Frappe e castagnole: i dolci-emblema del Carnevale romano
La tradizione vuole che frappe e castagnole siano servite rigorosamente fritte, anche se, ormai, esistono versioni al forno altrettanto buone ma, invero, più leggere e salutari, ottenute da impasti differenti, a seconda degli usi regionali.
Il Carnevale a Roma non si può fare a meno di festeggiarlo mangiando frappe e castagnole,
i dolci–emblema, festa che quest’anno ha avuto inizio il 13 febbraio e si
concluderà domenica, primo marzo.
Pasticcerie e forni sono già pieni di questi dolci e non solo.
Pertanto, è doverosa una guida ai “locali cult”, dove si potranno gustare
i migliori sfizi della Capitale.
La tradizione vuole che frappe e castagnole siano servite rigorosamente fritte, anche se, ormai,
esistono versioni al forno altrettanto buone ma, invero, più leggere e salutari, ottenute da impasti
differenti, a seconda degli usi regionali.
Diversi anche i nomi di cotante prelibatezze che, in base alle regioni italiane, sono
chiamate chiacchiere in Lombardia; bugie in Piemonte; crostoli o galani in Veneto e cen
ci in Toscana.
Dunque, in mezzo a maschere e coriandoli, spunteranno immancabilmente loro, anche quest’anno: i
dolci che fanno tornare bambini anche gli adulti.
Nella Capitale, in barba all’emergenza sanitaria, si vedono da
giorni lunghe file fuori dai principali locali “cult”, per festeggiare una festa che,
nella Città Eterna, ha un sapore oltremodo antico.
In effetti, le origini del Carnevale romano risalgono ai Saturnali, festività religiose dell’Antica
Roma, dedicate all’insediamento nel tempio del titano saturno e alla mitica Età dell’Oro.
Davvero difficile scegliere tra le bontà del biscottificio Cipriani, quelle
della pasticceria Regoli nel quartiere Esquilino e le rinomate pasticcerie Napoleoni, all’Appio
Latino o, infine, Fortunato, dove si trovano finanche le varianti per celiaci gluten free. O,
ancora, Andreotti ad Ostiense, che sforna varietà persino al limone e alla cannella.
Senza dimenticare i vari box di Pane Ciociaro, da Viale Marconi a Via Appia Nuova, fino ad
arrivare alla storica pasticceria Cantiani, in Via Cola di Rienzo. E, ancora, il quartiere, cuore del
gusto della romanitas che, quindi, ha creato una novità: oltre alle gustosissime frappe e castagnole, i
buonissimi bignolini, da 5 o 10 pezzi, con spolverate di zucchero a velo.
Spostandoci verso la Tuscolana, i nomi da ricordare
sono Tichetti, Sorelle Giordano e Pasticceria Max. A Cinecittà, invece, presso
la pasticceria Novelli, vi è una ricca varietà di frappe fritte e al forno, oltre a castagnole classiche
o ripiene di Nutella, come pure crema, pistacchio e ricotta. Mentre, per i più piccoli, sarà
immancabile l’assaggio di mascherine di pasta frolla.
Spostandoci in zona Ardeatina troviamo Bompiani, con frappe croccanti, cosparse di zucchero a
velo e castagnole tradizionali, oppure ripiene di ogni altro genere di leccornia.
Da non dimenticare Casa Manfredi, all’Aventino.
O, ancora, Monte Mario, dove in Contro Contemporary Bistrot il maestro Andrea Fiori è dedito
a preparare anche i bignè con ricotta e crema.
E, poi, Nero Vaniglia, ad Ostiense, con le sue frappe note per la leggerezza, realizzate con panna,
ovvero con le castagnole, ricoperte di zucchero semolato.
Al quartiere Africano vi è Romoli: un nome, una garanzia. Tutto l’anno e, ancor di più, a Carnevale.
In Viale Regina Margherita c’è Grue, che propone anche ottime ciambelline fritte.
A Largo Bompiani vi è la pasticceria Walter Musco che propone sì castagnole classiche ma
anche all’archemes, oltre a frappe e mini bignè di San Giuseppe.
Imperdibili i dolci di Antico Forno Urbani, al Ghetto; altra sosta d’obbligo è
il Forno Montefiore, in Via del Pellegrino.
Come da tradizione, lo storico forno romano della famiglia Roscioli torna a proporre frappe e
castagnole in diverse varianti, anche se le migliori sembrano quelle al limone.
Mentre Roscioli Caffè, la Caffetteria a marchio Roscioli, a due passi dal Forno e dalla storica
Salumeria, propone frappe e castagnole farcite con crema pasticcera e ricotta.
In zona San Giovanni vi è Panella, con frappe e castagnole degne di altrettanta nota. Vicino, a
pochi passi e, più precisamente, in Via Merulana da non perdere sono i dolci di Regoli.
Come pure al Nomentano, dove il profumo dei dolci di Carnevale proviene dal
noto Forno Santi Sebastiano e Valentino.
A Roma Est quest’anno, dopo la chiusura per pandemia, sono tornate le frappe e le castagnole
di Officina Dolciaria Woods Sweet (di Tor Cervara).
Mentre in zona Prenestina resta una certezza: D’Antoni, con frappe miste, classiche o ricoperte di
miele, arricchite di zuccherini colorati ed ottime frappe al forno, con cioccolato fondente.
E come dimenticare il noto e antico Forno di Campo de’ Fiori, famoso, oltre che per i dolci
carnascialeschi, per molte altre prelibatezze. Invero, durante l’intero anno, dove, di certo, bisognerà
fare i conti con la fila prima di poter gustare castagnole, frappe e non solo.
Infine, permane ancora in voga il fai da te casalingo, con i video tutorial in rete, per realizzare
tante e tali varietà.
Sia per le frappe sia per le palline ricoperte di zucchero, comunque, gli adattamenti si sbizzarriscono
dal Nord al Sud della Penisola: al cioccolato, alla crema, alla ricotta, al pistacchio… Dal passato al
presente come in un cerchio.
Del resto, le castagnole trovano origini addirittura nel XVII secolo, in antiche opere letterarie: nel
lontano 1684, ne ha trattato il cuoco di Casa Farnese; nel 1692, ne ha descritto la ricetta il cuoco
della Casa Reale dei D’Angiò. In effetti, entrambi hanno parlato di “struffoli alla romana…”, la
cui descrizione corrisponde perfettamente a quella delle attuali castagnole…
Oggi proprio come all’epoca, dunque, tutta Roma è inebriata dal profumo dei dolci di Carnevale.
Resistere alla tentazione diventa davvero impossibile!
Fonte: TheDailycases
Per tutte le info: info@roma-news.it
Like (1)