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Il segreto di Verdone rivelato alla Nuvola dell’Eur: l’ansia “ti divora ma ti dà anche il turbo”

L’attore romano, insieme a Margherita Buy e Francesca Marciano, per i 30 anni del film Maledetto il giorno che t’ho incontrato

Roma è (anche) questo: si va dall’opening del museo dei Palloncini a Prati con Luca Argentero e Cristina Marino, alla Mostra Italia Geniale al Mise col ministro Giorgetti, che festeggia l’apertura al pubblico della sede a Palazzo Piacentini con un’esposizione/manifesto del nostro disegno industriale. Tra una Moka Bialetti e un Campari Soda by Depero, è la city car Isetta ad attirare la nostra attenzione con la Carta da Lavoro di Sironi.

La Giovane Donna seduta e scomposta di Picasso piace molto a Lella e Fausto Bertinotti, tra i protagonisti del vernissage ospitato da Alda Fendi nella sua Rhinoceros Gallery. E’ un percorso speciale quello realizzato da Raffaele Curi per la mostra, dalla video proiezione de La Templanza alle immagini di Parade con musica di Satie e soggetto di Cocteau.

Apprezzano il tutto Miguel Gotor, Umberto Croppi, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per la gioia di Alessia e Giovanna Caruso Fendi, ma ancora di più il drink alcolico in terrazza con vista sull’Arco di Giano. Poi, di corsa alla Nuvola all’Eur per i 30 anni di Maledetto il giorno che t’ho incontrato con Carlo Verdone, Margherita Buy e Francesca Marciano. “L’ansia – ribadisce lui – è una madre matrigna, ma dà un turbo in più”. 

Fonte: Il Foglio

Film: Ennio, la partitura cinematografica diretta da Tornatore

NON POTEVA CHE ESSERE GIUSEPPE TORNATORE A FIRMARE LA REGIA DI UN FILM-DOCUMENTARIO CON E SU ENNIO MORRICONE. COMPOSITORE, MUSICISTA, ARTISTA, SPERIMENTATORE. COLUI CHE CON LA MUSICA HA RACCONTATO TANTISSIME STORIE DIVENTANDO UN’ICONA CONTEMPORANEA

Una partitura musicale, un lessico familiare. La storia del cinema e la storia della musica incrociano la vita di un uomo, Ennio MorriconeGiuseppe Tornatore compone Ennio, documentario sul maestro e amico, in sala dal 17 febbraio con Lucky Red. “Volevo che fosse un documentario sulla sua musica e che seguisse un linguaggio musicale. Il ritmo del montaggio, la struttura del montaggio più che si estrazione cinematografica è infatti di estrazione musicale”, mi dice il regista. L’immagine riportata nella locandina del film è uno dei pochissimi momenti in cui il Maestro si fa attore e si lascia andare alle indicazioni del regista extra conversazione. “Gli ho chiesto di rifare due cose che lui aveva sempre fatto. Una l’aveva fatta sempre nella sua vita, lo sport mattutino. Circolano leggende su questo, lo sapevano tutti nel mondo del cinema. L’altra riguarda riguardava la musica e i gesti da direttore d’orchestra, quindi gli ho chiesto semplicemente se gli andava di farlo davanti alla macchina da presa”, continua Tornatore. “Gli spiegai che volevo cominciare il documentario in questo modo. La cosa l’ho divertì e lo fece. Nello specifico lui che dirige nello studio vuoto è un’idea nata da un momento della sua vita. Lui non era stato bene, aveva avuto un intervento ortopedico e poi nel riabilitarsi ai movimenti mi aveva confessato che nella prospettiva di tornare a fare concerti si esercitava a dirigere per riacquistare l’energia, il gesto in sé”.

ENNIO MORRICONE: IL RACCONTO DI TORNATORE

Il film, presentato fuori concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia e passato un po’ in sordina purtroppo, è un grandissimo documento di storia, arte e musica. La storia di come un ragazzo come tanti è diventato icona del nostro tempo senza neanche rendersene conto. Giuseppe Tornatore compone questo documentario con parole e musiche. La spina dorsale è il racconto stesso che il maestro fa della sua vita e del suo lavoro, e a questa si aggiungono tantissimi intervistati tra i più popolari, da Quentin Tarantino a Gianni Morandi, da Bruce Springsteen a Lina Wertmuller e Carlo Verdone. Il tutto al ritmo di canzoni e colonne sonore che sono storia, quella con la “s” maiuscola, del nostro patrimonio artistico contemporaneo. Un film che è una delizia. Un documentario che è anima, corpo, suoni e rumori di una vita dedicata con passione e amore alla ricerca musicale. La storia si un compositore divenuto icona pop del nostro tempo.

MORRICONE SECONDO PIOVANI

Il mondo di Ennio non è ancora totalmente scoperto”, dice la produttrice musicale Caterina Caselli. “Un artista che non ha mai inseguito il successo”, aggiunge il compositore Nicola Piovani. “Lui ha inventato un format da cinema”, continua il regista Roberto Faenza. Ennio è un omaggio, un ricordo, un approfondimento, una scoperta. È un contenuto cinematografico unico nel suo genere e dal grande ritmo. Tra ricordi, definizioni, precisazioni e interviste, tantissimi aneddoti legati alla composizione, alle collaborazioni, necessità di ricercare qualcosa di nuovo, suggestivo e sperimentare in abbinamento con la musica più classica, qualcosa che andasse (come è stato) oltre la melodia. “La dignità del compositore sentivo di doverla inserire sempre”, dice Ennio Morricone e dopo un po’ aggiunge “Cercavo di mettere nell’ arrangiamento qualcosa che fosse superiore alla canzone”. Non poteva che essere Giuseppe Tornatore a dedicare un film a questo Maestro. Collaboratore e amico per oltre 30 anni, la loro sintonia è nata da subito, sin dal loro lavoro comune per Nuovo Cinema Paradiso. “Aldilà dei momenti in cui si lavorava insieme, stavamo molto tempo a discutere sulla musica, sul cinema, sul rapporto tra le immagini e la musica, anche di altri argomenti e trascorrevamo del tempo insieme”, racconta Tornatore. “Poi ovviamente con la frequentazione questa intesa si è trasformata in un rapporto di consuetudine quasi familiare e di collaborazione che non si è mai interrotta”. 

Fonte: Artribune

Per tutte le info: info@roma-news.it

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