frittoccio

Frittoccio: il festival del fritto a Testaccio

QUANDO: Dal 21/04/2022 al 25/04/2022
ORARIO: Dalle 12 all’1
PREZZO: GRATIS
5 giornate per la prima edizione del più grande evento dedicato al fritto in Italia.Dove? Negli spazi all’aperto di oltre 3.500mq dell’ex Mattatoio di Roma (ora Città dell’Altra Economia in Largo Dino Frisullo).Frittoccio è il Festival del Fritto sostenibile. Nel quartiere Testaccio saranno celebrati i sapori italiani in una succulenta festa open air, con una particolare attenzione all’ utilizzo di ingredienti sani e a km 0.

Un viaggio gastronomico da vivere dal 21 al 25 aprile, dalle 12 all’1.

Per maggiori informazioni: 3483904670. Qui il link all’evento Facebook.

Fonte: Roma Today

Dove mangiare al Ghetto di Roma: 16 indirizzi da provare (tra ristoranti, forni e pasticcerie)

La sinagoga, il Portico d’Ottavia, la Fontana delle Tartarughe. Sulla riva sinistra del Tevere, nel cuore di Roma, si trova uno dei suoi più suggestivi quartieri: il Ghetto. Uno dei più antichi al mondo, secondo solo a quello di Venezia (istituito nel 1516), il Ghetto di Roma nacque su ordine di Papa Paolo IV nel 1555.

Lì dove un tempo gli ebrei erano costretti a risiedere, portando il simbolo distintivo della comunità ebraica, oggi si trova uno dei tesori gastronomici della Capitale. Tra vie strette e pittoresche, tra resti della Roma Antica, pietre d’inciampo, testimonianze culturali e religiose, sono nati negli anni alcuni dei migliori ristoranti della città.

Mangiare al Ghetto di Roma vuol dire scoprire la cucina “kosher”, scegliere tra ristoranti di carne e ristoranti di latte (perché le due cose secondo le regole della “Kasherut” non possono assolutamente essere contaminate), trovarsi davanti ad un carciofo alla Giudia cucinato a regola d’arte, superare la soglia di uno dei forni più antichi di Roma.

Una passeggiata al Ghetto fa bene al cuore, oltre che al palato e, almeno una volta al mese, sarebbe da inserire tra le tappe fisse di un romano doc, magari tenendo alla mano (o sullo smartphone) questa guida in cui RomaToday vi suggerisce i migliori ristoranti e forni del Ghetto di Roma.

Su Ghetto (via del Portico d’Ottavia 1C)

Il tipico ristorante dove gustare i piatti dell’antica tradizione Giudaico-romanesca. Dalla concia di zucchine al carciofo alla Giudia, dai bucatini all’Amatriciana con carne d’oca agli spaghetti alla Carbonara. Proprio in via del Portico d’Ottavia, nel cuore pulsante di uno dei quartieri più antichi di Roma.

Beppe e i suoi formaggi (via Santa Maria del pianto 9A/11)

Una formaggeria ristorante nel cuore del Ghetto ebraico. Siamo in via Santa Maria del pianto, dove i Giovale, famiglia di pastori dal 1621, propongono prodotti di piccoli artigiani e formaggi a latte crudo di produzione propria, provenienti da animali allevati nel rispetto della biodiversità e secondo metodi di lavorazione naturali. Uno dei migliori indirizzi per amanti dei formaggi a Roma, punto di riferimento anche per chi ama i salumi, il vino, i piatti della tradizione piemontese e francese.

Forno Boccione (via del Portico d’Ottavia, 1)

Quando passi in via del Portico d’Ottavia è il profumo dei suoi dolci ad inebriarti. Parliamo di un’istituzione al Ghetto e in tutta Roma: il forno Boccione. Non c’è insegna, solo una piccola vetrina, qualche dolce esposto e dentro una storia tutta da scoprire. Boccione, infatti, è il forno storico della famiglia Limentani. Un laboratorio dei dolci kosher che è vietato non conoscere a Roma. La torta ricotta e visciole è la regina, ma ad affiancarla ci sono tanti altri dolci che meritano l’assaggio: la pizza di Beridde, ad esempio, ricca di canditi, pinoli, uvetta, mandorle, la torta ricotta e cioccolato fondente, i biscotti in tutte le loro versioni. E poi i “bruscolini”, i semi di zucca tostati e salati da sgranocchiare passeggiando.

Ba’Ghetto (via del Portico d’Ottavia 57)

Il ristorante Ba Ghetto di Via del Portico d’Ottavia 57 è uno dei più antichi ristoranti ebraici di Roma. Nel menu si trova il meglio della cucina giudaico-romanesca in un connubio di antichi sapori e tradizioni mediorientali, rivisitati in chiave contemporanea. I piatti serviti nel locale rispettano rigorosamente tutte le regole della kasherut, così come la carne è controllata e macellata secondo i principi della Torah. Non si servono latte e latticini, né crostacei o invertebrati

Ba Ghetto Milky (via del Portico d’Ottavia 2/a)

Ba Ghetto Milky si trova sempre in via del Portico d’Ottavia, ma al civico 2/a. A differenza di Ba Ghetto, qui è possibile trovare una selezione della cucina kosher giudaico-romanesca che include piatti preparati con latte e latticini, formaggi, pizze, pesce ma niente carne e derivati. Anche qui si rispettano rigorosamente tutte le regole della kasherut, così come i formaggi, il pesce e tutti i prodotti sono controllati secondo i principi della Torah. La carta dei vini vanta un’ampia scelta di etichette italiane e israeliane.

Antico Forno Urbani (piazza Costaguti)

La pizza rossa sottile e piena di sugo (che mangiarla senza sporcarsi è impossibile!), la bianca scrocchiarella, le lingue di pizza e il pane di tutti i tipi. l’Antico Forno Urbani è una di quelle insegne dove fermarsi è d’obbligo se si passa per il Ghetto, per mangiare qualcosa di buono passeggiando o per fare scorta di leccornie da portare a casa. Un forno storico, uno dei più antichi della Capitale.

Giggetto al Portico d’Ottavia (Via del Portico D’Ottavia 21/a-22)

Una tradizionale trattoria romana, dove gustare i piatti dell’autentica cucina romana ed ebraica. Da Giggetto al Portico d’Ottavia è sicuramente tra gli indirizzi del Ghetto più noti. La sua storia inizia nel 1923 con Luigi Ceccarelli detto Giggetto che, con l’aiuto della moglie Ines, volle continuare la tradizione dell’osteria romana. Da allora le ricette giudaico-romanesche sono state tramandate e portate in tavola a romani e turisti senza mai tralasciare alcun dettaglio. Nel ristorante è presente anche una cantina, ricavata dalle antiche fondamenta del portico d’Ottavia, dove vengono conservati i vini presenti in carta.

Nonna Betta (via del Portico d’Ottavia, 16)

Un’altra trattoria romana-kosher da segnare. Nonna Betta, la cucina di un’antica casa ebraica nel cuore di Roma che quotidianamente porta in tavola piatti vegetariani, di carne e di pesce seguendo le regole della cucina ebraica. Il carciofo alla Giudia di questo ristorante del Ghetto è sempre ai primi posti nelle classifiche gastronomiche.

Renato Al Ghetto (via del Portico d’Ottavia, 5)

Incastonata tra le mura di un palazzo centenario si trova un’hostaria kosher che propone piatti moderni e della tradizione, portando in tavola profumi e sapori della cucina giudaico-romanesca. E’ Renato al Ghetto. Sessanta coperti e un menu che spazia dal carciofo alla giudia a quello alla romana, dall’antipasto giudaico-romanesco al fritto della tradizione, passando per la pinsa con la concia, i tonnarelli alla carbonara kosher, la coratella con i carciofi e tanti altri piatti antichi.

Giardino Romano (via del Portico d’Ottavia 18)

Un altro ristorante nel cuore del Ghetto ebraico, tra storia e tradizioni culinarie è Giardino Romano. Il rispetto della tradizione e il gusto della semplicità sono gli ingredienti presenti in ogni piatto. Qui la cultura mediorientale sfiora quella romana, portando in tavola i falafel, il carciofo alla Giudia, l’hummus, le alici fritte. Tanti i primi e i secondi della tradizione di carne e pesce, per chiudere con i dolci della casa. 

Bella Carne (via del Portico d’Ottavia 51)

Qui la carne la fa da padrona, non ci sono dubbi. Ecco Bella Carne, un ristorante dove mangiare carne alla griglia nel rispetto della tradizione ebraica kosher. Un progetto che punta ad esaltare salumi, affettati e piatti di carne, scegliendo materie prime di alta qualità, selezionate da una filiera artigianale e gestita dalla stessa proprietà. Un locale spazioso, un bancone e diversi tavoli, cucina con vista per assistere alla cottura della carne.

Bottega Tredici (via dei Falegnami, 14)

Per chi è alla ricerca di un ristorante con pochi posti, accogliente, dove gustare degli ottimi antipasti, taglieri, primi e secondi accompagnati da pane fatto in casa e da una buona selezione di vini, Bottega Tredici è il nome da segnare. Siamo in via dei Falegnami, in un angolino pittoresco della Città Eterna.

Fonzie The Burger’s House (via Santa Maria del pianto, 13)

L’Hamburger al Ghetto si mangia da Fonzie The Burger’s House. In via Santa Maria del Pianto si entra in una tipica Burger House americana anni ’50. Oltre 20 tipi di hamburger e panini, 3 formati di chips, anelli di cipolla fritti, bagel, 8 proposte di insalatone. E tutto viene rigorosamente preparato seguendo le regole della cucina kosher.

Daruma Sushi (via del Portico d’Ottavia 14)

Daruma K è il marchio di Daruma che sposa due antiche e prestigiose culture, quelle giapponese ed ebraica. In via del Portico d’Ottavia, al civico 14, si trova il primo sushi Kosher certificato in Italia. Qui ogni preparazione risponde ai requisiti della “kasherut” che indicano un cibo idoneo alle regole alimentari della religione ebraica.

La Dolce Roma (via del Portico d’Ottavia 20/b)

Irresistibile voglia di dolce? In via del Portico d’Ottavia c’è una famosa pasticceria austriaca e americana. Sachertorte, Strudel, ma anche Apple pie e Cheese cake. A colazione e merenda non mancano cornetti ai semi di papavero, brioche viennesi, brownies e tanti altri golosissimi dolciumi.

Grezzo Raw Chocolate (piazza Mattei)

In piazza Mattei, proprio davanti alla famosa Fontana delle Tartarughe, si trova Grezzo Raw Chocolate, una pasticceria e cioccolateria crudista che dal 2014 propone dolci vegetali sani e nutrienti, sfatando il mito della tradizione che vuole dolci ricchi di zuccheri e farine raffinati. Grezzo è una delle poche pasticcerie a proporre dolci inclusivi, adatti a persone con esigenze alimentari specifiche, offrendo prodotti che possano soddisfare le loro necessità, che siano sicuri, certificati e di qualità superiore.

Fonte: Roma Today

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

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