Roma città chiusa ai senza fissa dimora

Roma città chiusa ai senza fissa dimora

Roma città chiusa ai senza fissa dimora: fino a 16.000 senza una casa, mancano i servizi

Presentato un rapporto di 100 pagine alla Città dell’Altra Economia

Un rapporto dettagliato sui senza dimora, presentato la mattina del 5 febbraio da Nonna Roma alla

Città dell’Altra Economia a Testaccio, svela nella sua completezza e complessità il fenomeno di chi

vive in strada nella nostra città, ponendo l’accento – che suona come un enorme campanello

d’allarme e un’accusa alle istituzioni – sulla scarsità di servizi per chi si trova senza una casa. 

Un quadro critico

Alla conferenza stampa era presente l’assessora alle politiche sociali di Roma Capitale Barbara

Funari, quella alla scuola e al lavoro Claudia Pratelli, i consiglieri capitolini Nella Converti, Paolo

Ciani e Giovanni Caudo, la consigliera regionale Marta Bonafoni. “Emerge un quadro assai critico

che condanna quasi 20.000 persone all’invisibilità e a vivere senza un adeguato sostegno da parte

delle istituzioni preposte – spiega l’associazione – . Occorre mettere in campo una rilevazione

regolare dei senza dimora sia da un punto di vista numerico che dei loro bisogni, garantire l’accesso

alla residenza fittizia attraverso il superamento della delibera comunale 31/2017, derogare l’articolo

5 del decreto Lupi;, porre fine alla criminalizzazione di poveri e marginali attraverso l’abrogazione e

il superamento dell’attuale regolamento di polizia urbana di Roma, costruire un nuovo modello di

Accoglienza Permanente e Integrato in grado di dare risposte differenziate e di lungo periodo”. 

I numeri del disagio: dai 14.000 ai 16.000 senza dimora a Roma

I numeri riportati nelle 100 pagine di report sono chiari: al censimento fatto dall’Istat nel 2014, con

8.000 persone senza dimora (il 15% della popolazione totale dei senza dimora in Italia), si aggiunge

una ricerca del 2016 che stima il numero tra 14 e 16.000 persone. E sono oltre 100, secondo il

rapporto Fuori Campo di Medici Senza Frontiere, le occupazioni organizzate censite nella Capitale.

“Tali occupazioni – spiega Nonna Roma – hanno rappresentato per molti individui, esclusi dal

sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o in diversa

condizione di disagio abitativo, l’unica alternativa alla vita in strada o nei non dignitosi insediamenti

informali”. Per citare alcune di queste realtà: ex Inpdap a via Santa Croce in Gerusalemme (Spin

Time), con 400 persone tra le quali un centinaio di richiedenti asilo o titolari di protezione

internazionale, l’ex Inps di viale delle Province con 500 occupanti di cui poco meno di 100

richiedenti asilo o con protezione, ex Inpdap a via Collatina con 450 persone, quasi tutti richiedenti

asilo di nazionalità eritrea ed etiope. 

Gli insediamenti informali

Inoltre, Nonna Roma ricorda che la città ha visto il moltiplicarsi di insediamenti informali in edifici

abbandonati lontani dal centro, perlopiù concentrati nel IV Municipio, nella zona di Tor Cervara.

“Tali insediamenti informali  – si legge nel rapporto – si differenziano dalle occupazioni organizzate

per le condizioni indegne in cui le persone sono costrette a vivere. Come evidenziato dal rapporto

del 2019 ‘Uscire dal ghetto’, si tratta di stabili circondati da discariche abusive, infestati da ratti, in

cui si sopravvive senza i beni più elementari.

Nei municipi: al centro quasi 600 senza dimora

In base al censimento pubblicato dall’associazione di mutuo soccorso, la maggiore incidenza di

persone senza dimora, escluso chi si trova nei dormitori, è da registrarsi nel Municipio I con 591

persone, il 37,7% del totale. Segue il Municipio II con 165 persone e sul podio, nel posto più basso,

l’Aurelio (XIII) con 164 persone. Negli altri 13 municipi i numeri sono inferiori alle 100 persone che

vivono in strada. Le persone censite, a confermare il trend dell’indagine Istat del 2014, sono nella

maggioranza di sesso maschile, stranieri, con età media nei dormitori pari a 45 anni ed in strada

superiore a 35 anni. Rispetto al dato nazionale (14,3%) a Roma è più alta la percentuale di donne,

considerate quelle rilevate nei dormitori romani (22%). L’indagine conferma la tendenza alla

cronicizzazione della condizione di senza dimora ed il deterioramento delle aspettative e della

progettualità. 

La situazione dei servizi per chi vive in strada

Secondo il rapporto di Nonna Roma, che cita ancora l’Istat, nella Capitale nel 2014 venivano erogati

meno del 6% dei servizi sul totale nazionale, nonostante l’alta incidenza di persone senza dimora.

Al 30 gennaio 2022, in base ai dati forniti dal sistema informativo unico di monitoraggio e

intervento sociale, sull’intero territorio cittadino sono a disposizione 1016 posti letto notturni, 220

diurni. A questi si aggiungono i servizi del Cim, il circuito per migranti, con 1512 posti di accoglienza

notturna per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnti.

Fonte: Roma Today

Per tutte le info: info@roma-news.it

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