Draghi: la conferenza stampa

Draghi: la conferenza stampa

Draghi, la conferenza stampa. Dalla scuola al super Green pass: cosa ha detto il premier

Il primo ministro: “La Dad crea disuguaglianze, non ha senso tenere aule chiuse”. Sulla pressione ospedaliera,”problemi dipendo da no vax”.  E Speranza: “La strada prioritaria è ridurre l’area dei non vaccinati”

Roma, 10 gennaio 2022 – Rispetto delle regole, vaccinazione, fiducia e unità.
Sono questi i cardini del discorso di Mario Draghi, intervenuto in conferenza stampa, dopo solo
cinque giorni dall’ultimo Cdm, per illustrare le misure adottate dal governo nella lotta al Covid.
“Vogliamo essere cauti – ha spiegato il premier -, ma anche cercare di minimizzare gli effetti
economici, sociali e sui ragazzi, che hanno risentito più di tutti gli altri delle chiusure”.
Nel giorno dell’avvio dell’anno scolastico, l’intervento del primo ministro è iniziato proprio
dalla scuola,
 “fondamentale per la democrazia”, che “va protetta, non abbandonata”.
La priorità del governo, ha sottolineato, “è che sia aperta in presenza“, perchè la “dad procura
diseguaglianze destinate a restare e che si riflettono sul futuro della vita”.
“Non ha senso – ha dichiarato con convinzione – chiudere la scuola senza chiudere tutto il resto.
E non ci sono i motivi per chiudere tutto il resto”. Non si torna indietro, dunque, e la strada che
abbiamo davanti non è quella dei lockdown che hanno caratterizzato il 2021.
Alla Sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio, la parola è passata poi al ministro
dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che, numeri alla mano, ha assicurato: “Non siamo stati fermi,
stiamo controllando la situazione”.
Tra positivi e quarantene, “i docenti assenti sono il 6%”, mentre “gli studenti sono il 4,5%”.
Comuni che hanno chiesto la Dad, invece, sono finora “il 3,07%”. “Abbiamo a cuore i nostri
ragazzi – ha concluso Bianchi -, stiamo quindi controllando le situazioni perchè abbiamo operato con
attenzione in tutto questo periodo”.

Quarantena e terza dose: cosa cambia con le nuove regole

Draghi ha insistito quindi sulla vaccinazione. E ha invitato chi non si è ancora sottoposto alla

somministrazione anti-Covid a “farlo, il prima possibile”.

“Chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi”, ha sottolineato il premier, e noi “siamo stati tra i

primi ad adottare l’obbligo vaccinale per tutta una serie di categorie”.

 Ora, ha proseguito Draghi, “la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri

ospedali, soprattutto per l’effetto che ha sulla popolazione non vaccinata“.

Le terapie intensive, ha rimarcato, “sono occupate per due terzi da non vaccinati”.

E i colori delle Regioni, ovvero “il grado di costrizione sociale a cui siamo sottoposti se il virus

supera una certa soglia, dipendono dall’ospedalizzazione”.

Quindi, ha illustrato il ragionamento del governo, “quanto più riusciamo a ridurre la pressione dei

non vaccinati sugli ospedali, tanto più siamo liberi“.

Contagio alla vigilia della terza dose: che fare?

Una posizione spiegata chiaramente anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza, con

grafico alla mano:

“Siamo all’89,40% di over 12 con prima dose, quindi non sono vaccinati poco più del 10% over

12, che occupa i due terzi di posti in intensiva e 50% in area medica”.

“Se vogliamo ridurre la pressione sui nostri ospedali, salvare vite umane e favorire la ripartenza del

Paese – è il punto -, la strada prioritaria è ridurre l’area dei non vaccinati“.

Dai dati del bollettino, oggi si sono registrati 101.762 casi e 227 decessi (ieri erano 155.569 i

contagi), mentre continuano a crescere i ricoveri (+693 oggi, ieri +717), e le terapie intensive.

 In questo quadro, su Omicron, “il messaggio che la variante” non sia “è grave non è corretto – ha

detto chiaro e tondo Franco Locatelli, coordinatore del Cts -: è solo meno pericolosa della

variante Delta. Il fattore età continua a incidere in maniera molto

chiara”.  E quindi l’obbligo vaccinale per questa fascia “ha ragioni scientifiche”.

In queste festività il governo è intervenuto con due decreti per cambiare le regole della quarantena

Covid, con l’obiettivo di scongiurare un blocco del Paese.

E tutte le “decisioni del governo sono prese in base ai dati – ha rimarcato Draghi -.

Nel 2021 il numero dei morti era ancora alto, ma inferiore al 2020 nonostante le riaperture,

l’economia ha visto una crescita di oltre il 6% a fronte del calo dell’anno precedente del 9%”.

Sulle divergenze nel governo, invece, “l’esperienza di questi undici mesi è stata quella di

una maggioranza molto grande, occorre accettare diversità di vedute.

Non mediazione a tutti i costi, ma su alcuni provvedimenti unanimità molto importante.

Purché il risultato abbia senso”.

E ha concluso: “E’ chiaro che ci sono diversità di opinioni, però non è mai stato di ostacolo all’azione

di governo.

Poi, dicono: ‘Draghi non decide più …’. La scuola aperta dimostra che

questo problema è una priorità. Questo non era il modo in cui il problema era affrontato in passato”.

Ma il premier non smette di sorprendere. E sul finale della conferenza si scusa e spiega i motivi
dell’intevento: “Ci sono state critiche per non aver fatto la conferenza stampa nel giorno in cui il
governo ha approvato il decreto.
Da parte mia c’è stata una sottovalutaizone delle attese , per cui mi scuso e vi prego di
considerare questo come un atto riparatorio”.
Per tutte le info: info@roma-news.it
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