se qui è avvenuto in maniera significativa. La seconda considerazione è che faremo tutto ciò che è necessario per preservare il potere di acquisto all’interno di una cornice di equilibro dei conti e di norme europee, la disponibilità del governo c’è. Siamo a sostegno delle imprese e delle famiglie”.
Il capo del governo non ha nascoso la preoccupazione per i contraccolpi dei combattimenti in Ucraina. “La guerra -ha detto Draghi- ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita”. Ed ecco perchè nello scenario programmatico il governo ha deciso di confermare l’obiettivo di arrivare per quest’anno ad un rapporto tra deficit e pil al 5,6%, che scenderà poi al 3,9% nel 2023 e al 3,3% nel 2024. Il Pil salirà del 2,9% quest’anno e del 2,4% nel 2023 Considerato il calo al 5,1% dell’indebitamento, l’esecutivo può contare su un margine di circa 10 miliardi, pari allo 0,5% del pil per finanziare un nuovo provvedimento di sostegno all’economia, da finalizzare nel mese di aprile.
Il nuovo decreto servirà prima di tutto a ripristinare, per 4,5 miliardi, i fondi di bilancio temporaneamente destinati a copertura del decreto Energia. I restanti cinque miliardi serviranno invece per ulteriori interventi contro il caro dei carburanti e il costo dell’energia; per compensare gli aumenti dei prezzi delle opere pubbliche, per l’incremento dei fondi per le garanzie sul credito e per l’assistenza ai profughi ucraini, nonchè per alleviare l’impatto economico del conflitto in corso in Ucraina sulle aziende italiane.
Il ministro dell’Economia Daniele Franco si è dichiarato disponibile a fare di più utilizzando strumenti condivisi a livello europeo. Assolutamente contrario, invece, a interventi non coordinati. Inoltre, ha fatto notare il responsabile del Mef, il Governo ha speso 15,5md nei mesi scorsi, perchè “questo governo sa muoversi quando necessario”.

Fonte: Madonie press

Draghi e il discorso sul Def: «Preferite la pace o i condizionatori accesi per tutta l’estate?»

Il premier: se sul prezzo del gas la Ue non decide potremmo andare avanti con provvedimenti nazionali. Nella maggioranza le battaglie identitarie non aiutano

Nel nuovo Documento di economia e finanza approvato dal governo vengono previsti altri 5 miliardi di euro di spesa per famiglie e imprese. Per Mario Draghi, che spiega le misure in conferenza stampa subito dopo il Cdm, «non bisogna drammatizzare la situazione, ma occorre essere realisti, è chiaro che la guerra ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita. Consumatori e imprese vedono oggi un futuro meno positivo, ma faremo tutto il necessario per aiutare famiglie e imprese».

Il capo del governo commenta i dati economici, il deterioramento dello scenario, ma cerca lo stesso di mandare un segnale di fiducia, che diventa una delle parole chiave, anche per descrivere le fibrillazioni interne alla maggioranza: «Una cosa fondamentale è il messaggio che il governo e in generale la maggioranza devono dare in termini di fiducia che promana dal governo e dal Parlamento».

Nonostante la situazione, e forse proprio per i tanti fronti di crisi, dalla guerra ai prezzi delle fonti di energia, sino al rialzo dell’inflazione, «la governabilità non deve essere compromessa e si esprime con decisione e unità di intenti, che è quello che vogliono vedere i cittadini: fra la riaffermazione dei vari partiti e l’unità di intenti sono sicuro che i cittadini scelgono la seconda».

L’appello al realismo

Insomma le differenze di opinione fra i partiti, le critiche e gli allarmi di Confindustria, vanno fronteggiate e necessitano risposte incentrate in primo luogo sul «realismo» e sul «dovere delle istituzioni di dare una risposta ai tanti bisogni; siamo molto consapevoli del disagio sociale, soprattutto per chi teme l’impatto dell’inflazione e siamo pronti a intervenire». In ambito nazionale ma anche in sede europea, dove «tutti siamo al lavoro per risponde ad un choc comune».

In questo quadro «credo che tutti i leader dei partiti hanno consapevolezza della situazione, nonostante le posizioni di bandiera». E se per gli industriali oggi conviene sempre meno produrre in Italia Draghi non si scompone, «è chiaro che in questo momento si sbaglia meno ad essere pessimisti piuttosto che ottimisti, ma addirittura dire che non convenga produrre in Italia mi sembra troppo, non siamo peggio degli altri, anzi i dati dicono il contrario, le materie prime mancano a tutti in Europa, il cemento manca a tutti, dalla Germania a tutti gli altri, io credo che convenga ancora produrre in Italia, chiaro che il quadro complessivo sta peggiorando, ma non bisogna drammatizzare».

Strappo dell’Italia

La risposta è anche in una domanda retorica che lo stesso presidente del Consiglio si pone: «Io credo che la questione sia fra la pace e il funzionamento del termosifone, o dell’aria condizionata in estate, penso che sia questa la domanda che dobbiamo farci e che faccio anche io. Sul price cap, su un tetto al prezzo del gas, aspettiamo una risposta della Ue, che a giorni farà una proposta, ma possiamo anche procedere con provvedimenti nazionali. Germania e Olanda non sono d’accordo — dice il premier, che oggi incontrerà il primo ministro olandese Mark Rutte — ma a un certo punto possiamo anche fare da soli».

Se così fosse sarebbe uno strappo, ma forse anche un modo per porsi come apripista di una reazione contro Mosca che a tanti appare ineludibile. E questo nonostante un dato di realtà: «Siamo coperti sino a ottobre se oggi cessassero le forniture».

Dopo il Consiglio dei ministri l’ex premier Giuseppe Conte critica le scelte del governo: «Le risorse sul fronte degli interventi per famiglie, lavoratori e imprese non sono sufficienti: è evidente che i 5 miliardi messi in campo non possono rappresentare una risposta adeguata alle enormi sfide che abbiamo di fronte». Ma non solo: «Continuiamo a credere che una misura come lo scostamento di bilancio sia in prospettiva inevitabile per difendere la nostra economia e tutelare il potere di acquisto dei cittadini».

Mentre il segretario del Pd, Enrico Letta, va oltre lo scenario attuale: serve «un patto con il Paese in cui si possa mettere in campo un progetto di redistribuzione e mettere in campo, con un mandato elettorale, politiche di redistribuzione. Partendo dalle disuguaglianze che esistono, da chi paga le tasse e chi non le paga».

Lo stop al gas russo

Insomma realismo, fiducia, unità politica, anche per affrontare le sfide che l’Unione europea sta vivendo per rispondere alla guerra e cercare di mettere in crisi Putin: «Lo stop alla fornitura di gas russo non è un’ipotesi al momento oggetto di discussione. Ma la situazione si sta modificando davanti ai nostri occhi, le devastazioni e i massacri ci hanno sorpreso. L’aggressione premeditata della Russia si stava svolgendo in un modo terribile, ma ora sembra che i massacri di civili e bambini aumentino e questo porta a sanzioni sempre più severe. Oggi l’embargo del gas non è sul tavolo, non so se lo sarà mai, ma tanto più diventa orrenda questa guerra tanto più i Paesi alleati si chiedono: in assenza di una nostra diretta partecipazione alla guerra cosa possiamo fare per farla smettere? Per consentire all’Ucraina di sedersi al tavolo di pace in una posizione da non serva».

Fonte: Corriere della Sera

Speranza su Covid: “La circolazione del Covid ancora molto alta, massima prudenza” (Speranza)

“Il governo valuterà l’evoluzione del quadro epidemiologico”

“In questo momento la circolazione virale” del Covid “nel nostro Paese è ancora molto alta: la fine dello stato d’emergenza non significa la fine della pandemia, che è ancora in corso. Come sempre il governo valuterà l’evoluzione del quadro epidemiologico e adatterà le misure disposte a un monitoraggio del quadro, che continuiamo a osservare con la massima attenzione e prudenza”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, al question time alla Camera.

Fonte: Askanews

7 aprile Giornata mondiale della salute

Giovedì 7 aprile è la Giornata mondiale della salute, ricorrenza istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondata proprio il 7 aprile del 1948. Per celebrare la Giornata, ogni anno l’OMS sceglie un tema specifico che evidenzi un’area di interesse prioritario. La ricorrenza, infatti, è l’occasione per lanciare programmi a lungo termine e sensibilizzare la comunità internazionale su argomenti cruciali per la salute pubblica.

Il tema del 2022 è “Il nostro pianeta, la nostra salute”, ponendo l’accento sulla relazione tra salute del Pianeta e sanità. Crisi climatica e inquinamento hanno oggi un forte impatto negativo sul benessere dei cittadini: vivere in un ambiente salubre – sia esso aperto o confinato – preserva la buona salute delle persone, previene l’insorgere di patologie e garantisce condizioni di vita e lavoro sane.

A questo proposito, per conoscere i servizi offerti dall’ASL Roma 1, si rimanda alla pagina dedicata alla prevenzione negli ambienti di vita.

Fonte: Asl Roma 1

Per tutte le info: info@roma-news.it

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