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Ucraina, Draghi: ‘Sanzioni funzionano, l’Europa sarà indipendente dal gas russo’

“Sia il summit della Nato che quello del G7 hanno mostrato un’unità straordinaria nel condannare l’aggressione all’Ucraina e nel decidere di inasprire le sanzioni se fosse necessario”. Lo dice il presidente del Consiglio Mario Draghi, a Bruxelles. “Le sanzioni sono state descritte come straordinariamente efficaci, l’economia russa è fortemente indebolita”, aggiunge.

Per quanto riguarda “come affrontare il problema della sicurezza energetica e agroalimentare in entrambi i casi la risposta è una combinazione di diversificazione: cambiare le fonti di approvvigionamento, come stiamo facendo. In altre parole l’Europa vuole diventare indipendente dal gas russo“, chiarisce Draghi. Pagare il gas in rubli? “Questa fondamentalmente è una violazione contrattuale, i contratti sono considerati violati se questa clausola viene applicata dalla Russia”.

“Non c’è stata nessuna condanna della Cina, anzi, la speranza è che Pechino contribuisca al processo di pace. Tanto dobbiamo essere fermi con le sanzioni, tanto dobbiamo cercare disperatamente la pace. L’Italia- sottolinea il Premier- come gli altri Paesi, si muove lungo questi due binari”.

Sulle armi all’Ucraina “ho ribadito l’impegno che hanno preso tutti gli altri governi nei confronti della Nato: noi abbiamo questo impegno storico e continueremo a osservarlo”. Ma su un ulteriore impegno dell’Alleanza Atlantica, Draghi spiega: “E’ stato ribadito che non è possibile coinvolgere né la Nato né l’Unione europea in una ‘no fly zone’ sull’Ucraina”.

Infine Draghi annuncia che “l’incontro con Erdogan è andato bene” e “avremo presto un incontro” a tre “con Turchia e Francia per far funzionare di nuovo quel foro di collaborazione”.

Colloquio Biden-Draghi, impegno a sostenere Ucraina

Joe Biden ha parlato, a margine dei lavori del G7, con il premier Mario Draghi di Russia e Ucraina. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che i due leader hanno discusso l’impegno condiviso per continuare a ritenere la Russia responsabile per le sue azioni in Ucraina e per sostenere il governo e la popolazione.

Fonte: Silenzi e Falsità

Bilaterale a Bruxelles tra Draghi e il presidente turco Erdogan su Ucraina e Libia

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoaan, a margine del Vertice Nato. Lo si apprende da fonti a Bruxelles. Nel corso del colloquio sono stati affrontati gli sviluppi della crisi in Ucraina e la situazione nel Mediterraneo, con particolare attenzione alla Libia.

Italia, Francia e Turchia riprenderanno il dialogo avviato anni fa e poi interrotto. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Mario Draghi parlando con la stampa a Bruxelles. “L’incontro con Erdogan è andato bene”, ha rilevato Draghi, specificando che con la Turchia esisteva un “foro di comunicazione, poi interrotto” che coinvolgeva anche la Francia. “Abbiamo deciso di farlo funzionare di nuovo”, ha proseguito Draghi, annunciando un incontro a breve con gli altri leader.

Fonte: Agenzia Nova

Kiev chiama, Roma risponde: partito per Rzeow il convoglio di FdI con 215 tonnellate di cibo e medicinali

Kiev chiama, Roma risponde: Fdi al lavoro per l’Ucraina.  È partito questa mattina, con Fabio Roscani alla testa della colonna mobile, e dovrà arrivare nella tarda serata di oggi a Rzeòw, città della Polonia a poche decine di chilometri dal confine con l’Ucraina, il tir carico di beni di prima necessità. Messo in moto nell’ambito della campagna “Aiutiamo il popolo ucraino”, organizzata da Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale a supporto di organizzazioni umanitarie impegnate nel soccorrere la popolazione colpita dalla guerra. 215 tonnellate tra cibo e medicinali. Per una spedizione frutto di una mobilitazione di una macchina solidale e organizzativa – in collaborazione con le associazioni del terzo settore – allestita sin dal primo giorno dell’invasione militare della Russia.

Fonte: Secolo d’Italia

Consacrazione Ucraina e Russia a Maria: vescovi del Venezuela si uniscono a preghiere e chiedono la fine del conflitto

Di fronte alla sofferenza del mondo e, in particolare, al conflitto armato tra Russia e Ucraina, la presidenza della Conferenza episcopale del Venezuela si unisce all’appello di Papa Francesco per l’Atto di consacrazione di Ucraina e Russia al cuore immacolato di Maria, per invocare pace e perdono. La Chiesa in Venezuela accompagna la sofferenza di tante persone in questa situazione, “che viola il diritto fondamentale a vita, libertà e pacifica convivenza. Siamo solidali con il grido di dolore di quanti soffrono e implorano la fine della violenza: con gli sfollati, coloro che fuggono, i feriti, i molti caduti, le famiglie dei defunti”. I vescovi chiedono preghiere per la fine del conflitto e ammirano il lavoro  di “missionari, personale sanitario, paramedici, vigili del fuoco, volontari, organizzazioni e associazioni che danno segni di speranza”. “In questa solidarietà – dicono – vediamo riflesso il volto di Gesù, buon samaritano, compassionevole e misericordioso”.

Fonte: AgenSIR

Il mondo con il fiato sospeso: la Consacrazione al cuore di Maria di Russia e Ucraina per sperare ancora

In questo venerdì 25 marzo, nella solennità dell’Annunciazione, il Papa consacrerà l’umanità intera, e in particolare Russia e Ucraina, al cuore immacolato di Maria.

Un atto che, scrive l’edizione on line del quotidiano dei Vescovi Avvenire –  secondo la tradizione cattolica, significa affidare alla Madre, e per sua intercessione a Dio, ogni persona della terra, in particolare oggi quanti soffrono a causa della guerra.

Si tratta cioè di «un gesto della Chiesa universale – scrive Francesco nella Lettera che ha inviato a tutti i Vescovi del mondo – , che in questo momento drammatico porta a Dio, attraverso la Madre sua e nostra, il grido di dolore di quanti soffrono e implorano la fine della violenza, e affida l’avvenire dell’umanità alla Regina della pace».

La consacrazione, «poiché è bene disporsi a invocare la pace rinnovati dal perdono di Dio» avverrà durante la celebrazione della Penitenza in programma alle 17 in San Pietro, indicativamente intorno alle 18.30.

Fonte: Papaboys 3.0

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

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