romaostia

RomaOstia

RomaOstia: trionfa il keniano Kirimu. Nel segno dell’Ucraina

Ottimo il tempo del vincitore (58’02”): “Per me si aprono orizzonti pazzeschi”. Primo degli italiani Faniel in 1h00’36”: “Ma sono in fase di carico”. Anche tra le donne s’impone il Kenya, con Irene Kimais (1h06’03”). Tanti i segni di pace per il conflitto ucraino

RomaOstia speciale, specialissima. Sono stati frantumati i due record della corsa. Il keniano Sawe Sebastian Kirimu ha stampato un ottimo 58’02” ed era felicissimo al traguardo. “Incredibile alla mia seconda prova in Europa, ora per me si aprono orizzonti pazzeschi”. Dietro di lui l’etiope Dida Diriba con 59’21” e il keniano Leonard Kiproech con 59’22”. Trionfale anche l’arrivo della keniana Irene Kimais, prima con 1h06’03” che ha preceduto due etiopi, Marina Mehmad, seconda con 1h07’09” e Demise Shure, terza con 1h08’17”. Ma forse tutti questi numeri non bastano per spiegare a sufficienza l’atmosfera unica che si respirava sul lungomare. Era la domenica della ripartenza per la classicissima dei Bancari Romani, organizzata con la collaborazione di Rcs Sport & Events. Ma anche di un evento sportivo capitato in mezzo all’angoscia per quanto sta succedendo in Ucraina. Tanti podisti con i colori della pace, uno con i manicotti alle braccia con scritto “No War”, molti arrivi con le braccia alzate e le dita puntate verso il cielo forse per esprimere un ricordo o una speranza.

CHE TEMPI!

La gara ha visto il solito monopolio africano in una giornata di grandi contenuti tecnici. C’era un vento freddo che spirava però a vantaggio degli atleti. Anche Eyob Faniel si è detto soddisfatto all’arrivo: il nostro miglior maratoneta del momento è finito ottavo in 1h00”36. “Ma sono in una fase di carico e non mi aspettavo di meglio, sono soddisfatto – ha detto l’azzurro al traguardo. Era un bel test in vista della maratona di Boston, ora me ne torno in Kenya e continuerò ad allenarmi per poi viaggiare verso gli Stati Uniti. A Boston non vado per cercare un gran crono ma si tratta di uno degli appuntamenti più prestigiosi del mondo”. La prima delle italiane è stata invece Rebecca Lonedo dell’Atletica Vicentina in 1h13’10”.

PER KIEV

Poco dopo è arrivato Oleksandr Choban con i colori della sua Ucraina, circondato da un affetto particolare. “Gli ultimi giorni sono stati un disastro, non ho la testa per allenarmi. Ho tanti amici che sono andati a combattere”. Choban vive in Sardegna da 10 anni: “Faccio tubolari per i gommoni a La Maddalena. La mia famiglia vive in un posto meno assediato, al confine con la Romania. Lo sport ha aiutato l’Ucraina a camminare sempre di più sulla strada della democrazia rispetto alla Russia dove c’è una propaganda martellante. Spero solo che finisca domani, oggi, adesso, non ho altri pensieri”. Anche Agnieska arriva al traguardo con pensieri simili e una scritta sulla schiena: “Sei la mia forza”. Un ricordo per il padre, un pensiero per suo figlio piccolo che corre con lei sul passeggino. “E per l’Ucraina. Sembriamo piccoli ma siamo grandi!”.

Fonte: Gazzetta
Per tutte le info: info@roma-news.it

 

Like (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.