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Dopo il sincro: il ciclismo

Dopo il sincro, il ciclismo: così l’Italia aiuta l’Ucraina

SPORT – Sincro e ciclismo. L’Italia dello sport aiuta l’Ucraina. Succede con il nuoto sincronizzato, visto che tutta la nazionale ucraina, ormai, è in salvo ed è diretta a Ostia; ma succede anche con le nazionali di ciclismo del Paese invaso, che saranno ospitate in Abruzzo.

Il nuoto sincronizzato ucraino al completo a Ostia

La nazionale ucraina di nuoto sicronizzato è tutta in salvo ed entro giovedì si ritroverà al completo nel centro federale di Ostia della Federnuoto dove è in programma un allenamento congiunto con gli azzurri Giorgio Minisini, Linda Cerruti, Costanza Ferro e Lucrezia Ruggiero, guidati dai responsabili tecnici Patrizia Giallombardo e Oleisia Zaitseva. Lo ha annunciato Paolo Barelli, presidente della Federnuoto e del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati. Dopo un lunghissimo viaggio che ha tagliato tutta l’Ucraina, dalla bombardata Kharkiv sino al confine di Beregsurany, anche Marta Fiedina (pluricampionessa con gli esercizi di squadra, nonché regina d’Europea nel singolo, bronzo olimpico e mondiale nel duo), Sofiia Matsiievska (17 anni), Valeriia Shylo, la head coach Svitlana Saidova, il tecnico Yevheniia Lykhman e la team manager Victoriia Stolyarenko sono arrivati in territorio ungherese. «Siamo felici di potere annunciare che nella notte anche l’ultimo gruppo della nazionale ucraina raggiungerà il centro federale di Ostia per ricongiungersi alle compagne di squadra», ha spiegato Barelli, «il viaggio da Kharkiv è stato molto impegnativo e a tratti abbiamo temuto il peggio perchè abbiamo perso tracce per ore che sembravano giorni. Per fortuna la rete di contatti che avevamo predisposto è riuscita a guidare le ragazze che stanno bene, provate ma bene. Adesso le stiamo accompagnando a Budapest per riposarsi e nella notte è previsto l’arrivo a Roma». Con l’arrivo del secondo gruppo la selezione nazionale ucraina presente al centro federale di Ostia è praticamente al completo (vedi la foto www.federnuoto.it): composta da 13 atlete e 5 membri dello staff tecnico. Si attendono notizie solo della 15enne Sofiia Spasybo, in fuga con i genitori verso la Svizzera.

Ucraina, le nazionali del ciclismo in arrivo dalla Turchia

Ma non è tutto, perché giovedì 10 marzo, alle ore 17,45, con il volo della Turkish Airlines TK1863O, atterreranno all’aeroporto di Roma Fiumicino le Nazionali di ciclismo dell’Ucraina sorprese dall’invasione russa mentre erano impegnate in un training camp ad Antalya. Ad attendere il gruppo di 24 persone, di cui 20 atleti, saranno il presidente Cordiano Dagnoni e il segretario generale Marcello Tolu, per la Federazione ciclistica italiana che si è impegnata per rendere possibile il trasferimento, e l’assessore allo Sport della Regione Abruzzo Guido Liris, in rappresentanza della Regione che offrirà ospitalità al gruppo fino a quando non sarà possibile fare rientro in Ucraina.
La richiesta di aiuto, lanciata dal capo delegazione delle Nazionali Sergiy Grechyn a seguito della vicinanza manifestata dalla Federazione italiana al popolo e agli sportivi ucraini, è stata raccolta dalla giornalista Francesca Monzone, che ricopre il ruolo di “bike ambassador” per la Fci. Fondamentale, per la riuscita del trasferimento, anche la disponibilità della Israel Cycling Academy, che ha contribuito a far arrivare il gruppo nel nostro Paese e continuerà a supportarlo dal punto di vista tecnico durante il soggiorno. Gli atleti e i tecnici ucraini resteranno in Italia, all’Aquila, fino a quando non potranno far ritorno a casa. Fanno parte del gruppo atlete e atleti delle categorie Donne Elite, Donne U23, Under 23, Elite e Juniores. In Italia potranno allenarsi e partecipare alle gare del calendario, anche grazie all’aiuto delle società abruzzesi e di tutto il mondo del ciclismo italiano, subito mobilitatosi per aiutare i colleghi ucraini.

I russi catturano il padre, biathleta si ritira da Pechino

Notizie drammatiche per lo sport ucraino anche dalle Paralimpiadi di Pechino.La biathleta Anastasiia Laletina, 19 anni, si è ritirata dalle gare quando ha appreso che suo padre è stato catturato dai soldati russi. La notizia è stata data dalla portavoce della squadra ucraina, Nataliia Harach: «Suo padre è un soldato dell’esercito ucraino ed è stato fatto prigioniero dai soldati russi. Lo hanno picchiato. La ragazza era sconvolta, non ha potuto prendere parte alla gara».
Fonte: Metro News
Per tutte le info: info@roma-news.it
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