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Ucraina-Roma e i minori immigrati

Ucraina: Salvini, semplificare adozioni e affidi per orfani

 “Inspiegabile No da parte del governo a un ordine del giorno della Lega per semplificare le procedure per adozioni e affidi degli orfani ucraini. Non ci arrendiamo, farò io stesso una proposta a mia firma. Non possiamo limitarci a inviare armi senza pensare ad accogliere i bambini in fuga e senza genitori”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini dopo il parere negativo del governo espresso alla Camera durante la discussione del Decreto Ucraina. (Ansa)

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

In arrivo migliaia di minori immigrati nelle scuole di Roma, ma il sistema (ad oggi) non è pronto

L’emergenza Ucraina ha fatto partire la gara all’accoglienza. Chi organizza laboratori di italiano per stranieri spiega però i profughi vengono quasi sempre respinti

In Italia, secondo i dati forniti il 16 marzo dal ministero dell’Interno, sono arrivati già oltre 44.000 profughi dall’Ucraina, di cui quasi 18.000 minori. Al 14 marzo nella capitale la Prefettura registrava quasi 2.400 persone, ovviamente a maggioranza di donne e bambini. Roma si appresta a dover inserire in corso d’anno nel sistema scolastico migliaia di immigrati. Peccato però che fino a ieri non fosse assolutamente in grado. O non volesse. 

La rete di scuole per gli stranieri

Per capirlo basta parlare con chi si occupa di laboratori di Italiano per stranieri da anni, nei centri sociali (come Astra 19 al Tufello) o negli spazi recuperati come quelli di via Comisso alla Ferratella a Roma Sud o all’Anpi di Centocelle a Roma Est. E’ la rete delle Scuole Migranti, 100 associazioni e scuole in tutta Roma, cento per cento volontariato, in qualche caso anche dentro le scuole pubbliche. “Dal 2018 siamo riusciti a stringere un rapporto migliore con l’ufficio scolastico regionale – spiega Antonella Priori, portavoce della rete e insegnante di italiano L2 – e ci occupiamo anche di agevolare l’accoglienza di minori immigrati nelle scuole di Roma dopo che vengono respinti”. 

Mancano insegnanti e spazi

Sì, respinti. Perché i dirigenti scolastici non hanno insegnanti a sufficienza, non hanno fisicamente i banchi nelle aule. Se anche avessero gli insegnanti, non sono preparati ad affrontare situazioni in cui la conoscenza dell’italiano è pari a zero: “E in certi casi ragazzi di 14 anni vengono messi con bambini di 9 o 10 anni – continua Antonella – modalità che li spinge all’abbandono. E poi dove credete che finiscano, se non chiusi a casa quando va bene o in strada a gironzolare quando va male?”. 

Scuole Migranti si avvale di 1.000 insegnanti volontari a Roma e provincia, tra laureandi e insegnanti in pensione con esperienze di lungo corso nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri

A Roma 60 minori respinti in 4 mesi

Quindi, al netto delle iniziative politiche (la memoria di giunta capitolina che agevola le iscrizioni ai nidi, il finanziamento da un milione di euro annunciato dal Ministro dell’Istruzione Bianchi), la domanda che viene spontanea è questa: come farà il sistema scolastico romano ad accogliere l’ondata di minori ucraini, quando fino a poco tempo fa non era in grado di inserire già gli africani, i bengalesi, i pakistani? “Da settembre 2021 a gennaio 2022 abbiamo aiutato 60 minori a inserirsi nelle scuole dopo il primo rifiuto – fa sapere Priori – ed è così ogni anno. Per quasi tutti sono state contattate almeno tre scuole diverse per trovarne una disponibile. Le segreterie chiedono documenti che queste famiglie non possono già avere: permessi di soggiorno, codici fiscali, tessere sanitarie, addirittura le bollette o i conti correnti. Per legge neanche potrebbero farlo”.

Le criticità soprattutto a Roma Est

Quando va male chi arriva in Questura per l’identificazione non viene correttamente informato: “Molti non sanno che in Italia la scuola è obbligatoria” specifica la portavoce di Scuole Migranti. Circa la metà dei casi di chi viene respinto in prima istanza, come è possibile verificare nel report pubblicato di recente dall’associazione, riguarda la fascia d’età tra i 6 e gli 11 anni, corrispondente alla scuola primaria, con un picco nelle età di 8 e 9 anni. Un altro picco si nota in corrispondenza dei 5 e 14 anni. I quartieri più problematici si trovano nei municipi III, V, VI e VII: “Quasi tutta Roma Est – commenta Antonella – dove c’è una densità di popolazione migrante importante”. Per sensibilizzare maggiormente le istituzioni a ogni livello, giovedì 17 marzo a Roma Tre la rete delle Scuole Migranti ha consegnato al Ministro Bianco oltre 21.000 firme raccolte a sostegno dell’appello per un’accoglienza strutturale e organica dei minori migranti nelle scuole italiane. 

La scuola di italiano che funziona

Chi è riuscito ad entrare sistematicamente nelle scuole romane è l’associazione “Più Culture”, che stipula convenzioni soprattutto nel II Municipio dove è presente in sei istituti differenti e organizza laboratori di italiano L2 inseriti nei piani di offerta formativa: “Il cuore del problema dei respingimenti è che quando il Ministero assegna il personale alle scuole – spiega Anna Ghisani, presidente – lo fa su una programmazione stilata l’anno precedente. La scuola comunica di avere un tot di ragazzi, quindi si prevedono gli insegnanti per quel numero. Le classi vengono saturate, ma i migranti arrivano in qualsiasi momento e le presidi non potrebbero dire di no, ma lo fanno perché hanno la giustificazione della mancanza di spazio. Bisognerebbe quindi cambiare il meccanismo di assegnazione degli insegnanti, prevedendone almeno uno o due per scuola dedicati agli immigrati”.

Al via convenzione con il Municipio

Alcuni dirigenti hanno capito che è meglio sfruttare l’autonomia scolastica e facendo leva sulle pochissime risorse a disposizione, si affidano a realtà esterne. “Ormai ci contattano loro – continua Ghisani – sono circa dieci anni che facciamo questo lavoro. Adesso stiamo stipulando una nuova convenzione con il II Municipio per un progetto specifico anche con il supporto dei mediatori linguistici, perché con l’emergenza Ucraina le scuole hanno l’obbligo di inserire gli alunni. Per capire l’entità del fenomeno, comunque, bisognerà aspettare un mese”. 

L’insegnante: “La classe di concorso non ha mai preso piede”

Andando ancora più a fondo nel problema, un insegnante con nomina annuale in un istituto superiore ci spiega quale siano le cause dell’assenza di personale qualificato: “Ho sempre insegnato nei centri di accoglienza – racconta Francesco – ma da quest’anno ho ricevuto la nomina annuale. Nel mio istituto non ci sono nuovi arrivi al momento e penso che alle superiori sarà particolarmente complesso inserire in corso d’anno ragazzi completamente a digiuno della lingua, non essendoci percorsi di italiano L2. Il tema è che nella scuola pubblica, pur esistendo una classe di concorso per Italiano agli stranieri, non ha mai preso piede: gli insegnanti sono pochi e molti, come me, vengono fatti fuori perché non hanno una laurea idonea, ma io sono laureato in Filosofia e ho un’esperienza di lungo corso”. Alle scuole elementari, però, sembra che l’iter potrebbe essere più fluido: “Per esempio mia suocera sta ospitando due mamme con due bimbe di 6 e 10 anni – conclude – e quando ho inviato una Pec a una scuola, il giorno dopo mi hanno risposto che sicuramente avrebbero trovato un posto a entrambe. Temo però che ci saranno grosse difficoltà di comunicazione, non hanno percorsi interni di Italiano e si appoggiano ad associazioni esterne”. 

Fonte: Roma Today

Per tutte le info: info@roma-news.it

 

 

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