Lasciarsi un giorno a Roma

Lasciarsi un giorno a Roma

Lasciarsi un giorno a Roma: il film sentimentale di e con Edoardo Leo su NOW dal 1 gennaio

Lasciarsi un giorno a Roma, che è il nuovo film di Edoardo Leo regista, e che lo vede protagonista insieme a Claudia Gerini, Marta Nieto e Stefano Fresi, arriva su NOW il 1 gennaio, per un inizio anno sentimentale in una Roma romantica e bellissima.

Come dice Federica Lucisano, che collabora con lui da diversi anni, Edoardo Leo regista ha il

raro dono dell’eclettismo.

In undici anni, l’interprete principale della trilogia di Smetto quando voglio ha raccontato

personaggi diversi, attraversato generi diversi, lavorato con attori diversi.

L’amore ha spesso occupato le sue storie, ma in Lasciarsi un giorno a Roma è protagonista

assoluto.

Anche se il film può essere considerato per alcuni aspetti un feel-good movie, non parla né di un

innamoramento che sfocia nel “E vissero tutti felici e contenti”, né di una riconciliazione o di una

fugace avventura.

No, questa volta si racconta di coppie in crisi e del momento in cui si capisce che, invece di

rilanciare, è meglio prendere strade separate.

Lasciarsi un giorno a Roma è un film Sky Original debutterà su NOW il 1° gennaio.

Accanto a Edoardo Leo recitano Claudia Gerini, l’attrice spagnola Marta Nieto e Stefano

Fresi, da tempo compagno di set di Leo attore e da lui diretto in Noi e la Giulia.

C’è poi un altro fantastico interprete nel film, o meglio una interprete, che fa la parte di se stessa e

diventa il migliore scenario romantico possibile e immaginabile: la città di Roma.

Lasciarsi un giorno a Roma racconta la storia di Tommaso e Zoe e di Umberto ed Elena

Zoe, che lavora nel campo dei videogiochi, torna da un viaggio e si accorge che potrebbe non essere

più innamorata di Tommaso, che non riesce a finire il suo nuovo romanzo e ha una rubrica su un

giornale in cui risponde a lettere impartendo consigli d’amore e firmandosi MarquezZoe, senza

sapere che Marquez è il suo Tom, gli scrive, con la conseguenza che il poverino scopre in anticipo

di essere sul punto di venire defenestrato.

Anche Elena e Umberto sono in crisi. Elena è il sindaco di Roma e Umberto si sente trascurato,

anche perché è soprattutto lui che deve fare le cose in casa e occuparsi della figlia.

Per questo medita di lasciare la moglie. Che succederà? Quale coppia si salverà?

Parla Edoardo Leo: l’idea del film, la sceneggiatura e il ruolo

A far accendere una lampadina nella mente di Edoardo Leo, offrendogli una storia da raccontare e

temi importanti da affrontare, è stato il primo lockdown, che ci ha costretto a restare a casa o in

profonda solitudine o sempre a contatto con i nostri partner.

Tutto è cominciato, però, con alcune considerazione sulla generazione a cui il regista, classe 1972,

appartiene:

Notavo che sempre di più, per la mia generazione, che si avvia verso i cinquant’anni, arriva

il momento in cui, soprattutto quando si ha un rapporto che dura da più di dieci anni, ci si

pone la domanda: è il caso di andare avanti e passare tutta la vita insieme alla persona che

ho accanto, oppure fare il punto della situazione e capire che forse è il caso di separarsi?

Credo che quello che è successo con il lockdown, con la convivenza forzata delle coppie e

una mancata comunicazione fra le persone, abbia accelerato questo meccanismo di

confronto fra uomo e donna, e quindi ho provato ad indagare questo sentimento e mi sono

tuffato nelle pieghe della difficoltà di separarsi quando si capisce che la paura di lasciarsi è

più forte della voglia di stare insieme.

Lasciarsi un giorno a Roma è un film pieno di verità.

I personaggi sono credibili e i dialoghi sono plausibili.

Il merito, ha spiegato il regista, non è soltanto suo e dei co-sceneggiatori:

Ho scritto la sceneggiatura insieme a Marco Bonini, Damiano Bruè e Lisa Riccardi,

tuttavia ho un modo un po’ particolare di lavorare, nel senso che mi fermo prima della

stesura definitiva del copione e cerco gli attori adatti a interpretare i miei personaggi.

Arrivo fino al sessanta per cento della sceneggiatura e poi, insieme agli attori, cerco di

completare la stesura.

Voglio quindi ringraziare Marta Nieto, Claudia Gerini e Stefano Fresi per essere entrati

dentro al processo creativo del film. Ho fatto lunghe chiacchierate con Marta su come

raccontare un uomo e una donna e su come rappresentare un tipo di donna decisa ma allo

stesso tempo molto femminile.

Alcune delle considerazioni che Claudia ha fatto in base alla sua esperienza di donna e di

attrice hanno influenzato la creazione del suo ruolo di sindaco, che da persona

esclusivamente dedita al lavoro è diventata anche una donna fortemente mamma.

Ho avuto tanto anche da Stefano, quando gli ho chiesto di mettersi in gioco, riuscendo a

parlare con lui in maniera delicata del suo phisique du rôle, della sua fisicità.

Lasciarsi un giorno a Roma è un film rivoluzionario

Se Edoardo Leo non avesse tenuto conto dei consigli di Marta Nieto e di Claudia

Gerini, nonché dei suggerimenti della sceneggiatrice Laura Riccardi, non sarebbe

dunque riuscito a tratteggiare con tale precisione un tipo particolare di donna: la donna di

successo forte e determinata ma contemporaneamente fragile, una donna “scomoda”,

senza dubbio, che purtroppo fa scappare gli uomini. Proprio l’analisi e il ritratto di questa

tipologia di fanciulle ha portato Claudia Gerini a gridare alla novità assoluta:

Questo è un film rivoluzionario, nel senso che le figure femminili sono donne

contemporanee, forti.

Ovviamente hanno delle fragilità, perché sono ambiziose, hanno una grande

personalità. Sono donne competenti, importanti.

E’ difficile vedere film in cui queste figure femminili vengano equiparate a quelle

maschili.

La mia Elena potrebbe essere un presidente “dei consigli”, come dice la sua

bambina.

E’ una figura istituzionale, una persona impegnata, una donna che non ha tempo

di ricoprire perfettamente anche il ruolo dell’angelo del focolare.

Noi donne siamo andate molto oltre, e Lasciarsi un giorno a Roma è un film di

grande contemporaneità e grande coraggio proprio perché ci insegna che le

donne stanno facendo un percorso e non hanno tempo di aspettare che gli

uomini capiscano.

Insomma, i maschi si devono attrezzare, si devono in qualche modo emancipare

da loro stessi.

Marta Nieto, che forse ricorderete nel film diretto da Antonio Banderas El camino de

los ingleses, è d’accordo con la sua compagna di set, anche perché in Spagna gli uomini

sono proprio come nella nostra Italia.

Ciò non toglie che, grazie, a Lasciarsi un giorno a Roma, l’attrice sia riuscita ad avere

le idee più chiare e a imparare qualcosa:

Ci sono tante cose preziosissime che vengono fuori da questo film. Guardandolo,

gli uomini potranno capire come relazionarsi a una donna forte.

Lasciarsi un giorno a Roma è un film onesto, che ci insegna che il rapporto uomo

donna non deve necessariamente diventare uno scontro, un combattimento:

ognuno può occupare il proprio spazio in modo generoso e nel pieno rispetto

dell’altro.

Una relazione, insomma, può essere basata sul dialogo e sulla cooperazione.

Edoardo Leo è convinto che gli uomini debbano assolutamente imparare a gestire la

cosiddetta donna Alfa e che il nostro sia ancora un paese maschilista e un po’ sessista, se

non retrogrado:

E’ paradossale che questa cosa la narriamo in un film del 2021.

Il punto è che  non ci sono ancora abbastanza donne nei posti che contano, è

inutile che ci giriamo intorno. E’ così ed è assurdo che accada. E’ assurdo anche

che io debba fare un film per raccontare che è necessario che gli uomini si

rieduchino emotivamente per stare vicino a donne di successo belle, intelligenti,

solide e che non trascurano la propria femminilità e il proprio essere mamme o

compagne.

Noi uomini siamo in crisi. Siamo vittime di un maschilismo che, anche quando

non ce ne accorgiamo, anche quando ci sembra di essere le persone più

emancipate del mondo, ci spinge ancora a usare delle espressioni tipo “donna con

le palle”.

Questo film è un modo per sostenere non solo la parità ma anche la disparità,

perché non c’è nulla di male ad avere accanto una donna più bella di te e che

guadagna più di te. Dovrebbe essere fantastico e gratificante sostenerla e non per

questo sentirsi sminuiti.

Roma

Siamo abituati a vedere Roma al cinema. La nostra città eterna ha fatto da sfondo

a tantissime vicende tragiche – e pensiamo a certi film del neorealismo – e buffe,

diventando uno scenario per tante commedie con Alberto Sordi o con Carlo

Verdone.

Molti registi contemporanei l’hanno scelta per parlare del nostro recente passato,

anche violento, o per costituire “un’alternativa all’aperto” di claustrofobiche case

borghesi o nobiliari. 

Paolo Sorrentino ne ha sottolineato il fascino barocco e le contraddizioni, ma

viene da Napoli, così come Federico Fellini, che l’ha mirabilmente fotografata

in Roma, veniva da Rimini. 

Edoardo Leo è romano e ha voluto omaggiarla trasformandola in un favoloso

contenitore romantico. Però la città non è affatto un personaggio secondario del

suo film: è una signora bellissima e consapevole del proprio magnetismo che

sovente ruba la scena agli attori. Ecco cosa ha detto il regista a proposito della

capitale:

Ho pensato a Roma come se fosse un grande teatro romantico.

A volte – e lo dico da romano e che abita in una città che ama e con cui ha

più volte litigato – professiamo il nostro amore per Roma più a parole

che con i fatti. Io mi sono chiesto concretamente cosa potessi fare.

Dopo il lockdown Roma era deserta, e io ho visto un’altra città, pulita,

meravigliosa, e per la prima volta in vita mia ho visto Piazza Navona

vuota, e mi è sembrata un’altra piazza.

Per la prima volta in vita mia ho fatto un giro sul battello sul Tevere e

ho saputo dal capitano del battello che i romani non lo fanno il giro.

Insomma ho visto Roma da un altro punto di vista, e mi sono chiesto:

‘Se un regista straniero venissi qui, che farebbe? Noterebbe delle cose

bellissime della mia città’, quindi ho immaginato Roma come una città

super romantica, simile quindi a Venezia, Parigi. New York.

Roma è un’icona, e io posso aiutarla con il mio mestiere di regista:

fotografandola e rispettandola, visto che è uno dei posti più belli del

mondo.

L’amore sì l’amore

Anche Stefano Fresi, che è felicemente sposato, ha fatto

di Lasciarsi un giorno a Roma un importante strumento di

riflessione.

Lui che è da tempo insieme alla sua dolce metà, sa bene che i rapporti

con il tempo si trasformano e che richiedono cura e dedizione:

Cambiano le persone e cambia l’ambiente intorno alle

persone, e cambiano le condizioni.

Se uno non si adegua a questi mutamenti, mettendo in gioco

se stesso, le proprie scelte, le proprie idee, credo che vada

contro natura, e quindi non può che attraversare momenti di

rilassamento mentale e dimenticarsi dell’altro.

Noi ci relazioniamo sempre con profondo egoismo all’altro,

nel senso che pensiamo prima di tutto a noi stessi.

Però, quando entriamo in crisi, se il rapporto è più forte della

crisi, la crisi si supera.

Per Claudia Gerini la visione di Lasciarsi un giorno a Roma è

stata toccante e rivelatoria in termini di relazioni amorose.

L’attrice, che è mamma e donna professionalmente affermata, si è

molto riconosciuta sia in Elena che in Zoe:

Quando ho visto il film, avevo gli occhi lucidi, perché ognuno

di noi, nel bene e nel male, si è ritrovato in situazioni

analoghe.

Per esempio io ho impiegato tre anni per riuscire a lasciare

una persona. Spesso si va anche in analisi per lasciarsi.

Nelle coppie io sono quella impegnata, molto impegnata,

sono mamma, sono comunque una lavoratrice indefessa,

però penso di dare tantissimo nella coppia, quindi bisogna

capire se poi questi uomini bruti riescano ad accettarla

questa donna Alfa, perché la donna Alfa bisogna sapersela

meritare.

In ogni modo mi piace l’idea che l’amore che tu hai seminato

non finisca in un buco nero ma costituisca parte di te, parte

di quello che sei, ma comunque bisogna accettare la crisi e il

cambiamento, e a volte non è colpa di nessuno.

Il viaggio di Marta nel film è un bel viaggio, e secondo me

farà breccia nei cuori delle coppie che magari stanno

pensando se chiudere o no.

Stefano Fresi è perfettamente d’accordo con la collega e amica

sull’utilità di Lasciarsi un giorno a Roma:

Questo film va visto il primo gennaio in coppia, e se a un

certo punto uno dei due distoglie lo sguardo dallo schermo e

lo rivolge al partner, qualcosa da risolvere c’è, perché se uno

si riconosce e pensa: ‘Vedi? Vedi? Hai capito adesso?’

significa che è ora di prendere una decisione. Quindi è

fondamentale vedere Lasciarsi un giorno a Roma in due sul

divano il primo gennaio per poter conoscere il futuro della

propria relazione.

Prodotto da Fulvio e Federica LucisanoLasciarsi un giorno a

Roma è una co-produzione italo-spagnola Italian International Film e

Neo Art Producciones con Vision Distribution.

Non perdetelo su NOW a partire dal 1° gennaio 2022.

Fonte: Coming Soon

Per tutte le info: info@roma-news.it

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